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VENEZIA.- La mostra internazionale di Media Art CYFEST 17 – Natura Naturans: Human Beings, Nature, Landscape porta a Venezia un confronto tra avanguardie storiche, tecnologie contemporanee e trasformazioni ambientali. e si interroga su cosa accade quando la natura non viene più rappresentata, ma diventa un processo da osservare, attivare e persino programmare. Negli spazi di CREA Cantieri del Contemporaneo, sull'isola della Giudecca, il progetto riunisce fino al 31 agosto 2026 artisti internazionali e opere della Frants Family Collection, creando un percorso nel quale pittura, movimento, luce, suono, algoritmi e sistemi tecnologici diventano strumenti per interrogare il rapporto tra esseri umani e ambiente.Curata da CYLAND MediaArtLab in collaborazione con Ca' Foscari University of Venice e il Center for Studies on the Arts of Russia, Central Asia and the Caucasus (CSAR), la mostra prende il titolo dal concetto filosofico di Natura Naturans, che identifica la natura come forza generativa e in continua trasformazione. Non una natura immobile da contemplare, dunque, ma un sistema dinamico nel quale materia, energia, tempo e percezione interagiscono costantemente.È proprio questo il punto di partenza per un dialogo tra epoche apparentemente lontane. Da una parte, le sperimentazioni delle avanguardie del Novecento e dell'arte russa e sovietica, rappresentate dalla Frants Family Collection; dall'altra, artisti contemporanei che utilizzano automazione, dispositivi cinetici, video, intelligenza artificiale, sistemi algoritmici e tecnologie interattive. Il risultato è un percorso che mostra come alcune delle domande poste dalle avanguardie – sul movimento, la luce, la materia e la percezione – continuino a riemergere oggi attraverso nuovi strumenti. Tra i lavori in mostra, i disegni cinetici automatizzati di Anna Frants trasformano luce e movimento in un processo generativo; Jaanika Peerna affronta la fragilità dei ghiacciai e il cambiamento climatico attraverso un'installazione di forte intensità poetica; Tuula Närhinen immagina invece specie di uccelli capaci di adattarsi a un ambiente contaminato dalla plastica, utilizzando la finzione come strumento per riflettere sulle trasformazioni degli ecosistemi.Il vento diventa un autore invisibile nei lavori di Mariateresa Sartori, dove un anemometro produce disegni che si collocano tra fenomeno naturale, casualità e intervento umano. Elena Gubanova e Ivan Govorkov riprendono l'eredità delle avanguardie attraverso una grande installazione cinetica, mentre il collettivo internazionale AES+F indaga corpo, identità e percezione nell'era digitale attraverso immagini che oscillano tra il fiabesco e l'inquietante.Il percorso comprende inoltre opere di Andy Barrt, Alexandra Dementieva, Alexey Grachev, Sergey Kishchenko, Sergei Komarov & Lidiia Griaznova, Alexei Kostroma, Valery Koshlyakov, Linda Loh, Natalia Lyakh, Dmitriy Shishov, Eric Vernhes e Mathieu Zurstrassen, ampliando il confronto a diverse generazioni e geografie della media art contemporanea. CYFEST 17 non si limita però allo spazio espositivo. Nel corso della sua presenza veneziana il festival ha sviluppato un programma di incontri, performance e proiezioni in collaborazione con Ca' Foscari, portando la riflessione su arte, tecnologia ed ecologia anche negli spazi dell'università. Tra gli appuntamenti di Art Night Venezia, la 50ª edizione di LASER Talk CYLAND, dedicata alle cosiddette “ecologie ibride”, ha riunito artisti, curatori e studiosi per discutere le nuove forme di ecologia che emergono dall'interazione tra sistemi naturali, tecnologia e processi culturali. Il programma ha incluso inoltre la performance scultorea The Snow Flower of the North di Andy Barrt, realizzata con Anton Ershov e Gabriele Grassi, e la terza edizione della Sleepless Video Art Night, una maratona notturna di videoarte internazionale dedicata a crisi ambientali, migrazioni, memoria collettiva e futuri possibili. Fondato nel 2007, CYFEST è oggi una piattaforma internazionale itinerante che riunisce artisti, curatori, ingegneri, programmatori e ricercatori intorno alle possibilità offerte dall'incontro tra arte, scienza e tecnologia. La 17ª edizione, iniziata a Salonicco alla fine del 2025, prosegue ora a Venezia, dove Natura Naturans propone una riflessione particolarmente attuale: in un momento in cui il paesaggio viene trasformato dal cambiamento climatico e la nostra esperienza del mondo è sempre più mediata dalla tecnologia, l'arte può diventare uno spazio per osservare questi processi e, forse, immaginare alternative.