Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Marco Ceroni – THROW UP

Sabato 11 ottobre 2014 alle ore 19 ADIACENZE inaugura “THROW UP”, una personale dell’artista faentino Marco Ceroni.

La ricerca artistica di Marco Ceroni si focalizza sull’indagine dello spazio urbano, soffermandosi su come l’arte possa sovvertire l’immagine di città e il nostro modo di abitarla.
Utilizzando come metodologia la ricerca e l’esplorazione urbana, l’artista ispeziona la città e vive con il proprio corpo le strade, rileggendo lo spazio che lo circonda attraverso azioni e interventi detournanti. Rivolge lo sguardo a quelle aree marginali, terrain vague, periferie, che vanno a rappresentare i luoghi del possibile, dove le probabilità si accendono rendendo libera la sperimentazione.

In THROW UP, Ceroni sviluppa per ADIACENZE un progetto site specific modellato su Bologna e sullo spazio espositivo che la abita, riportando a galla ciò che la routine ha nascosto. Formula un percorso che straripa, rompendo gli argini della galleria e dilagando per le vie della città, in un flusso continuo che richiama il fuori e il dentro della mostra.
Attraverso interventi artistici e performativi che avranno luogo anche nei giorni che precedono l’inaugurazione, Marco Ceroni sceglie di evidenziare lo scorrere nascosto del torrente Aposa, corso d’acqua oggi quasi totalmente coperto sul quale sorse l’antica Bononia, e il flusso delle sottoculture, le strumentazioni, la musica e gli slang propri della cultura hip hop che, dagli anni ’80 ad oggi, hanno caratterizzato Bologna.
Ne consegue una visione diffusa che prende forma all’esterno, nelle vie in cui l’Aposa trascina le sue acque, evidenziando la presenza del torrente con gli elementi della cultura hip hop, fino a incanalarsi nelle mura dello spazio ADIACENZE. Il flusso d’acqua trascina con sè detriti industriali e suoni naturali che vanno a depositarsi insieme a manifesti, fanzine e ghetto blaster in un mash up underground, volto a far riemergere ed evidenziare ciò che sta sotto, culturalmente e materialmente.

La mostra sarà preceduta da quattro interventi e azioni sul tessuto urbano bolognese là dove l’Aposa “emerge” dal sottosuolo.

Venerdì 10 ottobre:
– Via Bovi Campeggi tra i civici 9 e 11 circa, ore 13
– Via San Mamolo all’altezza del civico 153 circa, ore 16
– Parco di San Michele in Bosco in Via Codivilla, ore 17:30

Sabato 11 ottobre:
– Via De’ Poeti (angolo Via dell’Orto), ore 12

Sabato 11 ottobre ci saranno due interventi performativi di Takeo Wired Monkeys tra le 19:30 e le 20:30.

L’inaugurazione fa parte del circuito della Giornata del Contemporaneo e della Notte Blu di Bologna.

Con il Patrocinio dell’Associazione Bologna Sotterranea.
Si ringrazia lo Studio di Architettura e restauro Francisco Giordano.

ADIACENZE

Adiacenze è un centro espositivo non profit nato dalla passione di ragazzi che vivono a Bologna nutrendosi di arte. È una vetrina per artisti emergenti; è un luogo di promozione culturale, di discussione, di ricerca e di incontro; un luogo in cui il primo principio da rispettare è quello della creatività. Tutto è iniziato dall’idea di creare nella location di Via San Procolo 7, vicino alle gallerie storiche nel pieno centro di Bologna, uno spazio fatto per i giovani, in cui allestire mostre di artisti talentuosi che non trovano spazio molto facilmente. Da due anni portano avanti gli stessi intenti nella nuova location in Piazza San Martino 4/f, sempre in centro a Bologna, a due passi dalle due Torri. Amerigo Mariotti e Daniela Tozzi, assieme alle idee e all’appoggio di giovani artisti, curatori e appassionati del settore, mettono a frutto la propria esperienza nel campo artistico fornendo una location per mostre con progetti site specifics ed eventi culturali in genere, nella più grande convinzione di poter dare una sferzata di novità a Bologna e ad un ambiente artistico italiano che ormai si è sedimentato troppo sul mercato, con l’intento principale di fare rivivere l’arte pura e la cultura. La volontà fondante dell’Associazione è espressa direttamente dal suo stesso nome il quale riflette l’intento di non assumere la forma di galleria tradizionale ma di rimanervi adiacente, così da preservare una libertà scevra da quelle regole di mercato che spesso inibiscono l’espressione più genuina di ogni singola volontà creativa.


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