Duration
13 Sep-12 Oct 2025
Vernissage
Saturday 13 Sep 2025 18:00
Location
Blue Gallery - Venezia
Address
Dorsoduro 3061 - Venezia [VE]
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Codice evento KNEMG - ID 127
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Dal 13 settembre al 12 ottobre 2025 la Blue Gallery di Venezia ospita Liturgia per carillon, personale di Emanuele Sartori. Un viaggio nell’immaginario dell’infanzia che intreccia gioco e inquietudine, memoria e poesia visiva. Nato a Vicenza nel 1970 e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Sartori si muove come un artigiano dell’immagine: recupera fotografie e ricordi, li ancora alla tela e li ridipinge interamente a mano. Un processo lento, quasi rituale, che rifiuta le scorciatoie digitali per trasformare il frammento in simulazione del reale. Il suo è un “carosello” di bambole, pupazzi, specchi incrinati e balocchi segnati dal tempo. Dietro la dolcezza delle tinte pastello affiora una malinconia sottile, dove il ricordo diventa insieme carezza e ferita. Come scrive Pasqualini, “Sartori ribalta i piani della percezione e sposta indietro l’orologio della vita”, costruendo un teatro sospeso tra memoria personale e collettiva. Liturgia per carillon mette in scena un rito laico e poetico, in cui la lentezza del gesto pittorico restituisce densità al tempo e riapre le porte a una fanciullezza mai del tutto sepolta.
Dal 13 settembre al 12 ottobre 2025 la Blue Gallery di Venezia ospita Liturgia per carillon, personale di Emanuele Sartori. Un viaggio nell’immaginario dell’infanzia che intreccia gioco e inquietudine, memoria e poesia visiva. Nato a Vicenza nel 1970 e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Sartori si muove come un artigiano dell’immagine: recupera fotografie e ricordi, li ancora alla tela e li ridipinge interamente a mano. Un processo lento, quasi rituale, che rifiuta le scorciatoie digitali per trasformare il frammento in simulazione del reale. Il suo è un “carosello” di bambole, pupazzi, specchi incrinati e balocchi segnati dal tempo. Dietro la dolcezza delle tinte pastello affiora una malinconia sottile, dove il ricordo diventa insieme carezza e ferita. Come scrive Pasqualini, “Sartori ribalta i piani della percezione e sposta indietro l’orologio della vita”, costruendo un teatro sospeso tra memoria personale e collettiva. Liturgia per carillon mette in scena un rito laico e poetico, in cui la lentezza del gesto pittorico restituisce densità al tempo e riapre le porte a una fanciullezza mai del tutto sepolta.