Contemporary Art Magazine
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n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Pera + Flora + Fauna

The Story of Indigenousness and the Ownership of History. Evento Collaterale della 59. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia

Laura Scaringella

Pera + Flora + Fauna si confronta con il discorso su come l’indigeno e la natura siano influenzati dagli atteggiamenti culturali tradizionali delle nazioni industrializzate, le stesse nazioni che contribuiscono ai problemi ambientali esistenti. Questo ci porta a chiederci: il pensiero estetico può sostenere la conservazione e il ripristino della natura o dei diritti e dei modi di vita indigeni? Le popolazioni indigene in tutto il mondo possono sfidare la storia documentata (dell’arte) tradizionale scritta dai non indigeni? Le popolazioni indigene possono ottenere la libertà di rivendicare collettivamente “la propria storia e le proprie narrazioni”, inimicandosi al discorso dominante? Pera + Flora + Fauna intende affrontare queste domande attingendo a diverse prospettive dell’uomo, della natura e della loro interrelazione.

Pera + Flora + Fauna si svolgerà presso Archivi della Misericordia, a Venezia; commissionato da Nur Hanim Mohamed Khairuddin, Direttore Generale di PORT, e curato dai curatori principali nominati Amir Zainorin e Khaled Ramadan, e dai curatori associati Camilla Boemio e Annie Jael Kwan.

La mostra presenta artisti e collettivi malesi e un artista italiano attraversando molteplici discipline che spaziano dalla performance, al cinema, al suono, alla scultura e ai nuovi media. Gli artisti sono Azizan Paiman (MY), Kamal Sabran (MY), Kapallorek Artspace (MY), Kim Ng (MY), Projek Rabak (MY), Saiful Razman (MY) e Stefano Cagol (ITA).

“Abbiamo invitato sette artisti, i collettivi d’arte e i collaboratori di Pera + Flora + Fauna con l’intenzione di presentare una narrativa diversa e un’esperienza estetica che si basi sulla ricerca, la conoscenza e la partecipazione”, hanno affermato i curatori principali Zainorin e Ramadan. “Questo progetto ha lo scopo di re-immaginare la natura e l’indigeneità in relazione all’etica e all’estetica, mettendo in discussione chi possiede la natura e chi possiede la storia indigena”.

In concomitanza con la mostra, il discorso si espanderà attraverso un forum (22 Aprile 2022, alle ore 17.30) in cui i relatori invitati Henry Meyric Hughes, Dorian Batycka, Ong Jo-Lene e Alfredo Cramerotti, insieme ai curatori e agli artisti, condivideranno le loro osservazioni e interpretazioni intorno al concetto di Proprietà della Natura e della Storia, nel tentativo di contestualizzare il concetto di ciò che è naturale e di ciò che è storico, perché questo non può essere indipendente dalle risorse intellettuali, artistiche, emotive e tecnologiche a nostra disposizione nel mondo industrializzato. Inoltre, in loco, avranno luogo tre performance realizzate degli artisti; una, che esplora il suono e il movimento del corpo per guarire il corpo psichico e spirituale, è basata sui rituali di guarigione tradizionali malesi; l’altra invita il pubblico a impegnarsi nel conflitto in corso tra il punto di vista capitalista ‘’estrattivista’, nei confronti della terra e delle popolazioni indigene, da una parte, e, dall’altra, le azioni e la resilienza creativa delle comunità indigene nel condividere le loro storie e i principi olistici di convivenza con la natura.

Alla sua terza partecipazione alla Biennale di Venezia, all’interno di “Pera + Flora + Fauna”, Stefano Cagol (Trento, 1969) invitato come unico artista internazionale insieme a 6 artisti malesi, presenta “Far Before and After (us)”, una nuova opera video portata a temine negli ultimi giorni d’inverno boreale del 2022, che riflette su tempi dell’umanità e della natura, divinazione e simbiosi indigena.
Segnali luminosi, tentativi di comunicare con l’ambiente circostante, sono innescati usando movimenti e fuochi per mezzo di una pratica pseudo divinatoria, un rituale sospeso tra oscurità e luce, miti del passato, incertezze del presente e sfide di futuri al di là del tempo e dello spazio, un dialogo con ghiacci eterni non più̀ eterni, temperature, venti e correnti che stanno cambiando il corso.

La capacità di scrutare quanto ci circonda in un rapporto diretto e spirituale ispira in quest’opera l’artista, che proprio nelle popolazioni native riconosce questa sensibilità, per antonomasia unica e vera possibilità di simbiosi con la natura.
Metafora del confronto con lo spazio e il tempo è anche il luogo, le Dolomiti, terra d’origine dell’artista, montagne alte migliaia di metri e sorte 200 milioni di anni fa da un mare tropicale, come quello che circonda la Malesia: Alpi e Malesia, apparentemente tanto diverse eppure, oltre le ere, così vicine.

Qui l’artista ha agito in una completa solitudine, secondo una sua consuetudine – quasi sciamanica – utilizzando una mediazione tecnologica essenziale e minima: treppiede, videocamera HD e drone, tutto sotto il suo solo controllo.
Quest’opera video affonda nelle reminiscenze delle sue esperienze artiche, sia nella pratica che nei contenuti. Lo fa anche la performance “FAR BEFORE AND AFTER US” che Stefano Cagol presenta il 21 aprile tra le 15 e le 16 all’interno della rassegna di performance “The Human Status, Indigenous Me-We”, parte del programma speciale della mostra “Pera + Flora + Fauna” nelle giornate d’inaugurazione della Biennale. Quello di Cagol è un intervento performativo inedito nato dall’interazione con la popolazione Sami, unico gruppo nativo riconosciuto in Europa. L’artista ha utilizzato la lingua Sami per la prima volta nel nord della Norvegia nel 2011, ora a Venezia mette in atto un confronto minimale, tra il contemporaneo e l’arcaico in una conversazione primaria sui confini.

Stefano Cagol ha studiato all’Accademia di Brera, alla Ryerson University di Toronto con una borsa di studio post-dottorato del Governo del Canada e lavora negli ambiti dell’Arte Concettuale, Ambientale, Eco e Land Art. Vincitore di Italian Council, Visit di E.on Stiftung e Premio Terna, ha partecipato alle biennali di Venezia (2022, 2013, 2011), Curitiba (2019), OFF Cairo (2018), Manifesta (2018, 2016, 2008), Xinjiang (2014) e Singapore (2006).

 

Titolo del progetto: “Pera + Flora + Fauna” The Story of Indigenousness and the Ownership of History. Evento Collaterale della 59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Artisti: Azizan Paiman (MY), Kamal Sabran (MY), Kapallorek Artspace (MY), Kim Ng (MY), Projek Rabak (MY), Saiful Razman (MY) e Stefano Cagol (ITA).
Curatori: Amir Zainorin, Khaled Ramadan, Camilla Boemio e Annie Jael Kwan.
Location: Archivi della Misericordia, Campo de l’Abazia, 3549 Cannaregio

15 Aprile 2022

Laura Scaringella

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