Contemporary Art Magazine
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n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Vivere con la bestia

Domenica 3 Aprile 2022, alle ore10,30, presso il Circolo Letterario Bergamasco, Elena Masi, Claudia Scrimin e Fabio Sgroj presentano “Vivere con la bestia” pubblicata dalle Edizioni dell’Angelo.
Dopo quattro plaquettes molto diverse tra loro, con poesie di Hans Raimund (Petzelsdorf, 1945), le “Edizioni dell’Angelo” pubblicano “Leben mit dem Tier / Vivere con la bestia” con tre testi in prosa che trattano di animali tra osservazione, confessione e accusa.
Più che di animali Raimund parla di bestie: «…sono sporche, puzzano… sono inutili mangioni, dormiglioni, che tutto appestano, insozzano, scacazzano…», anche delle inermi e fragili rondinelle Raimund riesce a cogliere l’aspetto meno idilliaco: «…lottano per i nidi abbandonati in autunno…». Detto questo, a scanso di equivoci, sia ben chiaro ce l’empatia di Raimund è tutta per le bestie non certo per il «contadino esasperato» o per l’«uomo».
La concezione poetica di Hans Raimund trova in questo punto di vista la coerenza con i componimenti in versi e anche il tema della morte attraversa e accomuna questi tre brevi testi.
Il linguaggio discorsivo, a volte crudo, della quotidianità è sostenuto da una struttura solida e chiara, con un ritmo lineare che il traduttore, Augusto Debove, riesce a restituire aderendo pienamente all’originale.
I puntini di sospensione che concludono i testi li caratterizzano come frammenti di un discorso interrotto o come divagazioni a margine di una più generale concezione della vita.
I testi sono illustrati da un’incisione ad acquaforte e acquatinta di Rosario Amato (Carini, 1947), una linoleumgrafia di Raffaello Margheri (Firenzuola, 1949) e una stampa alta da acquaforte su zinco di Fabio Sgroj (Partinico, 1996). I tre artisti hanno inoltre personalizzato, con un intervento autografo, le copertine: Rosario Amato con fantasmagorici disegni a china colorata, Raffaello Margheri con un piccolo linoleum ritoccato ad acquerello e Fabio Sgroj intervenendo con ecoline e foglia d’oro su una stampa digitale.
Ogni copia della tiratura di trenta esemplari, ciascuno numerato dagli artisti che firmano le incisioni e dallo scrittore che firma il colophon, si caratterizza, di fatto, come un “pezzo unico” il cui allestimento è stato progettato da Vincenzo Piazza e realizzato dal laboratorio di legatoria artigianale e carte alternative “AltreCarte”.
Citando la recensione di Gabriella Rovagnati nel numero 344 della rivista Poesia, ritenengo che si possano accomunare la scrittura di Hans Raimund, le incisioni di Rosario Amato, Raffello Margheri, Fabio Sgroj e l’attività editoriale promossa da Alberto Randisi, con l’atteggiamento del «…critico caustico di una industria letteraria» – più in generale artistica – «poco attenta alle esigenze di chi non si conforma alle leggi di mercato della cultura di massa e insiste, anche contro se stesso, nel proporre raffinati lavori di nicchia.»

ElMa


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