Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

HaHa – Jernej Forbici

Periodo: Giovedì 1 – Domenica 4 Ottobre 2020
Luogo: PUNTO SULL’ARTE, Viale Sant’Antonio 59/61, Varese
0332 320990 I info@puntosullarte.it
Orari: Giovedì – Sabato: 10-13 | 15-19. Domenica 4 Ottobre solo su appuntamento

“Ho spesso osservato che, proprio come alcuni animali urinano sul loro territorio in modo da marcarlo come loro, così molti uomini segnano e sporcano le cose che possiedono defecando su di esse, al fine di conservarle, o defecano su cose altrui per renderle proprie. Quest’origine stercoracea o escrementale dei diritti di proprietà mi sembra una fonte culturale di quello che chiamiamo inquinamento, che, lungi dall’essere un risultato accidentale di atti involontari, rivela intenzioni profonde e una motivazione primaria”.
Michel Serres, The Natural Contract

Jernej Forbici, dopo il grande successo della sua mostra personale nel 2019 a New York e l’importante mostra collettiva “The Tremendous World I have Inside my Head” presso Il Museo di Arte moderna e contemporanea Koroška (kglu) a Slovenj Gradec, Slovenia, torna ora alla sua Galleria di riferimento PUNTO SULL’ARTE a Varese, dove presenterà nella mostra Ha – Ha più di trenta dipinti inediti di grande e medio-piccolo formato della serie intitolata Pile of Garbage che verte sul tema, sempre attuale e controverso, dell’inquinamento e del ruolo centrale che l’uomo ne riveste.
H a – ha è la sorpresa di una nuova ricerca nata parafrasando una semplice risata e contemporaneamente dalla riflessione di alcune letture cui l’artista si è imbattuto e dedicato negli ultimi tempi. Se da un lato ha-ha è un sorriso, beffardo ed inquietante verso la natura, che riappropriandosi del suo spazio e tempo, mette in gioco l’intero percorso umano ed artistico dell’artista, è anche la sorpresa di trovarsi di fronte a quello stesso fossato (probabilmente oggi inquinato, dove emergono colorati fiori di plastica, uno strano colore rossastro…) lungo il quale si erge un muro (ora un affascinante enorme mucchio di spazzatura) che però consente ancora di guardare lontano, verso il paesaggio. Quel territorio, giardino, ambiente esausto, che l’uomo rivendica come suo marcandolo, sporcandolo, e che in questa mostra l’artista ci presenta ritraendo e raccontando attraverso l’inquinamento ed i rifiuti, come il risultato dell’agire umano, si rivela ricco di intenzioni profonde e con una forte motivazione primaria.
Trattando l’argomento dei rifiuti abbandonati, in qualche modo nascosti dai nostri occhi perché sono colline in mezzo le pianure, muri di ogni genere o semplicemente non visibili, l’artista ci invita a riflettere su quanti rifiuti produciamo e quanta plastica ormai ci circonda. La serie dei nuovi dipinti a tecnica mista su tela di grande e medio formato di Jerney Forbici intitolata Pile of Garbage, presentata nel nuovo evento personale alla Galleria Punto Sull’Arte, ci parla proprio di questo, di rifiuti abbandonati, che poi con il tempo contaminano la natura. Quest’ultima reagendo in modo suo, dà vita a mutazioni e cambiamenti, a volte anche drastici e tragici. Ecco allora, che la mostra e soprattutto la serie dedicata ai lavori panoramici, ci lascia spazio per andare oltre a quel muro e confine. L’artista crea così, un’immagine estesa, che abbraccia l’orizzonte in un desiderio di infinitezza, in quella stessa natura, che l’uomo ha violato e ridefinito.
Per ricevere informazioni e immagini rivolgersi a: info@puntosullarte.it

Galleria PUNTO SULL'ARTE

Fondata a Varese nel 2011 da Sofia Macchi, la galleria PUNTO SULL'ARTE in pochi anni è diventata punto di riferimento centrale per i collezionisti. La sua eccellenza è stata premiata da riconoscimenti importanti: nel 2013 è già membro dell’Associazione Nazionale Gallerie D’Arte Moderna e Contemporanea, mentre nel gennaio del 2016 esordisce ad Artefiera Bologna. La filosofia di PUNTO SULL’ARTE è quella di sostenere pittori e scultori italiani e internazionali di impostazione tradizionale, ma dalla sensibilità contemporanea, accomunati sempre dall’altissima qualità, che per la galleria è imprescindibile. È con questo criterio che Sofia Macchi ha scelto di promuovere artisti come Matteo Massagrande, Alex Pinna o Annalù, dalla poetica profondamente italiana e oggi di rilevanza internazionale. Proprio l’anima internazionale della galleria è una delle chiavi del suo successo. La curiosità nei confronti di ciò che si muove nel mondo è di stimolo, infatti, per proficui rapporti di collaborazione con gallerie nazionali ed estere (dal Nord Europa agli Stati Uniti) alla ricerca delle voci più nuove e interessanti. Come nel caso di Federico Infante, giovane artista cileno molto apprezzato a New York e approdato alla galleria varesina per il suo debutto in Europa. Fondamentale per i rapporti con artisti, operatori e collezionisti italiani e stranieri è l’assidua partecipazione della galleria alle principali fiere di settore, dalla già citata Artefiera, a Bologna, ad ArtVerona fino alla partecipazione ad alcune fiere all’estero. Situato in una palazzina Liberty non lontana dal centro della città, lo spazio di 300 m2 della galleria è distribuito su due piani. Le sale espositive a livello strada sono abitualmente adibite alle mostre in corso, mentre al piano superiore, con un allestimento attentamente studiato e in continua trasformazione, sono esposti in una collettiva permanente tutti gli artisti della galleria.


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