Contemporary Art Magazine
Autorizzazione Tribunale di Roma
n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Hermann Nitsch, rosso quasi sangue, il nostro

Da poco è morto il profeta del viscerale sanguinolento intruglio animal-umano: istinti, passioni e ferite, senza resurrezione

La via è stretta vedete, ora siamo davanti al semaforo arancione della Storia Occidentale, è iniziato il processo al nostro progresso.

Tra un po’ si passerà al rosso, il sangue non lava né l’ignoranza, né l’ingiustizia, le guerre sono apocalissi cicliche, catastrofi necrofile, mai un metodo catartico.

Ehi, se “vedete” il semaforo, allora vi posso suddividere le genti tra: miopi, coloro che non vedono oltre il proprio naso, avari di tutto; astigmatici, quelli che vedono sfocato, ma che più o meno si accontentano; daltonici, coloro che non vedono il semaforo rosso; presbiti, coloro che non sono preti, non mettono a fuoco neanche un Cristo a dieci metri, ma tanto hanno altri interessi.

E allora i normali che vedono? E quelli che vedono oltre, con la vista senza veste?

Beh, i normali vedono tutto, ma sono distratti, gli altri invece, i veggenti, non sono creduti.

Io cerco di vedere bene, e non voglio vedere più quel mondo occidentale grossolano fatto di macellai, di guerre, di sangue e di bugie convenienti; ignoro quelle genti potenti del carpe diem capitalistico, che alla fine, pur di arraffare, producono qualsiasi cosa, speculando soprattutto su quei prodotti inquinanti per l’ambiente e per l’anima.

Nell’affollato global theatre ognuno “vede” il proprio specchio, il proprio affare, senza una prospettiva sensata.

Vedete, c’è la resa dei conti, carissimi occidentali, sta per scadere il nostro tempo; sì, dico a voi, carissimi sterili paperoni, spesso invitati alle cene delle beffe, il mondo non è solo di ciccia e bei soldoni…

Hermann Nitsch

Da poco è morto l’artista teatrale Hermann Nitsch (1938-2022) lo sciamano del “sacrificio” rosso vivo, il più famoso direttore d’orchestra viennese vestito da macellaio, profeta del viscerale sanguinolento intruglio animal-umano: istinti, passioni e ferite, senza resurrezione.

Fondatore a fine anni cinquanta dell’O.M.T. Teatro delle Orge e dei Misteri, una Brut Body Action mitteleuropea, erede della corrente artistica giapponese Gutai e degli Happenings dell’artista americano Allan Kaprow e dei contemporanei gruppi Fluxus internazionali.

Anche Hermann voleva un’arte totale che impegnasse tutti i cinque sensi anche per gli spettatori partecipanti-attivi-penitenti; per questo compose mistiche colonne sonore per i suoi spettacoli, che a volte potevano dilatarsi nel tempo e durare dalle tre, alle ventiquattro ore, fino a sei giorni…

Nel 2009, in via del Vantaggio a Roma, nella Galleria di Claudio Marcantonio, assistetti dal vivo ad una delle sue notorie baccanali partiture dette Malaktion; in quell’occasione il vecchio Nitsch come performer appariva ancor più grasso del dio Bes* in persona, uno stanco e docile gigione.

Il dio Bes egizio

L’Abreaktion era un rito psicanalitico vagamente freudiano di shock emotivo, una rimozione-liberazione tramite un capro espiatorio (forse inconsapevolmente dello stesso artista), che avrebbe dovuto, secondo il post-umano redentore-ideatore, riscattare taumaturgicamente, con la sua innocenza estetica liberata (magari!), quella nostra società malata di esistenzialismo esibizionista e di democrazia liberticida!

Al trasgressivo happening Nitschiano arrivai di pomeriggio e come mio solito per primo; lì trovai Claudio ancora indaffarato, che mi salutò con affetto e subito avanzai, circospetto, in quella sua galleria che precedentemente era stata una nota officina di Vespe, mi guardai intorno, trovai la messa in scena del crimine estetico già apparecchiata, era ben illuminata in tutta la sua aberrazione.

Quel suo malessere predisposto non mi traumatizzò molto, perché sarebbe stato l’ennesimo semitragico episodio voyeuristico orgiastico di un rito melenso al finto sangue al pomodoro, con stracci a forma di budella, circondato da arance tagliate a metà mischiate a farine impastate di vino rosso!

