Andrea Saltini

Andrea Saltini. Hamlet Suite

Andrea Saltini. Hamlet Suite
Andrea Saltini's "Hamlet Suite," a contemporary art exhibition curated by Anna Vittoria Zuliani, will be performed at the Teatro Sociale in Novi di Modena from February 14 to March 22, 2026.
Type
Solo Exhibition
Artists
Genres
Drawing
Duration
14 Feb-22 Mar 2026
Vernissage
Saturday 14 Feb 2026 18:00-20:00
Location
Teatro Sociale di Novi di Modena
Address
viale Martiri della Libertà, 4 - 41016 Novi di Modena [] Italia
Further information
Contact
Author
CSArt
The events included in E-Zine are the sole responsibility of the organizers themselves. E-zine assumes no responsibility for the accuracy of the information relating to the events, for compliance with copyright or any other regulations, or for obtaining the necessary authorizations for the events to take place. Furthermore, E-zine and, consequently, Menexa Srl are not liable for any moral or material damage that may be caused to visitors during their participation in such events.
Codice evento KDHEMZ - ID 3696
Translation not available, Italian version shown

Al Teatro Sociale di Novi di Modena, dal 14 febbraio al 22 marzo 2026, va in scena Hamlet Suite di Andrea Saltini, mostra d’arte contemporanea a cura di Anna Vittoria Zuliani.

L’esposizione, promossa dal Comune di Novi in collaborazione con Novi 360, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, sarà inaugurata sabato 14 febbraio alle ore 18.00.

Il percorso espositivo comprende dieci dipinti inediti di medie e di grandi dimensioni, tutti realizzati nel 2024 e nel 2025. Sono inoltre esposte, per la prima volta nel percorso dell’artista, quattro sculture dedicate a Ofelia, Rosencranz, Guildenstern e Yorik, presenti anche sulle tele, archetipi di un mondo/palcoscenico su cui si svolge la commedia umana. Realizzate attraverso l’assemblaggio di objets trouvés e materiali non convenzionali, le opere scultoree danno corpo all’ambivalenza dell’esistenza: forte e vulnerabile, mostruosa e bella.

«A frugare senza alcun metodo nella biblioteca di Amleto si rischia di fare la fine di Ofelia, “gonfia d’acqua come un otre”. Ce lo dice Amleto stesso, eppure da anni continuo a cercare in quella biblioteca, a pernottare nel già pensato così da scoprire qualcosa che nemmeno il suo costruttore presagiva… Quegli squilibri, quella depressione da cui lo sventurato principe sembra affetto lo rende un personaggio eterno, straordinario: che sembra vedersi vivere. Vivo perché è “stato messo lì” da William Shakespeare quasi la sua vita fosse l’oggetto di una rappresentazione, e quella presunta pazzia non è che un espediente per lasciarlo libero di gironzolare in mezzo a una manciata di personaggi vecchio stampo che sembrano andare in tilt davanti ai non-sensi, alle pernacchie, ai raggiri della vita. Le nostre vite. La mia vita», scrive Andrea Saltini.

«Amleto, Ofelia e Laerte occupano la sala di un vecchio teatro, chiuso da tempo. Nel ridotto, la Corte si mescola al vociare dei visitatori: Yorick, Orazio, Fortebraccio, Gertrude, Rosencrantz e Guildenstern osservano silenziosi la scena e si mostrano come attori al loro pubblico. Una struttura di tubi innocenti sorregge la copertura della sala vuota del teatro, i ferri del reticolo corrono lungo le tre dimensioni a tendere lo spazio, sembrano provare a dilatarlo, ma lo spazio è il tempo che ci è concesso, oppresso dai fantasmi, dalle tragedie e dai tormenti. Ciò che abbiamo davanti è una mappa della mente dei personaggi dell’Amleto. Lo spazio è ingombrato da una trama solida ma esile rispetto al vuoto che resta, un vuoto che è possibilità, vita e redenzione. L’Amleto di Andrea Saltini è, come per Jules Laforgue e Carmelo Bene, un insinuarsi nelle ombre ed immergersi nel mistero dell’opera di Shakespeare, esasperandone il dramma e rivelandone la tragica ma inevitabile modernità», scrive Anna Vittoria Zuliani.

L’esposizione, organizzata da Daniel Bund con DOBLE Mostra di Arte Contemporanea, è visitabile gratuitamente il sabato con orario 16.00-19.00 e la domenica ore 11.00-13.00 e 16.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento. Catalogo disponibile in loco con testi di Anna Vittoria Zuliani, Bianca Maria Magliulo e Andrea Saltini. Per informazioni: T. +39 331 4047488, doble.artecontemporanea@gmail.com.

Andrea Saltini (Carpi, MO, 1974) è un artista italiano attivo nei linguaggi della pittura, della performance, del video e della scrittura. Diplomato Maestro d’Arte, ha conseguito una laurea magistrale UDP in Comunicazione con una tesi dedicata ai processi linguistici e narrativi (How to Talk Dirty and Influence People, 1997–1998). La sua ricerca indaga alterità e identità, la stratificazione e l’equilibrio precario di ricordi sentimenti personali, temi che emergono attraverso cicli pittorici e installativi caratterizzati da un approccio interdisciplinare. Tra le serie principali si segnalano Volare Via dal Mondo (2013), I capelli di Maria Antonietta (2015), Come puoi vivere a testa in giù? (2017), Mickey Mouse and the Goodbye Man (2021), Il Selvaggio Blu Laggiù (2024). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Europa, Asia e nelle Americhe. Negli ultimi anni Saltini ha consolidato ulteriormente la propria presenza espositiva attraverso mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui esposizioni in spazi istituzionali e indipendenti a Milano, Bologna, Parigi, Copenaghen e Buenos Aires. Il suo lavoro recente (Gratia Plena, 2024) è stato oggetto di attenzione mediatica in seguito a un episodio riguardante una sua opera ritenuta da alcuni osservatori come potenzialmente blasfema, circostanza che ha aperto un vivace dibattito pubblico sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dei simboli culturali e religiosi. Tale confronto ha contribuito a ridefinire l’interpretazione critica della sua produzione più recente. Ha partecipato a programmi di residenza in Sudafrica e Sud America e nel 2013 alla 55ª Biennale di Venezia, consolidando la sua presenza nel panorama artistico internazionale. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano l’RSA Open Prize della Royal Scottish Academy of Art and Architecture, Edimburgo (2016) e il Portrait Prize di Zingel Place, New South Wales, Australia (2015). Per approfondimenti: www.andreasaltini.com.

Il Teatro Sociale di Novi fu costruito tra il 1923 e il 1926 su progetto dell’architetto Pietro Pivi ed è il principale edificio per grandezza del centro storico del paese. L’edificio, realizzato in mattoni faccia a vista, presenta in facciata un interessante studio delle aperture, con individuazione degli ingressi principali al foyer e secondari agli spazi di servizio e superiormente grandi porte finestre ad arco, finestre e trifore. Il ridotto è decorato in stile tardo Liberty, mentre la sala è a ferro di cavallo, definita da tre ordini di logge sovrapposte intervallate da esili colonne, presenta un grande palcoscenico e decorazioni Art Nouveau. Nel 2023 sono iniziati i lavori di restauro e messa in sicurezza, non ancora conclusi.

Broadcast this event
Automatically generates image and text for social posts
GENERATE POSTS
Automatically generates images for social network stories and statuses
GENERATE STORIES/STATUS
Automatically generates codes for WhatsApp messages or send directly
GENERATE CODES