Maria Silvia Da Re. Recycling Life

Maria Silvia Da Re. Recycling Life
Recycling Life, a solo exhibition by Maria Silvia Da Re, opens in MA-EC Gallery on Wednesday, April 29. Elio Franzini will introduce.
Type
Duration
29 Apr-07 Mag 2026
Vernissage
Wednesday 29 Apr 2026 18:30-21:30
Location
MA-EC Gallery
Address
Via Santa Maria Valle, 2, Milano, MI, Italia - 20123 Milano [MI] Italia
Palazzo Durini
Opening hours
da martedì a venerdì ore 10-13 e 15-19, sabato ore 15-19
Contact
Author
Maec
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Codice CLTEMD - ID 3839 - UM 2026-04-20 18:11:35
Translation not available, Italian version shown


Mercoledì 29 aprile inaugura presso la MA-EC Gallery
Recycling Life, personale di Maria Silvia Da Re. Ad introdurre la mostra alle 18.30, insieme all’artista, sarà Elio Franzini, filosofo e docente di Estetica all’Università di Milano.

 

Nelle eleganti sale di Palazzo Durini saranno esposte 10 grandi opere, realizzate tutte nel 2025, e l’installazione Contains Poetry. Su questa installazione scrive Daniel Leuwers: “Il reliquiario che Maria Silvia Da Re installa al di sopra dei libri chiusi a chiave con i lucchetti mostra che ai piedi di una pagina manoscritta vi sono chiavi capaci di aprire tutti i lucchetti. Contains Poetry rivela che la poesia si manifesta all’intersezione della sua messa a morte e della sua resurrezione. Essa diventa una presenza aleatoria, sospesa, e per ciò stesso capitale, come l’estremo soffio o il suo sosia.” Per Gianluca Bocchinfuso, invece, Contains Poetry rappresenta il culmine della fusione tra l’oggetto e il verso, creando uno spazio fisico e mentale che invita alla contemplazione e al silenzio. È la materializzazione di un’idea che percorre tutta l’opera di Da Re: l’arte come scrigno che contiene e protegge la fragilità preziosa della memoria e della poesia.

 

L’opera di Maria Silvia Da Re, scrive Bocchinfuso, appare come una profonda e meticolosa indagine sul concetto di “memoria genetica”. L’artista non si limita a rappresentare il passato: lo evoca, lo ricostruisce e lo interroga attraverso una pratica che assume i contorni di una vera e propria archeologia del ricordo. Il suo lavoro è un processo di scavo, un’attenta ricerca tra oggetti quotidiani, documenti consunti dal tempo e fotografie sbiadite per portare alla luce narrazioni che intrecciano la sfera personale a quella collettiva. Frammenti di esistenze, reperti di un vissuto familiare e tracce di storie anonime vengono decontestualizzati e ricomposti in nuove costellazioni di senso, trasformandosi in potenti contenitori di significato. La materia del passato, nelle sue mani, diventa un linguaggio per parlare del presente. La serie Genetic Memory costituisce un punto importante della sua ricerca artistica. In queste opere, concepite come teche o scatole del tempo, l’artista assembla reperti personali e simboli ricorrenti per indagare i temi dell’ereditarietà, dell’identità e della stratificazione della storia familiare e personale. Lo stile di Da Re può essere definito attraverso la metafora del teatro della memoria. Le sue teche, i suoi pannelli non sono semplici contenitori, ma veri e propri micro-palcoscenici dove i frammenti del passato vengono messi in scena, orchestrati secondo una regia che trasforma il caos dei reperti in un ordine poetico. Questa coerenza è il risultato di scelte tecniche e stilistiche precise, che costituiscono il suo linguaggio visivo unico e riconoscibile. Le sue opere non sono semplici raccolte di memorabilia. Sono dispositivi poetici, macchine del tempo che ci invitano a sospendere lo sguardo e ad ascoltare le storie silenziose degli oggetti. In questo modo, ci spingono a intraprendere il nostro personale scavo archeologico nei territori del ricordo, alla ricerca di quell’eredità visiva che, consapevolmente o meno, definisce chi siamo.”

 

Nello snodarsi del percorso espositivo delle teche, lo spettatore viene a trovarsi di fronte a quella che Stefano Zuffi definisce una grande operazione complessiva, in cui ogni singolo elemento della sequenza assume valore e significato rispetto all’insieme, con un potente effetto generale. Come afferma Zuffi nel testo critico in catalogo, Maria Silvia Da Re per cogliere i suoi pesci-ricordi e trasformarli in wall installations ha dovuto compiere una azione forte, non priva di una sua intrinseca drammaticità: tirar fuori le memorie dalle calme acque dell’oblio, dove stavano scivolando via, perdute verso il fondo, e offrirle a noi in una forma di “natura morta” contemporanea che, a ben vedere, è anche la scheggia di un autoritratto attraverso le generazioni, quel tratto di DNA a cui l’autrice fa riferimento con l’aggettivo “genetica” utilizzato per qualificare la memoria.

 

 

 

Maria Silvia Da Re è autrice di numerosi articoli critici, in particolare nell’ambito della poesia francese contemporanea, e dei saggi Yves Bonnefoy: il Cuore-spazio e i testi giovanili (Alinea, 2000), con un’intervista al poeta rieditata in Francia (Éditions Léo Scheer, 2001, Mercure de France, 2008), e La bocca immagina. I poteri della traduzione artistica (Mimesis, 2014), ove la traduzione letteraria è riguardata da un’angolatura anche filosofica, oltre che sulla base di un’effettiva attività di traduzione per l’editoria in diversi generi (dal 2003 al 2014, ha anche tenuto un laboratorio sugli aspetti teorici e pratici del tradurre presso l’Università degli Studi di Milano). Suoi testi poetici in italiano e in francese sono apparsi, tra l’altro, in Bulletin de l’Aicl (Association Internationale de la Critique Littéraire, 1, 2015), e in Les poètes de l’Aicl: une anthologie (2018); per i tipi di Zacinto Edizioni, ha pubblicato il volume di poemetti a puntate Versimail (2022), e la raccolta Pulchra. Libro prismatico (2024), libro a tre “visuali”, con sue poesie e un “racconto erratico”, il saggio La verticale e l’onda del coautore Elio Franzini, sulla creazione estetica, e il contrappunto dei disegni originali di Jean-Luc Coudray ai testi poetici.
Come artista ha preso parte a diverse mostre collettive e fiere, tra cui Affordable Art Fair (2015), Biennale di Genova (2017), ArteGenova (2020) e Triennale di Arti Visive di Roma (2021). Nel 2020 ha esposto le sue opere alla Galleria MA-EC di Milano e nella sua estensione virtuale Wepresentart. Nel 2020 è inserita nell’Atlante dell’ Arte Contemporanea De Agostini. È stata selezionata come artista (sezione pittura) al Premio Combat Prize 2021. Nel 2026 ha tenuto una mostra personale a Bergamo.

 

 

 

Coordinate evento:


Titolo: Recycling Life.

Mostra personale di Maria Silvia Da Re

Introduzione a cura di Elio Franzini e Maria Silvia Da Re

Testo critico in catalogo di Stefano Zuffi

 

Opening: mercoledì 29 aprile 2026 ore 18.30

 

Sede: MA-EC Gallery Palazzo Durini, Via Santa Maria Valle 2, Milano

 

Orari: martedì-venerdì ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00; sabato ore 15.00-19.00

Fino al 7 maggio 2026

 

Info: info.milanart@gmail.com, 0239831335, IG @maecgallery, www.ma-ec.it

 

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