Una ventina di opere come espressione di un progetto espositivo che racconta dell’equilibrio sempre più precario tra uomo e ambiente attraverso la rappresentazi
Duration
30 Oct-20 Nov 2014
Location
Address
Piazza Sant'andrea, 5 - Treviso -IT []
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Codice evento KVTEME - ID 3589
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Un progetto espositivo di Mara Fabbro sull'equilibrio sempre più precario tra uomo e ambiente Ogni città ha la propria storia, ogni città ha un passato che si legge e si osserva negli edifici dei centri storici. Ogni città si è dilatata lentamente nel tempo e nello spazio attorno al proprio centro creando le periferie, ogni città quindi è una "Gong City". Questo il tema della mostra “The Gong Cities” di Mara Fabbro, artista friulana e cittadina del mondo, che sarà inaugurata GIOVEDì 30 OTTOBRE dalle ore 19 nella Galleria Spazio Open, Bevacqua Panigai di Piazza Sant'Andrea a Treviso. Una ventina di opere come espressione di un progetto espositivo che racconta dell’equilibrio sempre più precario tra uomo e ambiente attraverso la rappresentazione di alcune delle città più importanti e riconoscibili del pianeta. Uno stile inconfondibile quello di Mara Fabbro che l'ha portata a mostrare la sua arte negli spazi più prestigiosi in Europa e nel mondo. Un'ampia gestualità, un cromatismo ispirato dalla natura e l'uso di diversi materiali trasformano le tele dell'artista in oggetti animati da cui è difficile distogliere lo sguardo. Come un Gong, lo strumento musicale a percussione dell'antica Cina, le città oggi si dilatano nello spazio bruciando risorse come gli uomini consumano energia. Entrambi, città e uomini, prendono vita da un elemento importantissimo e quanto mai prezioso: l'acqua. Senza di essa nè le une nè gli altri potrebbero mai esistere, questo aspetto lo si ritrova in ognuna delle opere esposte in galleria. “The Gong Cities” - racconta Mara Fabbro- rappresenta il mio personale contributo di sensibilizzazione a favore di uno sviluppo “sostenibile” e affianca le mille iniziative già esistenti. Per realizzare i miei lavori scelgo materiali a basso impatto ambientale, preferendo dov’è possibile, materiali di riciclo quali legno, fondi di caffè, cenere o sabbia, che mi permettono di consegnare un’esistenza artistica anche a elementi considerati scarti o alla fine del loro ciclo di vita”.
Un progetto espositivo di Mara Fabbro sull'equilibrio sempre più precario tra uomo e ambiente Ogni città ha la propria storia, ogni città ha un passato che si legge e si osserva negli edifici dei centri storici. Ogni città si è dilatata lentamente nel tempo e nello spazio attorno al proprio centro creando le periferie, ogni città quindi è una "Gong City". Questo il tema della mostra “The Gong Cities” di Mara Fabbro, artista friulana e cittadina del mondo, che sarà inaugurata GIOVEDì 30 OTTOBRE dalle ore 19 nella Galleria Spazio Open, Bevacqua Panigai di Piazza Sant'Andrea a Treviso. Una ventina di opere come espressione di un progetto espositivo che racconta dell’equilibrio sempre più precario tra uomo e ambiente attraverso la rappresentazione di alcune delle città più importanti e riconoscibili del pianeta. Uno stile inconfondibile quello di Mara Fabbro che l'ha portata a mostrare la sua arte negli spazi più prestigiosi in Europa e nel mondo. Un'ampia gestualità, un cromatismo ispirato dalla natura e l'uso di diversi materiali trasformano le tele dell'artista in oggetti animati da cui è difficile distogliere lo sguardo. Come un Gong, lo strumento musicale a percussione dell'antica Cina, le città oggi si dilatano nello spazio bruciando risorse come gli uomini consumano energia. Entrambi, città e uomini, prendono vita da un elemento importantissimo e quanto mai prezioso: l'acqua. Senza di essa nè le une nè gli altri potrebbero mai esistere, questo aspetto lo si ritrova in ognuna delle opere esposte in galleria. “The Gong Cities” - racconta Mara Fabbro- rappresenta il mio personale contributo di sensibilizzazione a favore di uno sviluppo “sostenibile” e affianca le mille iniziative già esistenti. Per realizzare i miei lavori scelgo materiali a basso impatto ambientale, preferendo dov’è possibile, materiali di riciclo quali legno, fondi di caffè, cenere o sabbia, che mi permettono di consegnare un’esistenza artistica anche a elementi considerati scarti o alla fine del loro ciclo di vita”.