Contemporary Art Magazine
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n.630/99 del 24 Dicembre 1999

L’aimable cruauté

la prima mostra museografica dell'opera di León Ferrari

Massimo Scaringella

Il Centre Pompidou presenta la prima mostra museografica dell’opera di León Ferrari (Argentina) in Francia. Autore di un’opera proteiforme, a tratti misteriosa e letterale, il rigore formale di León Ferrari (1920-2013) è pari al suo potere eversivo. Ingegnere di professione, disegna da autodidatta dal 1946, fino a quando nel 1952 si trasferisce con la famiglia in Italia e realizza le sue prime sculture in ceramica. Colpito dalle violenze dell’epoca, in particolare dalla guerra del Vietnam, e in seguito dalla durissima dittatura argentina, Ferrari si è dedicato a mettere in luce la barbarie del mondo liberale occidentale. I pilastri della sua opera si basano in una dura critica alla guerra e a denunciare gli abusi del potere e all’intolleranza della società. Rifiutando di adottare un approccio puramente formale al suo lavoro, Ferrari ci avverte costantemente del processo attraverso il quale l’arte abbellisce e banalizza la violenza, un meccanismo che chiama “aimable cruauté” (amabile crudeltà).  Questa grande mostra segue quella presentata al Reina Sofia nel 2021 dal titolo “Gentilmente crudele (Bondadosa crueldad).  Che Il titolo si ispira all’omonimo libro di poesie e collage realizzato dall’artista, nel quale parla di una “crudeltà tanto intrinseca alla bontà, da non poterla distinguere”. Il libro è dedicato al figlio Ariel, scomparso durante la dittatura militare argentina negli anni Settanta. L’opera di León Ferrari, sfaccettata e sfidante, resiste a una lettura lineare e alle tradizionali categorizzazioni del campo dell’arte. La sua complessa produzione può essere vista come un pendolo tra la decodificazione della violenza e l’esplorazione giocosa dei limiti del significato. Nonostante la sua apparente eterogeneità, mantiene una natura organica e musicale in serie che si ripetono, riformulano, si sovrappongono e si contaminano, pressando le questioni sociali e politiche con cui è stato impegnato per tutta la vita. Più che concepire l’arte come una pratica ristretta, rivolta a un’élite, Ferrari sviluppò fin dall’inizio l’idea di un'”arte dei significati” (titolo di un suo saggio del 1968), basata su una sperimentazione estetico-politica che era socialmente significativo per sfidare un pubblico maggioritario. L’artista, infatti, negli anni Sessanta fu un attore fondamentale nel processo di politicizzazione dell’avanguardia che ruppe con l’Istituto Di Tella, istituzione emblematica che promosse la sperimentazione nell’arte argentina.  In questo periodo di crescente attivismo politico, Ferrari pubblicò quello che sarebbe diventato un famoso manifesto e una chiamata alle armi per gli artisti, in cui scriveva: “L’arte non è bellezza o novità, l’arte è efficacia e disgregazione…” Dopo la persecuzione e la scomparsa di suoi familiari e amici, Ferrari fuggì a San Paolo. Al suo ritorno a Buenos Aires all’inizio degli anni ’90, ha creato una serie di collage per illustrare il rapporto ufficiale sulla scomparsa degli argentini in quel periodo. Negli ultimi anni della sua vita il lavoro di León Ferrari è stato ampiamente esposto a livello internazionale e in Argentina. La sua retrospettiva del 2004 al Centro Culturale Recoleta di Buenos Aires gli è valsa l’attenzione mondiale quando la mostra è stata chiusa per vilipendio alla chiesa e poi riaperta per la grande indignazione popolare.   Nel 2006 è stato Special Guest alla Biennale di San Paolo e nel 2007 è stato insignito del Leone d’Oro alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte, Biennale di Venezia. Nel 2009 il suo lavoro è stato oggetto di una grande retrospettiva insieme a Mira Schendel al Museum of Modern Art di New York (MOMA). È morto nel 2013 ed è ricordato come uno degli artisti più controversi della sua vita e un pioniere dell’arte concettuale. Possiamo ben dire che l’opera di León Ferrari offre il suo enigma e la sua disobbedienza come un modo per accendere l’immaginazione politica, verso ciò che deve ancora venire.


León Ferrari
L’amichevole crudeltà (L’aimable cruauté)
Dal 20/4/2022 al 29/8/2022
Centre Pompidou

15 Aprile 2022

Massimo Scaringella

Curatore indipendente di arte contemporanea e organizzatore di eventi culturali. Durante oltre trenta anni di attività in Italia e all’estero ha presentato molteplici artisti italiani e stranieri, molti di essi appartengono alle nuove generazioni ma già apprezzati oggi nel panorama internazionale.

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