La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 4 settembre al 18 ottobre 2026, i Paesaggi visionari di Luca Alinari (Firenze, 1943-2019), tra i protagonisti della scena artistica italiana del secondo Novecento.
Realizzata in collaborazione con l’Archivio Luca Alinari, diretto da Filippo Alinari con la collaborazione di Cristiano Ragni, la mostra sarà inaugurata venerdì 4 settembre alle ore 17.00 in occasione della tradizionale Sagra della Giaréda.
Il suo universo figurativo, popolato da paesaggi immaginari, architetture, animali e figure enigmatiche, rivela una costante riflessione sull’uomo e sulla società. Il rimando alla realtà quotidiana e al dato autobiografico, portato dall’artista ad una dimensione visionaria, testimonia una concezione della pittura come spazio di ricerca e di libertà.
Il percorso espositivo comprende una ventina di dipinti su tela, realizzati prevalentemente a partire dagli anni Novanta, con alcune significative incursioni nella produzione degli anni Settanta.
«Luca Alinari è un autore di rilievo nella storia dell’arte italiana del Novecento – dichiara il gallerista Federico Bonioni – che meriterebbe maggiore spazio rispetto a quello che gli riserva oggi il mercato. È nostro desiderio, attraverso questa mostra, valorizzare il suo lavoro e il suo percorso, esponendo dipinti selezionati che saranno inseriti anche nel catalogo generale di prossima pubblicazione».
L’esposizione rende omaggio a Luca Alinari e a una ricerca, mai interrotta, che per oltre cinquant’anni ha attraversato linguaggi, tecniche e stagioni artistiche, mantenendo intatta la propria identità.
La Galleria Bonioni Arte è aperta al pubblico da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. Per informazioni e prenotazioni: T. +39 0522 435765, M. +39 338 4005234, www.bonioniarte.it, info@bonioniarte.it, www.facebook.com/bonioniarte, www.instagram.com/bonioniarte.
Luca Alinari (Firenze, 1943-2019), autodidatta, esordisce nel 1968 con una personale alla Galleria Inquadrature di Firenze. Negli anni Settanta sviluppa una ricerca sull’accostamento di figure e oggetti entro scenari sospesi, confrontandosi con il Neodada e la Pop Art. Sperimenta decalcomania, collage e trasposizione fotografica, elaborando una pittura fondata sulla combinazione di tecniche e immagini. Presentato da Alfonso Gatto, espone nelle principali gallerie fiorentine e frequenta scrittori quali Domenico Rea, Edoardo Sanguineti, Goffredo Parise e José Saramago. Nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1986 alla Quadriennale di Roma. Nel 1990 realizza il "Cencio" del Palio di Siena. Nel 1993 Palazzo Reale di Milano gli dedica una mostra antologica. Nel 1999 il suo autoritratto viene acquisito dagli Uffizi. Nel 2018 riceve il Gonfalone d'Argento, massimo riconoscimento della Regione Toscana. La sua ricerca prosegue fino agli ultimi anni, sviluppando un repertorio di paesaggi, figure e forme legato alla dimensione dell’immaginario.