Duration
05 Jul-23 Sep 2017
Vernissage
Wednesday 05 Jul 2017 18:00
Location
Address
- []
Artists
Author
Costantini Art Gallery
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Codice evento LFEEMP - ID 2099
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Per la prima volta presso i nostri spazi presenteremo la mostra personale dell’artista spagnola Cristina Lama. L’innovativa ricerca, dal punto di vista tecnico pittorico, dell’artista sivigliana, tende a creare sulle carte una stretta analogia con l’antica tecnica litografica. Mentre nella tecnica piana, che principalmente si basa sulla repulsione dell’acqua dal grasso, nelle carte della Lama abbiamo la repulsione del colore ad olio sulla tempera, permettendo così di ricavare le immagini al negativo come i vasi archeologici a figure rosse. Nello specifico, l’accurata selezione di supporti cartacei di particolar grammatura, la preparazione, la pittura, la copertura dell’intera superficie e la successiva pulitura con acqua, mettono in risalto le scene oniriche e volutamente prive di piani. Unico denominatore comune è il colore nero, quale sinonimo di notte. I temi cari all’artista sono dettati dalle paure ancestrali, rappresentati sotto forma di mostri infantili (l’uomo nero, il lupo mannaro, i ragni, i paesaggi deserti, etc.) nel rispetto di una gestualità tipica dei grandi maestri espressionisti con l’intento di esorcizzare gli incubi e le angosce che attanagliano l’uomo.
Per la prima volta presso i nostri spazi presenteremo la mostra personale dell’artista spagnola Cristina Lama. L’innovativa ricerca, dal punto di vista tecnico pittorico, dell’artista sivigliana, tende a creare sulle carte una stretta analogia con l’antica tecnica litografica. Mentre nella tecnica piana, che principalmente si basa sulla repulsione dell’acqua dal grasso, nelle carte della Lama abbiamo la repulsione del colore ad olio sulla tempera, permettendo così di ricavare le immagini al negativo come i vasi archeologici a figure rosse. Nello specifico, l’accurata selezione di supporti cartacei di particolar grammatura, la preparazione, la pittura, la copertura dell’intera superficie e la successiva pulitura con acqua, mettono in risalto le scene oniriche e volutamente prive di piani. Unico denominatore comune è il colore nero, quale sinonimo di notte. I temi cari all’artista sono dettati dalle paure ancestrali, rappresentati sotto forma di mostri infantili (l’uomo nero, il lupo mannaro, i ragni, i paesaggi deserti, etc.) nel rispetto di una gestualità tipica dei grandi maestri espressionisti con l’intento di esorcizzare gli incubi e le angosce che attanagliano l’uomo.