Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Silvia Levenson | PELLE D’OCA

L’artista, con le sue raffinate sculture, ama da sempre esplorare i rapporti interpersonali, concentrandosi sulle ambiguità delle relazioni umane. Il vetro, materiale che utilizza per creare le proprie sculture, è per sua natura l’elemento più adatto per indagare tali ambiguità. Esso è infatti un materiale familiare, che protegge e al contempo isola, ma è anche estremamente fragile.
Per PUNTO SULL’ARTE Levenson ha creato un’installazione che a primo impatto rimanda a una comune stanza domestica, un ambiente che potrebbe sembrare sicuro e casalingo. Una volta abituato lo sguardo però, inizia a farsi strada una sensazione di spaesamento. Nella stanza ci sono oggetti familiari e stranianti allo stesso tempo: un abito in vetro e filo di rame, un rimando alla scarpetta di cristallo di Cenerentola ma con un piccolo chiodo al centro, due flaconi che ricordano inevitabilmente l’odierna ossessione per l’estetica.
Accanto a questi oggetti compare anche lo specchio, che per il suo significato intrinseco non poteva mancare in questa mostra così intensa. Attraverso lo specchio Levenson avvia un denso gioco di rimandi: da un lato lo spettatore osserva il proprio riflesso, ma dall’altro la stessa immagine di chi guarda viene trasportata in un’altra realtà, grazie alle scritte che compaiono su questi oggetti.
Le mirabili creazioni di Silvia Levenson sono eleganti, sofisticate ma impraticabili: il vetro, le lamette e il filo di ferro le rendono pericolose, simboleggiando l’incapacità di seguire acriticamente certi standard di bellezza inarrivabili e insensati. PELLE D’OCA sviluppa una narrazione attuale come mai prima d’oggi, un racconto dove, con grazia e delicatezza, Levenson rivela il lato più oscuro delle favole e il pericolo che spesso si annida, per la donna, proprio all’interno della rassicurante realtà familiare.

L’artista sarà presente al Vernissage aperto al pubblico che si terrà GIOVEDÍ 6 GIUGNO h 17 – 20 presso la PROJECT ROOM nella sede principale della Galleria in Viale Sant’Antonio 59/61 a Varese (Casbeno).
La mostra resterà aperta fino al 27 Luglio 2024.

SILVIA LEVENSON nasce in Argentina nel 1957. Nei suoi lavori, esplora lo spazio sottile situato fra ciò che si vede e ciò che s’intuisce utilizzando il vetro come lente d’ingrandimento per osservare da vicino i conflitti all’interno delle famiglie e della società. Una delle sue mostre itineranti più recenti è Identidad Desapecida, un progetto di denuncia che ha girato il mondo, il cui scopo è quello di alludere alle centinaia di bambini che sono stati rapiti e dati in adozione illegale durante la dittatura militare in Argentina. Silvia Levenson ha collaborato inoltre a diversi progetti indirizzati all’integrazione di rifugiati e migranti, come Multaka con Berlin Glas e Memories of Home con la British Glass Biennale in Inghilterra. Nel 2020 ha partecipato alla mostra A Kind of Magic alla Galleria PUNTO SULL’ARTE. Nello stesso anno e nel 2021, PUNTO SULL’ARTE ha inoltre selezionato le sue opere per partecipare alla storica rassegna <20 15×15 / 20×20. Il suo lavoro fa parte di importanti collezioni pubbliche e private come il Corning Museum of Glass, il New Mexico Museum of Art di Santa Fè (USA), l’Houston Fine Art Museum, il Toledo Museum of Art, il Mint Museum di Charlotte (USA), il MUDAC di Lausanne, l’Alexander Tutsek-Stiftung di Monaco, il Museo del Castello Sforzesco a Milano, il Museo del Vetro di Murano, la Fondazione Remotti a Camogli, la Fondazione Banca San Gottardo e il Museo del Vetro a Conches (FR). Vive e lavora in Italia dal 1981.

Galleria PUNTO SULL'ARTE

Fondata a Varese nel 2011 da Sofia Macchi, la galleria PUNTO SULL'ARTE in pochi anni è diventata punto di riferimento centrale per i collezionisti. La sua eccellenza è stata premiata da riconoscimenti importanti: nel 2013 è già membro dell’Associazione Nazionale Gallerie D’Arte Moderna e Contemporanea, mentre nel gennaio del 2016 esordisce ad Artefiera Bologna. La filosofia di PUNTO SULL’ARTE è quella di sostenere pittori e scultori italiani e internazionali di impostazione tradizionale, ma dalla sensibilità contemporanea, accomunati sempre dall’altissima qualità, che per la galleria è imprescindibile. È con questo criterio che Sofia Macchi ha scelto di promuovere artisti come Matteo Massagrande, Alex Pinna o Annalù, dalla poetica profondamente italiana e oggi di rilevanza internazionale. Proprio l’anima internazionale della galleria è una delle chiavi del suo successo. La curiosità nei confronti di ciò che si muove nel mondo è di stimolo, infatti, per proficui rapporti di collaborazione con gallerie nazionali ed estere (dal Nord Europa agli Stati Uniti) alla ricerca delle voci più nuove e interessanti. Come nel caso di Federico Infante, giovane artista cileno molto apprezzato a New York e approdato alla galleria varesina per il suo debutto in Europa. Fondamentale per i rapporti con artisti, operatori e collezionisti italiani e stranieri è l’assidua partecipazione della galleria alle principali fiere di settore, dalla già citata Artefiera, a Bologna, ad ArtVerona fino alla partecipazione ad alcune fiere all’estero. Situato in una palazzina Liberty non lontana dal centro della città, lo spazio di 300 m2 della galleria è distribuito su due piani. Le sale espositive a livello strada sono abitualmente adibite alle mostre in corso, mentre al piano superiore, con un allestimento attentamente studiato e in continua trasformazione, sono esposti in una collettiva permanente tutti gli artisti della galleria.


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1 Marzo 2024

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