Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Luisella Traversi Guerra – Cromatiche Vibrazioni

Alla galleria d’Arte Contemporanea STUDIO C di via Giovanni Campesio 39 si apre oggi, alle ore 18, la mostra personale di Luisella Traversi Guerra dal titolo “Cromatiche vibrazioni”.
Quello di Luisella è un gradito e atteso ritorno allo “Studio C” di Piacenza dopo la bella mostra dello scorso anno che ha lasciato in tutti gli appassionati e amatori d’arte un profondo e indelebile ricordo.
Luisella Traversi Guerra nasce a Borgonovo (Piacenza), ma trascorre la sua infanzia a Parigi. Rientrata in Italia termina gli studi, si sposa e per molti anni gestisce la direzione e la valorizzazione delle risorse umane nell’azienda di famiglia. Matura una grande esperienza nell’analisi comportamentale e nello sviluppo della qualità nell’ambiente di lavoro fino a diventare ricercata relatrice in convegni, seminari e pubblici dibattiti, ma nonostante questi impegni, gravosi e delicati insieme, la nostra artista non trascura le sue grandi, innate passioni: la pittura e la poesia. Artista a tutto tondo, dunque, carica di vitalità ed energia e che continua incessantemente a produrre in una specie di multidisciplinarietà fantastica e creativa dove i vari ambiti si fanno vasi comunicanti dialogando tra loro, dando vita ad un’unica, grande vena artistica.
Intenso e degno perciò di essere sottolineato il suo curriculum critico-espositivo che la vede protagonista in prestigiose rassegne di livello internazionale in tutta Italia, nelle principali capitali d’Europa e perfino negli Stati Uniti d’America e in Giappone. Tra le ultime grandi rassegne di livello internazionale voglio ricordare la sua partecipazione alla terza edizione della Triennale di Roma, complesso del Vittoriano (Ala Brasini), manifestazione che ha avuto come ospiti illustri personaggi del mondo artistico-culturale nazionale come Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Stefano Zecchi e tanti altri. Interessante anche il suo percorso formativo perchè non accademico, ma autonomo e personale e dunque libero da qualsivoglia condizionamento culturale e ambientale: un percorso che le ha consentito di essere solo ed esclusivamente se stessa, di seguire solo le sue tematiche preferite, le sue tecniche espressive. E’ partita dal figurativo, Luisella, da un Impressionismo luminoso e squillante caratterizzato da soggetti di natura prevalentemente naturalistica dove l’immagine floreale costituiva l’elemento fondamentale della sua espressione. Ma già in questi dipinti era presente la profonda riflessione interiore, l’intimo stupore e la proiezione verso altri mondi e altri confini. Poi ha iniziato a sentire il fascino delle Avanguardie Storiche, dell’Espressionismo lirico e dell’Informale, soprattutto, iniziando quindi una profonda metamorfosi tecnico-espressiva, una fase di straordinario mutamento estetico-formale fatto di colore, gesto e materia. Pittura non più descrittiva, dunque, non più legata alla narrazione del reale, ma tutta d’emozione, tutta concentrata sull’ascolto delle intime pulsioni, dei sentimenti e delle sensazioni. E se la natura, o certi aspetti di essa, ancora sembrano emergere dalle sue opere, essi rappresentano solo ed esclusivamente la fonte d’ispirazione, l’input creativo, perchè poi tutto si risolve nella pienezza del colore, nel vortice magico della materia pittorica, nella sensualità cromatica. E allora mi sembra particolarmente attinente il titolo della mostra “Cromatiche vibrazioni” perchè tutto, nella pittura di Luisella, è vibrazione, movimento, percorso, luce e vitalità. A volte le sue creazioni sembrano allontanarsi dalle tematiche naturalistiche e/o paesaggistiche per farsi più meditate e raccolte, più intime e psicologiche trasformandosi in vere e proprie visioni interiori, palpitazioni emotive, in voci misteriose e segrete dell’animo umano. E allora anche il colore, steso in grande quantità così da essere modellato e plasmato, si veste di simbologia e significato. Diventa metafora della vita, dello scorrere lento e inesorabile del tempo, e i tracciati che entrano nella materia provocando incisioni, ferite e percorsi rimandano senza ombra di dubbio ai misteriosi e imponderabili disegni esistenziali che segnano il destino di ogni essere umano. La rassegna, che verrà inaugurata il 6 maggio con la presenza dell’artista, sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini e chiuderà il 18 maggio.
Orari: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30 Lunedì, giorno di chiusura.

lucianocarini


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