Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

La Tridimensionalità Binoculare nella nuova visione spaziale

Galleria d’Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
e mail: studio.c.immagine@gmail.com

MOSTRA PERSONALE DI SAVERIO MAGNO

LA TRIDIMENSIONALITA’ BINOCULARE NELLA NUOVA VISIONE SPAZIALE

6 – 21 DICEMBRE 2025

Alla Galleria d’arte Contemporanea “STUDIO C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 6 dicembre, alle ore 18, la mostra personale di Saverio Magno dal titolo “La Tridimensionalità Binoculare nella Nuova Visione Spaziale”.
Nato a Manfredonia, Saverio Magno attualmente vive e lavora a San Benedetto del Tronto (AP). Interessante e variegato il suo percorso artistico che, nel corso degli anni, lo ha visto protagonista di importanti mostre e Rassegne di livello internazionale. Dopo un primo periodo caratterizzato da un figurativo di derivazione classica, ha iniziato a sentire il fascino delle Avanguardie storiche e in particolare dell’Astrattismo e dello Spazialismo. Da questo momento è dunque iniziata, per il nostro artista, una nuova e avvincente fase espressiva che, gradualmente, è giunta fino a quella attuale contraddistinta da una matrice materico-concettuale capace di superare la logica della “bidimensionalità” e spingersi fino alla terza dimensione grazie all’utilizzo di colori, forme ed estroflessioni che, dilatando lo spazio, creano un avvincente dinamismo con lo sguardo e l’attenzione dell’osservatore. Teorico della “Nuova Visione Spaziale” e della “Tridimensionalità Binoculare”, continua ancora oggi, con passione e costanza, il suo percorso di studio e ricerca nel mondo straordinario dello spazio-tempo offrendo a tutti noi nuovi e importanti stimoli, nuove e avvincenti strade per capire la realtà e leggere l’opera d’arte. Ma cos’è la “Tridimensionalità binoculare” e come si arriva a questa definizione? Per dare una spiegazione a tutto questo bisogna andare indietro nel tempo e citare nomi importanti della storia dell’arte. Picasso e Braque con il “Cubismo” avevano esplorato lo spazio rappresentando un oggetto da più punti di vista contemporaneamente per creare una visione multidimensionale; Mondrian con il “Neoplasticismo” aveva cercato un ordine universale attraverso l’uso di griglie con linee rette e colori primari eliminando la profondità e il volume per creare una spazialità piatta, ma dinamica; Fontana, con lo “Spazialismo” aveva superato la bidimensionalità della tela rompendo il piano e introducendo il vuoto, la luce e lo spazio reale, trasformando così l’opera in un ambiente o territorio che va oltre la visione tradizionale. La ricerca di Saverio Magno parte dunque da questi importanti e fondamentali elementi, da questi indispensabili presupposti ma poi, con coraggio e convinta determinazione si spinge avanti, supera gli ormai raggiunti e conosciuti risultati per porsi alcune fondamentali domande: “Perché dipingere solo ciò che si vede con un occhio solo e non con la visione binoculare? Perché non rappresentare realmente ciò che il cervello elabora attraverso gli occhi, una visione tridimensionale? “Riuscire a rappresentare la tridimensionalità su una superficie piana è stato un problema che mi ha tormentato fin dal 1986/87 con le mie prime riflessioni sulla prospettiva”. Da queste domande prendono dunque origine le opere di Saverio Magno e sono scenografiche ed eleganti composizioni geometriche percorse da colori, estroflessioni e corde che catturano l’osservatore portandolo automaticamente alla riflessione. Ma per arrivare in modo concreto alla visualizzazione della terza dimensione il nostro artista, con grande fantasia e creatività, ricorre poi ad una particolare installazione dove la parte frontale, quella cioè a cui volgere lo sguardo, si offre come punto di osservazione privilegiato della quinta scenografica e coglie la prospettiva migliore per poter osservare l’opera nella sua concreta e totale visione tridimensionale: vera e propria rivoluzione dello sguardo, vera e propria rivoluzione della prospettiva e della relativa rappresentazione spaziale che, attraverso le felici intuizioni di Saverio Magno, acquista e rivela la “tridimensionalità” nella sua completa profondità espressiva. Arte intensa e sentita, questa del nostro artista, e tutta concentrata sullo spazio, sulla sua magia e le sue atmosfere. Forse anche per questo in ogni sua opera compare sempre una estroflessione circolare, simbolo e metafora del globo terracqueo, del ciclo delle stagioni e della vita stessa. Ma non manca, nella sua attenta e profonda riflessione, un grido d’allarme, un monito rivolto a noi tutti e alle future generazioni. Terra, acqua, aria e fuoco sono i quattro elementi primari eppure abbiamo contaminato terre e fiumi, imbrattato coste e oceani, modificato la chimica dell’aria da cui dipende la nostra esistenza. Sapremo noi rimarginare le ferite inflitte al globo? Saverio Magno artista di frontiera, dunque, perchè attivo in quella sottile e indefinita zona dove la materia si incontra con la mente e la fantasia, l’arte con la scienza, il visibile con l’invisibile, il concreto con l’astratto. E forse è proprio questo ciò che affascina e conquista nell’espressione di Saverio Magno e cioè la sua ricerca costante, il suo sforzo prolungato e continuo nel rendere tutto questo a livello estetico-artistico nella piena consapevolezza che da sempre il linguaggio simbolico e dunque arte, bellezza, filosofia e scienza altro non sono che il nostro riparo quotidiano, l’unica strada percorribile per capire le nostre origini e trovare nuovi spunti per affrontare il futuro.
La rassegna, che sarà illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 21 dicembre.

ORARI: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura

lucianocarini


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