Sul pavimento di vecchie mattonelle, alcune ancora incrinate, sporche e odorose del vecchio grasso esausto, molte tele linde distese, di diverse dimensioni e abbondanti contenitori di liquidi rossi; vidi ancora tanti camici bianchi, candele e alambicchi, barelle e tavole anatomiche, paramenti clericali e piccoli cristi; beh!… sorpresa, in un angolo era già presente un altero oscuro prelato, accigliato e sospettoso (forse un esperto esorcista, già in preghiera riparatoria?).

YouTube player

Hermann sedeva solenne su una piccola sedia a metà galleria vestito tutto di nero, raggomitolato su se stesso, nel frattempo osservava sornione un suo assistente frettoloso che continuava a preparare maniacalmente i passaggi per quel suo consueto rituale dionisiaco.

Ad un certo punto il controverso artista, capostipite dello storico Azionismo Viennese**, ridestatosi dal torpore, osservò incuriosito le mie silenziose e mirate ispezioni; io cercai di evitare il suo sguardo, perché, per me, la sua opera era tutta chiara e perché non ero né un collezionista, né un suo fan, allora Hermann riabbassò la testa e mormorò <<Ya!>>, perso nella sua concentrazione pre-sfacelo.

Friedrich Nietzsche sarebbe stato contento di Nitsch, anche lui posseduto dalla frenesia di una possibile rinascita del godurioso Dioniso; arte e vita come mimesi della tragedia del corpo-porco che dopo tutte le soddisfatte rappresentazioni mondane, rimaneva per loro… solo la via larga della decomposizione entropica… come una qualsiasi opera artistica informale del materialismo squacquerato.

È chiaro che poeticamente e filosoficamente Hermann con la sua arte di rottura delle ferite-dolore, orrore-ansia, angoscia-terrore e di riemersione violenta dei traumi subiti a causa di tabù morali (che per altri crismi, erano virtù e prevenzioni), rappresenta realisticamente quella maggioranza innaturale dell’umanità di tutti i tempi, affetta, come oggi, dal morbo di quella dottrina insensata della Paleodieta***…

La Katharsis ( la purga metafisica) per i neoplatonici è un termine solo spirituale per indicare un’autoconsapevolezza attraverso il dialogo e la meditazione sulle proprie passioni corporali che avviene solo attraverso la grazia; perché come mi spiegava il mio maestro esoterico: << La cacca vecchia quando la si smuove sotto sopra, puzza di più!>>.

Opposta è la drammatica espiazione aristotelica di Hermann, la quale attraverso le sue orge modaiole di nudi improvvisati e di poveri animali squarciati con interiora calpestate, giustificava un umidiccio “sado-masochismo artistico” edonistico culturale che non mi ha mai convinto, perciò uscii il prima possibile da quel suo gorgo visionario.

<<Ya!>>, il suo inattuale rito sabbatico post-moderno nel suo inscenato drammatico esistenzialismo era politically correct, ma già “digerito”, dalla società borghese, prima di essere iniziato, perché già falsato nei presupposti sociali merceologici del nostro contesto, nel nostro viziato tempo capitalistico, questo sì, il più riuscito capolavoro dell’Arte Disumana degli ultimi secoli.

Dove il corpo-oggetto diventa prodotto confezionato ad arte da smontare e rimontare come un lego”, spacciato come assoluta novità nel modo in cui si comporta, nostro malgrado, la scena del mercato dell’Arte Contemporanea; comunque sempre interpretata da un noi illuso di nutrire certezze estetiche, ma noi acquirenti incoscienti, sempre defraudati.

Durante gli anni sessanta ci fu un altro grande artista stiloso formalinee come Hermann Nitsch, (certo, l’art flashista non l’avrebbe mai celebrato) era Maxwell Maltz americano (1899-1975) autore della Psycho-Cybernetics.

Maltz era un chirurgo estetico, professione, che a ben vedere si può confondere facilmente con la sensibilità di molti artisti estetisti dell’Arte Contemporanea (vedi il minimal, l’informale, l’arte cinetica e programmatica).

