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DUPLICES mette in relazione due pratiche artistiche che, pur provenendo da linguaggi differenti, condividono una tensione verso la costruzione dell’immagine come spazio di interrogazione: da qui il sottotitolo. Gli autoscatti di Agnese Fantozzi, fotografa e interior designer con esperienza internazionale, si intrecciano con le sculture in fil di ferro di Bruno Melappioni, dando vita a un dispositivo visivo fondato sulla duplicazione: duplicazione del corpo, dello sguardo, della forma, del tempo, della materia. La mostra non presenta semplicemente due artisti, ma due modalità di generare realtà attraverso la loro moltiplicazione.
La pratica fotografica di Agnese Fantozzi si radica in una consapevolezza tecnica e compositiva maturata attraverso anni di lavoro in contesti culturali diversi – dall’Australia al Giappone, dalla California a New York – e attraverso esperienze come fotografa di scena. Negli autoscatti, questa esperienza si condensa in un gesto di auto-duplicazione: l’autoritratti è già di per sé atto di sdoppiamento, quindi l’artista è simultaneamente soggetto e autrice, corpo e regista, presenza e costruzione.
La scultura di Bruno Melappioni, al contrario, è profondamente radicata nella fisicità. Lavora con il ferro da sempre, il suo linguaggio più congeniale, perché è il materiale in cui la sua visione trova resistenza, attrito, possibilità.
Lavorando sulle linee dinamiche della fotografia di Agnese Fantozzi, Bruno Melappioni aggiunge a quelle immagini una nuova duplicazione, che è quella della sua visione e interpretazione: il risultato è di sorprendente leggerezza ed eleganza, una convivenza perfetta tra la scrittura di luce della fotografia e le nuove ombre che le linee metalliche proiettano sulla superficie fotografica.
In questa operazione emerge l’esperienza di Bruno Melappioni nel campo della scenografia teatrale e cinematografica, dove è necessario evocare mondi con pochi elementi essenziali, costruendo presenze attraverso la sottrazione, in cui lo spazio è un protagonista e non un semplice vuoto. Questa attitudine si ritrova pienamente nelle sue sculture: figure delineate da un filo continuo che non occupano lo spazio, ma lo attivano; forme che non imitano il corpo, ma ne interpretano la postura mediante una selezione di linee che ne accompagnano e moltiplicano esponenzialmente la tensione, la direzione dello sguardo.
Un lavoro che opera attraverso un’analisi rigorosamente razionale dell’immagine, ma che la apre poi ad infinite possibilità creative e percettive.
BRUNO MELAPPIONI – BIO
Nato nel 1950, Bruno Melappioni vive e lavora a Roma, nel suo frequentatissimo studio di San Lorenzo. Da oltre cinqant’anni, è attivo nei mondi dell’arte, del teatro e del cinema, sperimentando tecniche e materiali diversi, dal polistirolo per le scenografie teatrali e cinematografiche, al filo di ferro, suo medium principale per la realizzazione di sculture. Ha lavorato anche con legno, gesso e plastica, affrontando una vasta gamma di tematiche.
I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre in Italia e all’estero. Sono inoltre da menzionare due residenze d’arte presso la Farm Cultural Park di Andrea Bartoli a Favara e Mazzarino e – sempre per la Farm – un monumento a Custonaci in provincia di Trapani.
Per saperne di più, QUI il suo sito web.
INFO PRATICHE
DUPLICES. Linee di realtà tra razionalità e creazione
18 aprile – 16 maggio 2026
A cura di Penelope Filacchione
Art Sharing Roma
Via Giulio Tarra 64 – 00151
Opening 18 aprile 2026 ore 17-21
Orari di visita: dal martedì al sabato dalle 17 alle 20.
Contatti: 338-9409180 artsharing.roma@gmail.com
Ufficio stampa: ArtSharing Roma, ufficiostampa@artsharingroma.it
INGRESSO LIBERO
Sito web della mostra: https://artsharingroma.it/project/bruno-melappioni-duplices-linee-di-realta-tra-razionalita-e-creazione/
Evento fb: https://fb.me/e/4pUVf3epj
Immagine: Bruno Melappioni (intervento in filo metallico)