Giuseppe Migneco

Migneco. Reality and vision

Migneco. Reality and vision
In Forte dei Marmi (LU), from 6 June to 27 September 2026, a dossier exhibition dedicated to Giuseppe Migneco (Messina, 1903 - Milan, 1997) which, through some emblematic works, aims to introduce the visitor to the artist's particular expressionism.
Type
Solo Exhibition
Artists
Genres
Painting
Duration
06 Giu-27 Set 2026
Vernissage
Saturday 06 Giu 2026 16:30-19:00
Location
Sala Ferrario, Museo Quarto Platano, Villa Bertelli
Address
Via Mazzini 200 - Forte dei Marmi [LU] Italia
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Author
CSArt
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Codice CKZENN - ID 3898 - UM 2026-05-22 16:04:24
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A Forte dei Marmi (LU), dal 6 giugno al 27 settembre 2026, una mostra dossier dedicata a Giuseppe Migneco (Messina, 1903 – Milano, 1997) che, attraverso alcune opere emblematiche, intende introdurre il visitatore al particolare espressionismo dell’artista, venato di riflessioni esistenziali.

Curata da Elena Pontiggia, l’esposizione Migneco. Realtà e visione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. L’inaugurazione si terrà sabato 6 giugno alle ore 16.30.

Parte di un ciclo di mostre temporanee, volute dal presidente della Fondazione Villa Bertelli, Ermindo Tucci, per approfondire la ricerca degli autori presentati all’interno del Museo d’arte moderna Quarto Platano, l’esposizione è allestita in Sala Ferrario, al primo piano di Villa Bertelli.

«Il titolo Realtà e visione richiama proprio il doppio registro della pittura di Migneco: da una parte l’attenzione fattiva verso il mondo reale, verso la fatica, il lavoro e la dignità delle persone comuni; dall’altra la capacità di trasfigurare la realtà attraverso il colore, il segno e la forza espressiva della composizione. La sua pittura non si limita a rappresentare il visibile, ma ne esalta l’anima più profonda.  Il visitatore riesce quindi a riscoprire un artista che ha saputo coniugare impegno civile e ricerca estetica, mantenendo sempre vivo il legame con le proprie radici siciliane e con la grande tradizione figurativa italiana», dichiara Ermindo Tucci.

«Migneco è uno dei primi artisti che gravitano intorno alla rivista “Corrente”, ed è uno dei più radicali nel creare una pittura dagli accenti esistenziali che non cerca la bellezza, ma quella che Danton chiamava “l’âpre verité”. E di aspra verità ce n’è molta nelle sue opere, che non tentano mai di abbellire, addolcire, ingentilire, aggraziare e ingraziare, ma stravolgono figure e cose per mostrarne tutta la miseria. Che è poi la miseria della condizione umana», scrive Elena Pontiggia.

Il percorso espositivo, che comprende 22 dipinti realizzati dal 1939 al 1988, muove dal periodo di “Corrente”, il movimento milanese di cui Migneco è stato un protagonista, e giunge ai suoi ultimi lavori, ricordando anche la lunga frequentazione di Forte dei Marmi dell’artista.

Tra le tematiche principali, la riflessione sull’uomo, svolta con la maggior crudezza possibile, anche attraverso alcuni emblematici autoritratti (Autoritratto, 1941; Autoritratto con Luca, 1962-63; Autoritratto, 1980-85), cui fa da contrappunto un’idea maestosa della natura, vista come una inesauribile fonte di vita e di energia, nonostante la violenza cui spesso è sottoposta.

Giuseppe Migneco ha avuto una lunga consuetudine con Forte dei Marmi, trascorrendo dal 1957 i mesi estivi nella casa-studio di Vittoria Apuana, in dialogo con gli amici Raffaele De Grada, Ernesto Treccani e Bruno Cassinari. Testimonianza di questo legame, è il pannello I pescatori, donato dalla famiglia nel 1997 al Comune di Forte dei Marmi a seguito dell’intitolazione all’artista di una piazza a Vittoria Apuana, trasformata successivamente in parco giochi. L’opera in ceramica, ritornata a nuova vita dopo un accurato restauro finanziato dall’Amministrazione comunale, in occasione della mostra sarà esposta a Villa Bertelli, dove rimarrà in esposizione permanente.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Maria Pacini Fazzi con la prefazione di Ermindo Tucci, il testo critico di Elena Pontiggia e la documentazione fotografica delle opere esposte.