Molti dei pazienti di Maxwell rimanevano insoddisfatti dei loro cambiamenti estetici… non vedevano modificate le loro frustrazioni iniziali, allora il dottore si rese conto che le loro “idealizzazioni” fisiche non bastavano.

Orlan

Il problema non era nella loro “mente carnale”, ma nella loro mente sub-inconscia; Maltz s’ingegnò individuando una serie di programmi e obbiettivi psichici da attivare a monte che riguardavano più strettamente l’anima, scoprendo cioè una visione positiva dell’ immagine di sé.

Maxwell Maltz da quel momento scrisse teorie di auto-affermazioni positive**** (simili al meccanismo cibernetico dei missili autoguidati che ricercano i loro obbiettivi ricalcolando costantemente la loro rotta), variando nel proprio intimo gli obbiettivi giusti, propositivi, per un buon successo esterno.

Ora, che ne dite invece di questa tempesta d’ordalia globale come l’Arte bellum occidentale? Un’arte non creativa, impossibile da godere e da vendere ai “civili”; vi convincono i misteri della nostra morte… nei teatri di guerra dentro casa nostra, spacciati come nostri possibili riscatti e cambiamenti capitali, esistenziali, istintivi e un poco estintivi?

Mentre l’arte mortuaria avanza, l’anima, la bella addormentata, è stata stordita dalla droga dello stupro fornita dal pensiero razionale!

Siamo ancora qui davanti all’arancione del semaforo dell’ultima Storia Occidentale, sta scattando al color rosso, vedo davanti a noi il resto del mondo in contromano, che ne dite, vogliamo almeno tentare una vigorosa inversione ad U metafisica?

Anche se è tardi torniamo a casa nostra dentro l’anima, per poter ri-veder ancora un nuovo cielo e una nuova terra attraverso un’arte divina veramente salutare.

Intanto io sventolo una mia bandiera trascendentale*****.

B.C. “Ho camminato più o meno”, cm 120×80, anno 2007

*“Il dio Bes” divinità egizia della musica e del sonno.
**Azionismo Viennese anni 1960-65 artisti: Günter Brus, Otto Mühl, Hermann Nitsch, Rudolf Schwarzkogler, Arnulf Rainer…
***Paleodieta: filosofia alimentare del 10.000 a.C. precedente all’era dell’agricoltura, che si ispira al regime nutrizionale degli uomini del paleolitico.
****Maxwell Maltz autore nel 1969 del libro bestsellers “Psycho-Cybernetics, A new way to get more living out of life”.
*****bandiera di B.C.: opera dal titolo “Ho camminato più o meno”, cm 120×80 del 2007, esposta alla Quadriennale di Roma nel 2008. Riferimenti al titolo dell’opera: “Ho camminato” vale a dire ho vissuto, simbolicamente “più o meno” i poli positivi e negativi elettrici, facendo così scaturire energicamente più creatività possibile.

15 Maggio 2022

Bruno Ceccobelli

Bruno Ceccobelli nasce a Montecastello di Vibio, (PG), il 2 settembre 1952. Vive e lavora a Todi. Deve molto all’artista Toti Scialoja, col quale si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ama e studia artisti come Malevich, Kandinskij, Klee, De Chirico, Brancusi, Beuys, Miró, Dalí, Tàpies, Magritte. Completa la sua eclettica formazione giovanile con lo studio delle filosofie orientali Zen e Taoismo. Dalla seconda metà degli anni Settanta fa parte degli artisti che si insediano nell’ex-pastificio Cerere, a Roma, nel quartiere San Lorenzo, un gruppo di creativi poi noti come “Nuova scuola romana”. La sua ricerca è inizialmente di tipo concettuale, per poi giungere a un’astrazione pittorica che approda a un vero e proprio simbolismo spirituale.

Commenti

Occhio sul mondo

Uno sguardo sugli eventi internazionali

In Biennale

LA BIENNALE DI VENEZIA 2022 - I PROTAGONISTI

Disclaimer Fotografie

Le fotografie presenti in questo articolo sono di pubblico dominio oppure state fornite dall’autore dell’articolo che ne assume la piena responsabilità per quanto concerne i diritti di riproduzione. Questo disclaimer è da considerarsi piena manleva nei confronti dell’editore. Se il tenutario dei diritti volesse richiederne l’eliminazione o l’apposizione di particolari crediti è pregato di scrivere a redazione@e-zine.it