Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Di Letti e Castighi III

Mostra: DI LETTI E CASTIGHI III

Artisti: Katarzyna Bak, Kris De Meester, Werther Germondari, Michael Knoten, Morgana Mayer, Florindo Rilli, Lily Rinae, Matthias Von Braun, Wild Cat.

Luogo: Ospizio Giovani Artisti

Indirizzo: via Cernaia 15 – Roma

Inaugurazione: Martedì 19 Marzo 2024, h17.30 (fino h20)

Periodo: 19 Marzo – 9 Aprile 2024
Orario nei giorni successivi l’inaugurazione: solo su appuntamento, scrivendo a wgermondari@mac.com

Il termine inglese ‘kinkiness’, descrive una gamma di pratiche erotiche non convenzionali, e per molti è spesso anche il modo in cui si decide volontariamente di ‘interpretare’ la propria esistenza. Tale tematica, come nelle precedenti due mostre dallo stesso titolo, presentate nella scorse stagioni delle (S)exhibitions, è sondata esteticamente, intellettualmente e giocosamente, attraverso le opere di nove artist* della Collezione OGA.

Katarzyna Bak (Włoszczowa, Polonia, 1974) ha studiato presso la Facoltà di Educazione Artistica di Czestochowa in Polonia, specializzandosi in litografia. Dopo la laurea si è trasferita in Italia, dove lavora come artista e art designer. Dal 1996 ha esposto le sue opere in varie mostre personali e collettive in Polonia, Belgio, Inghilterra, Ucraina, Germania e Italia. La questione identitaria, accompagnata da una costante riflessione sul rapporto tra la nostra anima, il nostro corpo e il mondo che ci circonda, appare centrale in diversi cicli di opere realizzate negli ultimi anni.

Kris De Meester (Sint-Niklaas, Belgio, ????) è un regista, produttore e direttore del casting. Ha iniziato la sua carriera nel 1990, ricoprendo diversi ruoli. Il suo video in mostra, immerge gli spettatori in un’affascinante esplorazione delle conseguenze di una rottura traumatica. Il protagonista, spinto a cancellare l’altra persona dalla propria esistenza, si ritrova esiliato in un mondo agghiacciante e sconosciuto. Mentre affrontano gli echi implacabili del loro dolore, i confini tra realtà e immaginazione si confondono, creando un’esperienza surreale e introspettiva.

Werther Germondari (Rimini, 1963) Artista visivo, performer e filmmaker. Attento a dinamiche innovative sperimentali neo-concettuali che si caratterizzano per un gusto ironico e surreale, svolge dai primi anni ottanta una ricerca attraverso numerosi media espressivi. Ha partecipato a esposizioni in gallerie private e spazi sperimentali internazionali, alternando installazioni d’ambiente, videowork e atti performativi, focalizzando l’attenzione su elementi nascosti, attinenti a una visione reale, sociale e politica. Nel 2013 ha ideato l’Ospizio Giovani Artisti.

Micheal Knoten (Fratiskovy Lazne, Repubblica Ceca, 1984) lavora come operaio nella produzione del metallo. Si dedica alla creazione artistica dall’infanzia. “Nel corso della mia vita, ispirato dall’ambiente circostante, ho iniziato un percorso artistico sinceramente misantropico, che esplora i lati oscuri dell’anima umana”. Da oltre dieci anni si dedica alla fotografia digitale e alla grafica, seguendo i principi del pittorialismo. Ha realizzato molte mostre personali, e ha al suo attivo molte collaborazioni audiovisive per band di metal estremo.

Morgana Mayer (Amburgo, Germania, 1977) ha lavorato nel mondo dei documentari e dei video musicali. Nel suo video in mostra una donna si diverte a “giocare” con delle telecamere.

Florindo Rilli (Cagli, 1962) dagli anni 90 inizia la sua ricerca fotografica. Concentrandosi sul corpo si diverte a giocare e renderlo così versatile da risultare il più delle volte soggetto e insieme oggetto della rappresentazione. Interessante è anche il rapporto che riesce a creare con la danza contemporanea e il teatro in genere. Sperimenta anche nel mondo del fetish, adottando spesso e volentieri la tecnica del bondage per frammentare il corpo e renderlo così segmentato più esplorabile. Numerose le sue partecipazioni a mostre personali e collettive.

Lily Rinae (Taichung, Taiwan, 1986) La passione di Lily va oltre la telecamera, vuole trasportare il pubblico nel suo mondo attraverso questo mezzo. Il suo ultimo documentario, “Born Balearic” realizzato ad Ibiza, è stato nominato in 12 festival di cinema e ha vinto il premio “Best Sound feature” all’Indie Memphis, e il premio per la migliore fotografia al festival di Madrid. La sua grande passione è fare film sulla musica e… il BDSM. A causa della pandemia è tornata di nuovo Tokyo, la città in cui è crescita. I suoi video si concentrano sull’espressione fisica e la passione emotiva.

Matthias Von Braun (????, ?????, 1982) è un pluripremiato regista dark surrealista. I suoi cortometraggi sono stati proiettati in importanti gallerie d’arte e festival cinematografici di tutto il mondo. Il suo video ‘Machine’ è un incubo surreale ambientato nel sottosuolo di una fabbrica automatizzata post-umana, dove un’androide bio-meccanica esce dal suo sacco fetale artificiale. Scopre il suo corpo e rifiuta la sua sessualità. L’altro video, ‘Impenetrable’, è un cortometraggio surreale e oscuro con Arthur Griffiths e Lilith Newson.

Wild Cat (??????, Italia, 1986) è un’attivista queer e trans che vive a Berlino. Da diversi anni usa il suo corpo per l’attivismo politico, ad esempio attraverso azioni improvvisate in occasione di manifestazioni queer e femministe, dove scrive sul suo corpo seminudo e a seno nudo messaggi politici inerenti alle lotte transfemministe e queer. Wild Cat e Werther Germondari hanno realizzato insieme diversi cortometraggi, molti ancora inediti, cercando di affrontare questi temi con la leggerezza della commedia.

Ospizio Giovani Artisti

L'OGA nasce provocatoriamente per 'ospitare' solo artisti che hanno superato i 35 anni di età, limite utilizzato spesso anche istituzionalmente per definire un giovane artista. Ad onor del vero tale regola all'OGA viene ormai spesso trasgredita, ma cercando sempre di non snaturare troppo l'ideale originario dello spazio espositivo. Le opere delle numerose mostre collettive e personali che vengono realizzate ogni anno provengono esclusivamente dalla collezione dell'Ospizio Giovani Artisti. Sono gli artisti stessi e donare i propri lavori, per poter continuare anche in futuro a realizzare mostre a tema, che si pongono come una continua riflessione sul ruolo di coinvolgimento dell'arte contemporanea e moderna nella società odierna.


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