Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Raffaella Torrisi – Inganni percettivi

Galleria d’Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
Email: studio.c.immagine@gmail.com

MOSTRA PERSONALE DI RAFFAELLA TORRISI

INGANNI PERCETTIVI

12 – 24 MARZO 2022

Alla Galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 12 marzo, alle ore 18 “Inganni percettivi”, mostra personale di Raffaella Torrisi. Nata ad Acireale, in provincia di Catania, e residente a Palermo, Raffaella Torrisi è un’artista dal curriculum critico-espositivo particolarmente selezionato fatto di mostre, personali e collettive, tenute in svariate città italiane e poi la partecipazione alla quarta edizione della prestigiosa Triennale di Roma con un’opera esposta alla Galleria del Cembalo di Palazzo Borghese.
Interessante, e degno perciò di essere sottolineato, anche il suo percorso formativo perchè fortemente agganciato alla storia e all’arte antica, alla rappresentazione classica di fatti, cose e avvenimenti. Architetto e restauratrice, nel corso della sua attività ha eseguito straordinari lavori di restauro presso prestigiosi monumenti siciliani. Tra questi mi sembra opportuno segnalare il restauro dei reperti archeologici del Museo “Salinas”, del soffitto ligneo del dodicesimo secolo della Cappella Palatina, dei dipinti su tela e tavola del Museo Regionale di Palazzo Abatellis ecc. Ha inoltre ricoperto importanti incarichi presso Facoltà Universitarie: dal 1996 al 2007 ha insegnato “restauro pittorico” presso l’Accademia di Belle Arti “Abadir” dell’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale (Monreale) e dal 2004 al 2013 ha inoltre ricevuto l’incarico di “Tutor didattico” per l’area di restauro al Corso di Conservazione e Restauro della Facoltà di Scienze della Università degli Studi di Palermo. Tutto questo senza mai dimenticare la pittura, sua grande, innata passione. E ciò che maggiormente colpisce, nel lungo e articolato cammino di quest’ artista, è proprio la sua attuale espressione, lontana dalla classicità e dall’arte figurativa in genere. Bisogno di evasione? Attrazione verso altre forme e altri linguaggi? Fascino per il Contemporaneo? Fatto sta che Raffaella Torrisi si presenta come artista fortemente nuova, bravissima e sensibile interprete della OP-Art (Optical-Art), movimento di arte astratta nato e sviluppatosi negli Stati Uniti d’America intorno agli anni sessanta che ha come principale campo di ricerca formale l’illusione ottica e l’impressione plastica del movimento. L’artista siciliana, infatti, nelle sue opere, eseguite sia a colori che in bianco e nero, e percorse sempre da grande e sentita partecipazione, sembra aver assimilato e fatte proprie tutte le leggi fisiche riguardanti la diffusione e la rifrazione ottica, elementi indispensabili per poter superare l’idea di un’opera d’arte immobile e immutabile nel tempo e rappresentare invece un’opera in apparente e continuo movimento e quindi capace di cambiare e modificarsi a seconda di come la si guarda: in questo tipo di espressione, infatti, la partecipazione dello spettatore è fondamentale e indispensabile perchè l’opera d’arte sia completa. Ne deriva che il fulcro espressivo delle sue opere non risiede in ciò che rappresentano, bensì in come queste vengono viste e percepite. In questo modo, dunque, esse si trasformano in vere proprie meta-immagini che possono esprimere, contemporaneamente, significati diversi e/o addirittura contrapposti. Raffaella Torrisi, insomma, attraverso un approccio che unisce l’istanza ludica con quella concettuale, crea opere capaci di rivelare la complessità della realtà che ci circonda, ma che sono, allo stesso tempo, comunicative e immediate. Inoltre, con i suoi colori e i suoi percorsi, con le sue forme e i suoi tracciati, l’artista siciliana attira lo sguardo dell’osservatore all’interno della sua trama visiva, dentro l’illusoria dimensione dello spazio della rappresentazione in una scansione geometrica senza fine e in una ambigua vertigine prospettica dove tutto ci appare allo stesso tempo nella sua concreta e vera fisicità e come immagine di se stessa nella dimensione dello spazio virtuale. Così le sue opere, riescono a portare l’osservatore verso una dimensione ideale e ponderata dove, in perfetta armonia, lo spazio fisico si unisce a quello mentale, la realtà al sogno e alla poesia, il libero pensiero alla riflessione e al mistero esistenziale.
L’arte, dunque, come la vita, mai statica ed inerte, ma in continuo movimento, in continua trasformazione.
La rassegna, che sarà illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 24 marzo.

ORARI: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì giorno di chiusura

lucianocarini


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