L’esposizione è visitabile gratuitamente con i seguenti orari: giugno e settembre 16.00-19.00, luglio e agosto 17.00-22.00, nei giorni di concerti del festival Villa Bertelli Live la mostra sarà chiusa il pomeriggio e aprirà la mattina con orario 10.00-13.00; chiusura anticipata mostra 27 agosto, chiusura per santo patrono 28 agosto. Per informazioni: T. +39 0584 787251, www.villabertelli.it.

Il Museo d’arte moderna Quarto Platano, inaugurato nel giugno 2024 a Forte dei Marmi, nasce da un’iniziativa del Comune e della Fondazione Villa Bertelli con il supporto della Fondazione Corrente Onlus di Milano. Ospitato al secondo piano di Villa Bertelli, negli spazi appositamente ridisegnati da Jam Architettura di Jacopo Muzio Treccani, il Museo ospita una settantina di opere d’arte moderna e contemporanea – dipinti e sculture – realizzati da 29 artisti che, nel corso della loro vita, hanno frequentato Forte dei Marmi trovando in Versilia ispirazione per la propria produzione artistica.  Il nome richiama il celebre “Quarto Platano” di piazza Garibaldi, storico ritrovo di intellettuali, artisti e letterati tra gli anni Venti e Sessanta. Forte dei Marmi si conferma così crocevia culturale del Novecento italiano, frequentato da protagonisti come De Chirico, Guttuso, Morandi, Severini e Kandinsky. Le opere, provenienti da collezioni private, sono concesse gratuitamente alla Fondazione Villa Bertelli grazie a una rete di prestatori coordinata dalla Fondazione Corrente Onlus. Una storia di primissimo piano, non solo per il territorio, ma per l’Italia intera, che attraverso l’istituzione del Museo si è voluto ricordare e valorizzare.

Giuseppe Migneco nasce a Messina nel 1903. Conclusi gli studi classici, si trasferisce a Milano per studiare medicina; per mantenersi realizza illustrazioni per il “Corriere dei piccoli”. L’interesse per il panorama artistico italiano e l’amicizia con Beniamino Joppolo, avviata nel ’34, lo introduce alla cerchia di artisti del movimento “Corrente”, tra cui Treccani, Guttuso, Mattioli, Cassinari, che lo convincono ad abbandonare gli studi per dedicarsi pienamente alla pittura. Attraverso il gruppo avvia la propria carriera espositiva partecipando alla prima esposizione del 1939 alla Permanente di Milano. La pittura di Migneco è profondamente segnata dalla sua militanza politica e dall’impegno ideologico, che orientarono in modo decisivo le sue scelte espressive: i riferimenti al realismo di Courbet e alle esperienze del postimpressionismo e dell’espressionismo europeo, in particolare Van Gogh, Permeke e Kokoschka, confluiscono in un uso personale del colore e a una figurazione vicina al primitivismo. I soggetti ricorrenti sono tratti dal mondo popolare siciliano: contadini, pescatori, pastori, assumono il valore di icone simboliche di una realtà arcaica e collettiva; temi che diventano il fulcro di una ricerca intensa e originale, capace di coniugare la sperimentazione pittorica di Migneco con il gusto del pubblico. La carriera espositiva di Migneco si sviluppa con continuità a partire dagli anni Quaranta segnandone precocemente il riconoscimento critico. Nel 1940 tiene a Genova la prima doppia personale con Sandro Cerchi alla galleria di Stefano Cairola, presentata in catalogo da Joppolo, che ne sottolinea l’unità tra visione poetica e pittura. Nello stesso periodo partecipa più volte al Premio Bergamo (1940-42) e tiene una seconda personale nel 1941 alla Bottega di Corrente di Milano. Accanto all’attività espositiva, Migneco avvia un’intensa collaborazione con il mondo editoriale, realizzando illustrazioni e copertine per testi letterari, fino a importanti progetti editoriali degli anni Settanta, tra cui volumi dedicati a Montale e alla poesia contadina russa. Dopo l’interruzione dovuta alla guerra, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, riprende l’attività con nuove mostre personali e collettive all’estero, espone nelle più prestigiose gallerie di Zurigo, Amburgo, Amsterdam, Stoccarda, Parigi e New York, consolidando il proprio ruolo nel panorama dell’arte italiana del Novecento. Non mancano le partecipazioni alle principali rassegne nazionali: la Quadriennale di Roma, dal 1948, la Biennale di Venezia, dove espone più volte tra il 1948 e il 1958. Negli anni Settanta, quella particolare visione arcaica e magnetica della Sicilia finisce per prevalere, favorendo sì la fortuna dell’artista presso il pubblico, ma attenuando quella spinta innovativa che aveva segnato i momenti più alti della sua opera. Migneco muore a Milano il 28 febbraio 1997.

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