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Hervé Barbieri si colloca pienamente nel fermento creativo del Postmoderno grazie alla scelta consapevole di recuperare un linguaggio figurativo, guardando ad esempi antichi di varie epoche storiche. Tuttavia, egli, non cade nel semplice citazionismo, ma reinterpreta tali suggestioni, impregnandole di forme e cromatismi contemporanei.
Le opere sono poetiche, colte e raffinate.
I soggetti si discostano dalla mera rappresentazione fotografica, aprendosi a soluzioni di estrema perizia tecnica, dialoganti, dove necessario, con stesure di colore informali.
L’istante rappresentato, colto in un determinato momento di luce, nel rapporto tra forme, masse e colori, riflessi e ombre, crea una tensione riconducibile all’atto poetico, forte di un silenzio che si fa veicolo di emozioni intense.
In questi momenti sospesi, si coglie la bellezza naturale dei soggetti, restituita da un’inquadratura sapiente e studiata, mai casuale che, con silenzioso distacco, ne celebra l’eleganza.
Anche la tecnica artistica è frutto di intense ricerche. Le tecniche storiche della pittura ad olio su tela e tavola si alternano alle opere di grafica rinascimentale a matita e tecniche miste, su carte intelate o intavolate, in una suggestiva commistione di antico e contemporaneo, Postmoderno, appunto.
L’introduzione di elementi geometrici e formali, astratti nelle cromie, a volte forti, ci riconducono ad un serrato dialogo fra tradizione e contemporaneo.
Barbieri lavora per filoni tematici ( le cortecce, le foglie, le erbe spontanee, le nature morte, le ombre, gli orti...) che si intrecciano a loro volta, richiamandosi in infinite variazioni sul tema.
Si tratta di poesie, a tutti gli effetti, dove domina il silenzio, e a parlarci sono le pennellate, le luci e i riflessi, le superfici tornite, il ritmo di rami e foglie.
Ogni tavola, o tela, sono un punto di partenza ed equilibrio dal quale, l’artista, oscilla a piacimento tra finitezza
visiva e informale, tra soggetto naturale e forma geometrico-concettuale, tra composizione classica e astrazione decorativa.