Contemporary Art Magazine
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n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Van Coniguim – Guim Tiò Zarraluki e Conrad Roset

La Galleria Loppis OpenLab di Parma presenta, dall’11 aprile al 6 giugno 2015, “Van Coniguim”, mostra personale di Guim Tiò Zarraluki e Conrad Roset. Curata da Alessandro Chiodo e Elena Saccardi, con un testo di Matteo Bondioli, l’esposizione sarà inaugurata sabato 11 aprile dalle ore 17.00.

“Van Coniguim” è un nome che potrebbe far pensare a un’antica dinastia di nobili olandesi ma che invece significa semplicemente “Van Conrad y Guim”, Conrad e Guim vanno, si muovono, esplorano, viaggiano e infine fanno ritorno.

Questo perché Guim Tiò Zarraluki e Conrad Roset partono insieme a bordo di un Van carico di tele e colori che scivola sulla strada come un pennello sulla tela. Così facendo tracciano una linea immaginaria che unisce Barcellona, Marsiglia, Nizza, Genova per poi giungere nel cuore dell’Emilia, a Parma. Compagni di viaggio che si mettono in mostra attraverso una personale organizzata dalla Galleria Loppis OpenLab, la quale celebra i due artisti attraverso la realizzazione di una grande opera comune (ma non comune), come fecero a loro tempo Renoir e Monet.

È bene sapere, infatti, che i due artisti non condividono solo la strada ma anche la tela, i loro stili si sovrappongono e diventano il manifesto di un incontro artistico importante atteso dieci anni.

Le doti personali di questi spiriti affini, miscelandosi, compongono una nuova immagine che non appartiene né a Guim Tiò Zarraluki, il pittore, e neppure a Conrad Roset, l’illustratore; il risultato è un’emozione pura che racchiude, nella sua aura impercettibile e delicata, lo sforzo creativo nel trovare l’amalgama giusta per venire alla luce.

I loro modelli provengono da quel “non luogo” che è la rete. È bastato un post ed il giorno dopo ecco materializzarsi nel loro atelier di Barcellona delle persone reali, pronte a posare. I modelli, pressoché sconosciuti, vengono esplorati nei dettagli del volto, nei tratti somatici, negli occhi, sono spogliati dal filtro troppo effimero della “amicizia” virtuale e diventano reali, addirittura familiari.

Ma il bello viene adesso! Perché una volta portati allo scoperto, questi corpi, vengono rigettati in un’altra dimensione astratta, che non è più quella virtuale del web ma quella poetica della tela. Sono i loro occhi che ci rapiscono, i loro gesti cristallizzati in un’istantanea pittorica viva e impalpabile che ci accompagna nel loro intimo con discrezione.

Di fronte a questa verità estatica riaffiorano le nostre emozioni, normalmente sepolte da così tante sovrastrutture: il contesto sociale, l’identità virtuale, quella anagrafica, il linguaggio parlato, il modo di vestire, il sesso, la religione. Iniziamo a desiderare un po’ di questa intimità e a ricordarci che la vita è fatta di dettagli, di sguardi e carezze, di incontri fortuiti, di vita vera.

Per Guim e Conrad ciò che conta sono le emozioni, quelle con la “E” maiuscola. Sono qui, insieme, viaggiatori fugaci che ci prestano il loro sguardo sul mondo e sulle cose della vita, a condividere l’energia che si crea quando le persone si incontrano, quando si toccano, quando si sfiorano, come le cariche elettriche che si generano quando si sta fianco a fianco. Per questo motivo il consiglio non può che essere uno: venite a Parma e fate in modo di incrociare la strada di questi due grandi artisti… non ve ne pentirete.

GLI ARTISTI

Guim Tiò Zarraluki (1987), diplomato alla scuola Sùnion di Barcellona, sviluppa una ricerca artistica molto personale e riconoscibile e giovanissimo espone in gallerie internazionali come WWA Gallery-California, KAREN Contemporary Artspace-Australia, Miscelanea Gallery-Barcellona, Fifty 24MX Gallery-Mexico, Iam Gallery-Madrid, Young Art-Taipei, Kaoshing-Taiwan. In Italia la sua prima personale è alla Galleria Loppis nel 2013.

Conrad Roset (1984), dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Barcellona, inizia a lavorare come illustratore freelance per diversi marchi, per riviste e agenzie pubblicitarie. Espone i suoi lavori in gallerie e musei internazionali come il MOMA-Virginia, Spoke Art -San Francisco, London Miles-Londra, Tipos Infames-Madrid e Artevistas y Miscelanea-Barcellona. Insegna Illustrazione alla Scuola di Design BAU.

Galleria Loppis OpenLab

La Galleria LOPPIS OPENLAB nasce a Parma, in un ex polo industriale e artigianale alle porte della città vecchia, con l’idea di creare uno spazio reale a e virtuale dedicato all’arte contemporanea in tutte le sue forme espressive. Lo spazio prende vita grazie all'idea e al lavoro di Alessandro Chiodo (Loppis) ed Elena Saccardi (OpenLab) che iniziano a collaborare nel 2013 per formare una realtà catalizzatrice di artisti, collezionisti e persone che amano l’arte contemporanea e ne promuovono la divulgazione come espressione del nostro tempo. Un progetto che si basa sul rapporto diretto e concreto con gli artisti, spesso giovanissimi che, invitati ad esporre, lavorano a progetti site specific e si fermano in residenza a Parma per assorbirne l'energia e condividerla con il pubblico, creando contaminazioni e influenze. Per questo la galleria, che cambia aspetto ad ogni nuovo progetto, si avvale anche di collaborzioni con enti e spazi adatti ad ospitare le diverse ed eventuali esigenze artistiche. L'attività della galleria è in continuo divenire, si muove attraverso la ricerca di giovani artisti italiani ed internazionali, la partecipazione alle fiere di settore e la creazione di una memoria multimediale dei progetti nati e cresciuti al suo interno, ognuno con la sua espressione e direzione. L'idea é quella di creare una cultura dell'arte contemporanea che racconti il presente, lasciando un segno del suo passaggio con un occhio rivolto al futuro.


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