Mario Ceroli protagonista a Treviso con un’installazione totale, capace di sfidare lo sguardo del mondo con un atto di resistenza visiva.
21Art Treviso presenta, dal 16 aprile al 31 luglio 2026, Mario Ceroli: l’ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.
Dedicata ad una delle figure cardine della storia dell’arte italiana del secondo Novecento, la mostra si compone di un’unica, grande installazioni site-specific in cui la materia smette di essere solo forma per farsi testimonianza storica e metafisica.
Nelle opere recenti, l’artista non si limita a ribadire il suo alfabeto iconico, orientandosi altresì verso ambiti di ricerca inediti e manifestando una rinnovata capacità inventiva.
Il nuovo lavoro di Mario Ceroli accoglie il visitatore con una distesa di pietre dorate, metafora dell’ambizione umana, resa concreta e calpestabile. Un “pavimento di luce” che rende tangibile il desiderio umano di infinito. In contrasto, inserti lignei blu lapislazzulo – evocazione diretta del linguaggio pittorico di Giotto – introducono una dimensione spirituale e contemplativa. Sul fondo, reti metalliche ossidate irrompono con forza, richiamando scenari di guerra e distruzione contemporanea. L’opera mette così in tensione aspirazione e realtà, sogno e fallimento. Ceroli non cerca nuove forme, ma le “scava” nel tempo, trasformando le macerie in visione.
«In questo ulteriore capitolo presentato a Treviso, la ricerca di Mario Ceroli scrive un nuovo, originalissimo, atto di quel suo teatro visivo debuttato settant’anni fa alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Il pavimento di pietre dorate non è lussuria visiva, ma il recupero di un’ambizione mediterranea, una “Via dell’Oro”, punto di incontro tra la fisicità della terra e l’astrazione del possibile. È il tentativo di riportare il cielo dentro la materia, di dare alla “speranza” il peso specifico di un minerale prezioso. L’ultima Utopia di Ceroli è restare umani in un mondo che ha deciso di non esserlo più, con il coraggio di continuare a pretendere e afferrare l’azzurro», dichiara il curatore Cesare Biasini Selvaggi.
21Art Treviso (viale della Repubblica, 3, Villorba) è aperta al pubblico da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 15.00-19.00, sabato su appuntamento, chiuso 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno. Per informazioni: treviso@21art.it, https://twentyoneart.com/. Ingresso gratuito.
Mario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) nel 1938. Durante gli anni Cinquanta frequenta l’Istituto d’Arte di Roma e inizia a lavorare negli studi di artisti quali Leoncillo Leonardi, Ettore Colla e Pericle Fazzini. Le sue prime opere sono sculture realizzate in ceramica. Nel 1956 sceglie il legno come materiale prediletto: è una svolta che segnerà profondamente la sua ricerca artistica. Nel 1960 Cesare Brandi gli assegna un premio del Ministero della Pubblica Istruzione per uno dei suoi tronchi infissi di chiodi. Nel 1964 espone per la prima volta alla Galleria La Tartaruga di Roma, dove gli verranno dedicate due personali nei due anni successivi. Nel 1966 vince con l’opera Cassa Sistina il Premio Gollin alla XXXIII Biennale di Venezia. Nel biennio seguente soggiorna a New York, esponendo alla Bonino Gallery. Al rientro in Italia, partecipa con il gruppo dell’Arte Povera alle mostre del 1967 Fuoco, immagine, acqua, terra, presso l’Attico di Roma, e Arte povera – Im-Spazio, a Genova. Nel 1968, realizzando le scenografie per il Riccardo III di Luca Ronconi, inizia a creare allestimenti scenici per il teatro, il cinema e la televisione: Orgia di Pier Paolo Pasolini; Norma, con la direzione di Mauro Bolognini; Omaggio a Martin Luther King, musica di Goffredo Petrassi; Aida, diretta da Giuseppe Sinopoli, solo per citarne alcuni. Partecipa alle rassegne romane Teatro delle mostre (1968) alla Galleria La Tartaruga e Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70 (1970) al Palazzo delle Esposizioni. Tra i progetti antologici a lui dedicati, si annoverano quelli al Salone delle Scuderie della Pilotta di Parma, nel 1969, e al Forte Belvedere di Firenze, nel 1983. È invitato a sei Biennali di Venezia e a quattro Quadriennali d’arte di Roma. Nel 2007, in occasione della riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, gli viene dedicata una grande retrospettiva. Esegue l’allestimento artistico delle chiese di San Lorenzo a Porto Rotondo (1971-1975), di Santa Maria Madre del Redentore nel quartiere Tor Bella Monaca a Roma (1987), di San Carlo Borromeo (1990) nel Centro direzionale di Napoli, della Cappella e del Sacrario dell’Istituto Superiore di Polizia (2004). A Milano, nel dicembre del 2024, Palazzo Citterio apre al pubblico inaugurando la Grande Brera con la mostra Mario Ceroli. La forza di sognare ancora. Nel mese di ottobre 2025 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma dedica a Mario Ceroli la grande retrospettiva Ceroli Totale.
21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a Roma, Padova e Treviso. È inoltre imminente l’apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi Milano, Cortina d’Ampezzo e Jesolo. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art è affiancato un Club – 21Art Club – ovvero un’innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.