Contemporary Art Magazine
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n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Videozoom:Kurdistan Iraq. “Le piccole cose che contano di più”

Videozoom:Kurdistan Iraq. “Le piccole cose che contano di più”

A cura di Rebeen Hamarafiq

Opere di Gaylan Abdullah, Sherko Abdulrazaq, Sherwan Can, Sherwan Fateh, Rebeen Hamarafiq, Poshya Kakil, Rozhgar Mustafa, Avan Omar

Museo di Roma in Trastevere
Presentazione: 18 Marzo 2015 ore 18:00
Fino al 27 Marzo 2015

La videoarte sperimentale del Kurdistan Iraq visibile per la prima volta in Italia

Videozoom è un’iniziativa “in progress” che intende mostrare la video arte contemporanea in diverse realtà territoriali. Il progetto Videozoom: Kurdistan Iraq, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sostenuto dall’Ambasciata della Repubblica d’Iraq a Roma e prodotto dall’Associazione Culturale Sala 1, sarà presentato il 18 Marzo nel Museo di Roma in Trastevere alla presenza dell’Ambasciatore Saywan Barzani e proseguirà fino al 27 Marzo 2015.
Si ringrazia Ali Assaf, Nicola Visconti e Walid Siti per la collaborazione.

A seguito della rivolta dell’Iraq in Kurdistan nel 1991, la nuova situazione venutasi a creare ha rappresentato per molti artisti il sogno di dare vita ad una produzione culturale puramente curda, prima di allora impensabile. C’erano però molti e vari ostacoli, dalla mancanza di tecnologie alla formazione degli artisti e al loro modo di pensare l’arte. La situazione riguardava la costruzione di un punto di vista limitato all’ambiente circostante gli artisti e a volte concentrato su sogni politici nazionali.
Ma alcuni altri progetti e opere d’arte iniziarono a guardare indietro e a mettere in discussione aspetti importanti come questioni sociali, ambientali o diversi altri argomenti che si generavano dai precedenti o, ancora, qualsiasi altra tematica che potesse influenzare la loro specifica identità.
Questi diversi progetti conducevano in direzione opposta, alla costruzione di una maggiore consapevolezza del proprio posto all’interno della società e a problemi universali in grado di coinvolgere tutti invece di utilizzare l’arte solo come una macchina di creazione di simboli nazionali.
La maggior parte delle opere scelte per questo progetto sono, in diversi modi, riflessioni attorno a questioni quotidiane che colpiscono gli individui e la società e creano una varietà di punti di vista, appuntando lo sguardo sulle piccole cose che contano di più. (R. Hamarafiq)

Sala 1 - Centro Internazionale d'Arte Contemporanea

Sala 1 è un’associazione culturale fondata nel 1970 dallo scultore Tito Amodei, é impegnata nella ricerca sperimentale dell’arte contemporanea, dell’architettura, del teatro e della musica. E’ uno spazio storicamente noto nel panorama artistico romano non solo per la sua intensa attività, ma anche per la sua suggestiva collocazione nel complesso del Santuario Pontificio della Scala Santa a San Giovanni. Diretta da Mary Angela Schroth, oltre ad un’équipe di specialisti del settore, la Sala 1 opera per la promozione e la divulgazione dell’arte contemporanea sperimentale e si è distinta per la programmazione orientata ad accogliere progetti nazionali e internazionali inediti in Italia. Accanto all’attività espositiva, si propone come luogo attivo per manifestazioni di elevato livello professionale: riunioni, seminari, laboratori e conferenze stampa. In questa prospettiva, la programmazione culturale, oltre all’ambito plastico-figurativo, ha ampliato i propri confini verso altri settori, come la musica, il cinema, il teatro, la videoarte la performance e l’architettura.


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