Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Pittura e scultura , il ritorno di Anna Maria Ferrari

Galleria d’Arte Contemporanea
STUDIO C
via G. Campesio, 39
29121 Piacenza
tel: 0523-716846
e-mail: studio.c.immagine@gmail.com

MOSTRA PERSONALE DI ANNA MARIA FERRARI

PITTURA E SCULTURA, IL RITORNO DI ANNA MARIA FERRARI

18 MARZO – 2 APRILE 2023

Alla Galleria d’Arte Contemporanea STUDIO C di via Giovanni Campesio 39 si inaugura oggi, alle ore 18, la mostra personale di Anna Maria Ferrari dal titolo “Pittura e Scultura, il ritorno di Anna Maria Ferrari”.
Torna dunque ad esporre Anna Maria Ferrari, e lo fa dopo un lungo periodo di pausa e riflessione, dopo la grande paura della pandemia e i silenzi dell’isolamento che, nostro malgrado, ci hanno fatto scoprire tutta quanta la nostra debolezza e fragilità.
Artista piacentina già molto affermata (e non solo nella nostra città) per la sua personalissima espressione e per la sua intensa attività, Anna Maria Ferrari si è formata presso l’Istituto d’Arte Gazzola. Dopo un periodo dedicato esclusivamente alla pittura, ha intrapreso con decisione e tenacia la strada della scultura, prima cimentandosi con il legno e, successivamente, con la “terra” e il bronzo.
Artista completa ed eclettica, dunque, capace di esprimersi, con la stessa intensità sia in pittura che in scultura, con un proprio pubblico di estimatori che, nel corso degli anni, è andato via via aumentando, attratto non solo dal suo mondo e dalla sua espressione, ma anche dalla sua qualificata ed attenta attività espositiva che, in questi ultimi anni, l’ha vista protagonista in importanti mostre ospitate presso prestigiosi spazi pubblici e privati. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti dall’artista è senza dubbio da segnalare la collocazione di una sua significativa scultura in bronzo presso la prestigiosa Galleria Civica “Ricci Oddi” di Piacenza.
Questa mostra allo “Studio C” è dunque una preziosa occasione per ammirare l’ultima produzione di un’artista che è particolarmente cara ai piacentini per quella sua straordinaria capacità di saper unire insieme le caratteristiche della nostra migliore tradizione con lo spirito moderno dei nostri giorni. Un impianto solido e ben strutturato sul quale si innesta un’esecuzione sicura e veloce, senza ripensamenti, eseguita di prima intenzione, che esula dal superfluo per concentrarsi unicamente sul risultato complessivo e sulla resa estetica.
Le sue sculture affascinano per l’immediatezza dell’esecuzione, per la grande carica espressiva ma anche per l’eleganza e la raffinatezza che sanno esprimere e comunicare. Raccontano la vita quotidiana e si concentrano in modo particolare sulla donna comune (donna che si lava, donna che si pettina, donna malinconica, ecc.) in uno sviluppo continuo, che non conosce sosta né cedimento alcuno.
Spesso il rosato della terracotta, tenero e caldo, silenzioso e avvolgente, si copre di bianco caolino a sottolineare una sottoveste, una spallina, un intimo indumento.
Scultura che piace e incanta perché vicina alla vita, parte integrante di essa, capace di entrare nelle emozioni più vere e concrete e di interpretarle non solo con grande abilità tecnica e mestiere, ma anche e soprattutto con straordinaria partecipazione ed umanità.
Lo stesso vale per la pittura, forte e vigorosa, libera e potente, scultorea quasi, nel suo prorompente vigore. Così le due forme artistiche, pittura e scultura, finiscono per fondersi e contaminarsi fino a formare un “unicum”, una cosa sola, dove la materia, intesa proprio come spessore, volume e tridimensionalità, è protagonista indiscussa di ogni sua creazione. Allora i suoi stupendi paesaggi, riferiti per lo più alla vallate piacentine, si vestono di una forza prorompente, il colore si fa materia densa e corposa, traccia solchi e avvallamenti, a volte diventa opaco e rugoso come la terra, altre volte, invece, acquista la leggerezza dell’aria e delle nuvole. Pittura che denota forte personalità, sicurezza d’esecuzione e taglio compositivo moderno e contemporaneo. E lo stesso vale anche quando l’artista affronta le tematiche legate alla “figura umana”. I suoi personaggi, infatti, rivelano sempre grande senso plastico, morbidezza e forza espressiva unite, molto spesso, ad una sottile e velata malinconia che li avvolge di una sentita carica poetica.
Più delicati e morbidi gli acquarelli, leggeri e sospesi, un tenero soffio di poesia a descrivere ambienti, atmosfere, stagioni e sempre ricorre l’omaggio alla terra piacentina, alla città, alle nostre stupende vallate.
Non delude mai, Anna Maria Ferrari, e ogni sua mostra è sempre un avvenimento, un richiamo di appassionati e collezionisti, un’occasione unica per un incontro con la vera arte, quella con la “A” maiuscola, al di sopra del tempo e delle mode del momento.
La mostra, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, terminerà il 2 aprile.
Orari: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura

lucianocarini


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