Contemporary Art Magazine
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n.630/99 del 24 Dicembre 1999

Una “Punta” d’arte

La perla balneare del Sud America si impone come un nuovo Polo del Contemporaneo

Massimo Scaringella

Da molti anni Punta del Este (Uruguay) comunemente chiamata “Punta” si trasforma durante l’estate australe  (gennaio-febbraio e marzo) nel punto di riferimento delle maggiori gallerie di Arte Contemporanea dei paesi limitrofi e punto di raccolta di artisti, collezionisti e amanti del bello di ogni parte del mondo. Ubicata sopra una penisola che si immerge nel mare, circondata da un lato dalle onde dell’Oceano Atlantico, grande gioia dei serfisti e dall’altro dall’ampio estuario del Rio della Plata con acque calme e spiagge enormi.

Già da alcuni anni si era imposta nel circuito internazionale delle fiere ESTE ARTE con forti radici regionali, che propone un programma culturale trascendente. La fiera presenta un’offerta artistica che spazia dalle avanguardie storiche all’arte contemporanea, generando un’esposizione d’arte di ampio respiro. Il programma espositivo ospita un gruppo accuratamente selezionato delle più prestigiose gallerie d’arte contemporanea giovani e affermate. Luogo in cui i collezionisti possono trovare opere di artisti affermati e artisti emergenti.

Nel 2021 in piena evoluzione mondiale del virus la collezionista Amalia Amoedo, nipote della defunta imprenditrice Amalita Fortabat (una delle più importanti collezioniste dell’emisfero australe), che aveva lasciato l’Argentina e la direzione di ArteBA e del Museo Fortabat nel centro di Buenos Aires, ha lanciato la Fondazione Ama Amoedo Residenza Artistica (FAARA) che opererà a José Ignacio una località di Punta. L’istituzione, una strategia per formalizzare un’opera che la collezionista realizza da più di 20 anni tra gli artisti argentini, mira ad aiutare l’ecosistema artistico latinoamericano in modo duraturo e sostenuto e a collaborare per la sua visibilità in tutto il mondo. Attraverso i colori vivaci della sua struttura esterna – un segno distintivo dello stile dell’artista Edgardo Giménez – e un design che enfatizza il paesaggio circostante, Casa Neptuna intende stimolare il pensiero creativo. La casa di 1.500 piedi quadrati è immersa in una foresta in riva al mare e comprende monolocali spaziosi e versatili e spazi privati. Mentre i colori vivaci dell’esterno dell’edificio dialogano con il paesaggio circostante, il suo interno è prevalentemente bianco neutro, creando un’atmosfera luminosa e tranquilla, in modo da non interrompere lo sviluppo creativo degli artisti residenti. Ogni artista selezionato per la residenza parteciperà ad un programma di attività volte a sostenere la propria ricerca e riceverà un contributo a sostegno delle proprie attività artistiche. Al termine della residenza, i sei artisti di ogni edizione parteciperanno a una mostra collettiva a Miami, nell’ambito della Miami Art Week 2022. 

L’8 gennaio di quest’anno con una memorabile inaugurazione che ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Luis Alberto Lacalle Pou oltre a personalità del mondo della cultura internazionale si è inaugurato l‘Atchugarry Museum of Contemporary Art (MACA), un colossale edificio con struttura in legno progettato dal famoso architetto uruguaiano Carlos Ott.

Un progetto in cui si fondono molti dei suoi sogni, dal momento che Pablo Atchugarry (nato a Montevideo), da moltissimi anni vive in Italia, paese dove ha sviluppato un grande parte della sua carriera, ma non ha dimenticato la sua terra natia in cui ama trascorrere buona parte dell’anno. Dice l’artista <L’idea è di portare varie esperienze che il mondo già conosce, dove il concetto principale è: l’incontro delle arti con un pubblico vasto.>, 

< L’area in cui era già attiva la Fondazione Atchugarry è racchiuso in 40 ettari di tanta natura dove stiamo dando un segnale per piantare alberi e piante. Stiamo deforestando il nostro pianeta a passi da gigante e questo è un segno che possiamo andare in un’altra direzione (… ); garantire alle nuove generazioni un pianeta più pulito, con meno inquinamento”,> rimarca.

Uno degli assi del MACA è, per il suo ideatore, che sia un museo aperto ai visitatori, che potranno accedervi gratuitamente,  agli artisti, ai collezionisti e a curatori provenienti da diverse parti del mondo. Avendo già esposto in paesi come Spagna, Brasile, Israele, Belgio e Stati Uniti, Atchugarry afferma di avere esperienza e contatti per trasferire il lavoro di artisti che “non si sono mai visti” in Uruguay e posizionarlo come meta di mostre che di solito non atterrano in Sud America.

Nell’evento di apertura, sono state inaugurate anche due mostre di richiamo internazionale. Da un lato, con più di 50 opere, “Christo e Jeanne-Claude in Uruguay“, presentato per la prima volta in Sud America e incentrato sui celebri progetti della celebre coppia di artisti riconosciuti per la copertura di grandi monumenti e spazi pubblici con tela. Dall’altro, la serie “Heliographies” dell’argentino León Ferrari. Inoltre, il museo avrà la collezione permanente Atchugarry, composta da più di cento opere di artisti internazionali, come gli uruguaiani Joaquín Torres-García e Carmelo Arden-Quin o l’argentino Julio Le Parc. Il MACA ha due edifici attigui con oltre 5.000 metri quadrati di esposizione, eretti in legno di eucalipto rosa che completano il terreno dove Atchugarry ha allestito il suo Giardino delle Sculture qualche tempo fa. 

Non resta che andare a fare un salto e godersi l’estate a Punta

15 Gennaio 2022

Massimo Scaringella

Curatore indipendente di arte contemporanea e organizzatore di eventi culturali. Durante oltre trenta anni di attività in Italia e all’estero ha presentato molteplici artisti italiani e stranieri, molti di essi appartengono alle nuove generazioni ma già apprezzati oggi nel panorama internazionale.

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