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PULVIS ES ET IN PULVEREM REVERTERIS
E
STILL LIVES NELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
CURATORI: Giorgio Bonomi e Sofia Codini
ARTISTI:
PULVIS ES ET IN PULVEREM REVERTERIS: Myriam Cappelletti, Caterina Ciuffetelli, Leslie González, Lo Zoo di Simona, Miriam Montani Magrelli, Cinzia Prosperi, Attilio Quintili
STILL LIVES NELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA: Silvia Bonetti, Francesca Della Toffola, Luisa Denti, Elena Ghini, Stefania Piccioni, Letizia Rostagno, Adriana Scalise, Giuseppina Taticchi
PERIODO: 25 luglio / 13 settembre 2026
INAUGURAZIONE: sabato 25 luglio 2026 ore 17
SEDE: Rocca di Umbertide - Centro per l'Arte Contemporanea Piazza Fortebraccio, Umbertide (Pg)
ORARIO DI APERTURA: Martedì 16.30 / 18.30; Mercoledì e Giovedì 10.30 / 12.30 - 16,30 / 17.30; Venerdì, Sabato e Domenica 10.30 / 12.30 - 16,30 / 18.30; Lunedì chiuso. Festivi aperto.
Sabato 25 luglio 2026 alle ore 17 si inaugurano presso la Rocca di Umbertide - Centro per l'Arte Contemporanea Piazza Fortebraccio (Pg), due mostre collettive Pulvis es et in pulverem reverteris e Still lives nella fotografia contemporanea, a cura di Giorgio Bonomi e Sofia Codini.
La prima mostra prende il titolo dal motto presente nella Bibbia “Polvere sei e polvere ritornerai”, che tuttavia nel Testo Sacro è usata nel significato originale come un’esortazione all’uomo di essere “umile”, nel senso forte del termine. Anche se l’arte e chi la fa dovrebbero essere “umili”, in questa occasione usiamo questa locuzione riferendoci al materiale adoperato dagli artisti in mostra: la polvere. La polvere, sostanza assai umile, qui nell’arte, acquista “nobiltà”, ponendosi allo stesso livello degli altri materiali usati in genere dagli artisti per creare l’opera d’arte. In questa mostra abbiamo “allargato” il concetto di “polvere”, proponendo anche artisti che lavorano con materiali simili alla polvere, come la sabbia. Leslie González preleva la polvere del luogo dove espone, altrettanto fa Miriam Montani Magrelli che ha utilizzato le polveri sottili di Milano, e Lo Zoo di Simona che cattura la polvere con l’aspirapolvere. Invece Caterina Ciuffetelli “immette” la sabbia nei suoi quadri di celotex, Cinzia Prosperi unisce sabbia e polvere di vetro, e Myriam Cappelletti aggiunge alla polvere quella di marmo. Particolare è la realizzazione di Attilio Quintili che fa sciogliere un pezzo di argilla in un recipiente pieno d’acqua così da creare una massa di “polvere” sciolta.
La dizione “Still lifes” – usata per il titolo della seconda mostra – definisce meglio di “nature morte” il senso di immobilità e di silenziosità di questo genere di rappresentazione artistica, che presenta fiori, frutta, cibi, strumenti musicali, oggetti di lusso o di uso quotidiano, ed anche immagini simboliche come teschi, candele, maschere ed altro. In pittura la still life nasce nel XVI secolo e tra i protagonisti ricordiamo, per limitarci a pochissimi nomi, Caravaggio, Zurbarán, Chardin e, più recentemente, Manet, Cézanne, Van Gogh, Picasso, Matisse, De Chirico, Morandi e numerosi altri. Anche la fotografia ha voluto cimentarsi nel genere, producendo delle opere assai affascinati che ben competono con la pittura, moderna e contemporanea, per le luci, i colori, le composizioni: la critica è solita aggettivare le opere fotografiche still lifes con termini desunti dalla pittura, come “caravaggesca” per una fotografia che evidenzia luminosità tipiche del pittore seicentesco, o “morandiana” per un’opera che rievoca la fissità metafisica del pittore bolognese. Qui le still lives assumono forme un po’ diverse da quelle del passato ed è giusto, dato che l’arte deve essere in continua evoluzione; anche quando gli oggetti sono quelli che troviamo nelle nature morte tradizionali, questi vengono rappresentati con tecniche e modalità differenti.
Letizia Rostagno riprende verdure e Giuseppina Taticchi frutta, ma anche oggetti e fiori; questi ultimi li troviamo nelle opere di Elena Ghini, mentre Luisa Denti pone arance vicino alle sue gambe; invece Francesca Della Toffola e Adriana Scalise mostrano conchiglie, ognuna con il suo stile. Silvia Bonetti aggiunge all’oggetto della still life, scatole di cartone da imballaggio, il ricordo personale, i traslochi. Stefania Piccioni ha realizzato una serie di polaroid in cui la sue still lives, in un qualche modo, richiamano quelle di Giorgio Morandi.