Victoria Thomen, Guadalupe Casasnovas

L’Era Plasteozoica. Una distopia ecologica

A cura di Julian Kunhardt
L’Era Plasteozoica. Una distopia ecologica
La mostra di Pictoria Newhouse costruisce al Museo di Storia Naturale di Milano un ecosistema futuro in cui fotografie, installazioni e tassonomie immaginarie riflettono sulla crisi ecologica e sull’artificializzazione della natura.
Tipologia
Mostra bipersonale
Artisti
Curatori
Generi
Disegno
Fotografia
Installazione
Mixed media
Periodo
30 Set-08 Nov 2026
Vernissage
Martedì 29 Set 2026 18:00
Location
Museo di Storia Naturale di Milano
Indirizzo
Corso Venezia 55 - Milano [MI] Italia
Orari di apertura
Da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 17:00. Chiusura della biglietteria alle 16:30. Lunedì chiuso. La visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo.
Ulteriori informazioni
Contatti
Comunicato stampa
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Codice CSUEMF - ID 4050 - UM 2026-09-17 19:17:59

Dal 30 settembre all’8 novembre 2026 il Museo di Storia Naturale di Milano ospita “L’Era Plasteozoica. Una distopia ecologica”, progetto del collettivo dominicano Pictoria Newhouse, formato da Victoria Thomen e Guadalupe Casasnovas. Presentata per la prima volta a Milano, la mostra entra in relazione con le collezioni e i dispositivi scientifici del Museo. Fotografie, installazioni, disegni, animali artificiali e schede tassonomiche immaginarie costruiscono un ecosistema futuro nel quale gli animali sembrano essere progressivamente scomparsi, sostituiti da esemplari in plastica. Uccelli, insetti, rettili ed esemplari marini artificiali occupano paesaggi naturali alterati, trasformandosi in falsi reperti e organismi di una zoologia impossibile. Le opere adottano il linguaggio della classificazione scientifica per descrivere un mondo in cui il confine tra natura e artificio, organismo e rifiuto, documento e invenzione non è più riconoscibile. La plastica non viene presentata soltanto come materiale inquinante, ma come materia capace di persistere, integrarsi negli ambienti e diventare una delle tracce più durevoli lasciate dall’essere umano sul pianeta. Nata da una spedizione fotografica alla Laguna de los Flamencos, sull’isola di Saona, nella Repubblica Dominicana, l’opera si interroga sulla possibilità che l’umanità debba fabbricare la propria fauna per poterla rappresentare. Il progetto immagina una nuova era, non riconosciuta dalla geologia, nella quale la plastica è diventata paesaggio, habitat, falso organismo e possibile fossile della civiltà umana. La mostra affianca alle opere alcuni esemplari delle collezioni del Museo: un fenicottero tassidermizzato e due rettili dominicani conservati in alcool, inviati negli anni Trenta dalla Stazione Agronomica di Moca. L’esposizione fa parte di TRACCE, il primo dei quattro nuclei tematici del percorso multidisciplinare promosso dagli Istituti Scientifici del Comune di Milano e dedicato al dialogo tra scienza e arte.

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