Junk, il futuro in discarica

A cura di Velia Littera
Junk, il futuro in discarica
JUNK, il futuro in discarica, mostra personale di Uter a cura di Velia Littera, che affronta il tema urgente dell’inquinamento globale e dell’accumulo dei rifiuti attraverso la meta-fotografia
Tipologia
Mostra personale
Curatori
Generi
Digital Art
Fotografia
Video Art
Periodo
19 Mar-10 Apr 2026
Vernissage
Mercoledì 18 Mar 2026 Orario n.d.
Location
Galleria Pavart
Indirizzo
Via Giuseppe Dezza 6b - 00152 Roma [RM] Italia
Accessibilità
Location accessibile ai disabili
Orari di apertura
dal lunedì al venerdì - 11-13:30
Ulteriori informazioni
Contatti
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Codice CMGEMH - ID 3784 - UM 2026-03-20 11:19:22

Le opere fotografiche, generate con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, trasformano la tecnologia in uno strumento di indagine poetica e concettuale. La mostra presenta due approcci distinti, da un lato scenari che sembrano realistici ma rivelano una dimensione decisamente surreale, dall’altro composizioni di oggetti e figure trasformate in icone drammatiche dall’estetica quasi pop. In entrambi i casi le immagini combinano ciò che è familiare con dettagli inaspettati, creando un effetto visivo potente e inquietante che porta lo spettatore a confrontarsi con l’eccesso, l’accumulo e l’artificio del mondo qui rappresentato. Visioni che uniscono estetica e denuncia, invitando lo spettatore a confrontarsi con i problemi ambientali del presente e delle possibili conseguenze future.

Il lavoro di Uter si inserisce nell’ambito della meta-fotografia, una pratica che supera la registrazione del reale e trasforma la fotografia in riflessione sul proprio linguaggio. Le immagini nascono dall’atto di immaginare e ricostruire il mondo, fondendo realtà, finzione e tecnologia e interrogando l’idea stessa di verità visiva.

In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale diventa una vera e propria pittura digitale, capace di dare forma a scenari e simboli che nessuna macchina fotografica tradizionale potrebbe catturare. La mostra non si limita a documentare i rifiuti, ma li trasforma in esperienza concettuale e emotiva, ponendo lo spettatore di fronte al proprio ruolo nel ciclo del consumo e dello scarto.

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