David Phoenix, pseudonimo di David Pacetta, è laureato in psicologia clinica e al contempo, attraverso l’arte, guida il prossimo, insegnando a approfondire e conoscere la vasta gamma delle percezioni umane, in una continua scoperta di sé. L’incontro con l’artista, ospitato presso il Padiglione Nazionale Guatemala presente alla 61. Biennale di Venezia Arte, è previsto il 26 Settembre presso Spazio Berlendis in Cannaregio 6301, alle ore 17.00. L’opera oggetto di trattazione sarà “Rivelare”, realizzata nel 2024 con tecnica mista e connotata dalla cifra stilistica caratterizzante del Maestro ossia l’astratto- informale. Sin da un primo sguardo, si può riconoscere nel Nostro un erede della rivoluzione “pollockiana”, nello stile e nelle tecniche: se però l’action painting del Maestro americano trovava nel gesto impulsivo e nell’azione non pensata espressione della parte inconscia, le tele di Phoenix sono frutto di uno studio attento, complesso e stratificato. In lui incontriamo anche l’utilizzo di tecniche come il puntinismo e il pouring, che richiedono una elaborazione lenta e minuziosa. La genesi della composizione diventa occasione per un’introspezione dalle infinite sfaccettature: il suo “rivelarsi” prende forma attraverso un percorso cromatico delicato e bilanciato che svela l’impaginato progressivamente; come l’animo umano colto nel momento della sua gestazione più profonda e autentica. La missione di Phoenix è finalizzata – usando le parole dell’artista- a “attraversare le ombre dell’intuizione per aprire varchi di luce. Percepire, comprendere, trasformare ed esprimere sono le coordinate che guidano ogni opera, ogni progetto e ogni esperienza immersiva”. David ha trasformato così il colore in impulso vitale, creando opere che non si limitano a essere osservate, ma vissute. La passione, la tensione verso la conoscenza e la responsabilità ispirano la sua produzione che diviene il riflesso autentico della propria essenza. Ogni pennellata, ogni frattura cromatica, ogni esplosione di colore sulla tela rappresenta un frammento della storia e della visione dell’autore. Per l’autore l’arte non è decorazione ma presenza. È memoria viva che prende forma attraverso il colore. Egli stesso crede fermamente che “a volte basta fare luce su un angolo d’oscurità per vedere la sinergia di anime danzanti”. Tutto il XX sec. si è configurato come un progressivo cammino di consapevolezza dell'artista nei confronti del ruolo dello spettatore, con Pacetta il percorso si compie, l’opera d'arte non va più solo guardata, contemplata o interpretata, ma deve essere agita, vissuta, partecipata, come dichiarato dallo stesso “l’arte diventa sociale”.
Breve Bio di David Phoenix
L’artista, laureato in psicologia clinica, ha portato avanti un percorso parallelo che vede l’arte al servizio della sua professione. La sua attività creativa, di genere informale e astratta, è sempre stata orientata alla sperimentazione di materiali e tecniche eterogene. È trattato nell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti. Si ricorda, tra le diverse partecipazioni nazionali e estere più recenti, la mostra personale “Double Rêve” presso l’Espace Miromesnil di Parigi (2024) e la presenza, con sinossi critica, al Padiglione Nazionale del Grenada alla Biennale di Venezia del 2024. Presiede e coordina la Fondazione David Phoenix, riconosciuta come ente istituzionale preminente per l’arte, su territorio italiano, al MoMA di N.Y (2026), tra gli scopi si legge, sul sito ufficiale della Fondazione: “La nostra missione è trasformare la sensibilità artistica in azione concreta; unire bellezza, responsabilità e impegno filantropico per contribuire a costruire percorsi capaci di aiutare persone, comunità e iniziative di valore” (sito web fondazione www.fondazionedavidphoenix.com).