El residuo es Forma/Materializaciones poéticas

El residuo es Forma/Materializaciones poéticas
Approda a Valencia, un esemplare di Materializaciones poéticas/El residuo es Forma. Il tutto presso l'Università Politecnica UPV. Si tratta di un progetto misto di Anna Laura Longo comprendente un libro-organismo, un testo e un brano musicale sperimenta
Tipologia
Evento site-specific
Generi
Installazione
Performance art
Periodo
26 Mag-20 Dic 2026
Location
Biblioteca Facultad de Bellas Artes Universitad Politecnica UPV
Indirizzo
Camino de Vera s/n - Valencia [ESV] Spain
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Codice CCAEMQ - ID 3904 - UM 2026-05-25 15:32:57

 

La prossima tappa in cui sarà possibile conoscere un lavoro di Anna Laura Longo sarà l'Università Politecnica di Valencia (UPV) nella cui Biblioteca è approdato un esemplare di Materializaciones poéticas/ El residuo es Forma.

Il lavoro prevede anche un apporto sonoro e, nello specifico, un contributo audio originale da ascoltare.

La biblioteca in questione è parte integrante della Facoltà di Bellas Artes (indirizzo: Camino de Vera, Edificio 3L, Planta baja, Valencia).

Il lavoro presente attualmente a Valencia è stato proposto anche nell'ambito della seconda edizione del Congresso internazionale interdisciplinare "Cuerpos, materias y otros restos", organizzato ugualmente sul territorio spagnolo, presso la UAM- Universitad Autónoma de Madrid (Facoltà di Filosofia e Lettere).

Il desiderio è quello di produrre una trasformazione, a volte lieve ma a volte vistosa, dei metodi o approcci più o meno usuali, per riuscire a riattivare i tragitti mentali e predisporre le menti in modo tale che si possa seguire una direzione davvero metamorfica.

Quello che viene agevolato e auspicato non è infatti un cambiamento fine a sé stesso, ma un cambiamento "di profondità".

Il tutto riconduce manifestamente in direzione di riflessioni composite, riguardanti il processo evolutivo umano.

Il percorso artistico di Anna Laura Longo è caratterizzato da una combinazione di elementi musicali, testuali, performativi e artistico-visivi. Si tratta di una pratica multiforme in cui le ricerche sonore e visive vanno a unirsi a forme di scritture innovative, anche propriamente astratte oppure elaborate facendo ricorso a materiali eterogenei. Questi ultimi vengono in genere manovrati liberamente con lo scopo di formare un mélange di situazioni ,dalla connotazione spesso organica e propriamente materica. A ciò si aggiunge naturalmente la ricerca pianistica e sonora.

Longo ha infatti elaborato una proposta concettuale autonoma, rispetto alla scrittura, alla prassi musicale stessa e all'atto performativo in sé, pervenendo gradatamente a una progettazione e a una costruzione di volumetrie di tipo artistico-visivo molto particolareggiate (micro e macro) da situare a ridosso di supporti e superfici di tipo diversificato in modo tale da creare libri-organismo e opere multimateriche molto accattivanti coadiuvate da contributi sonori. Quella che propone è quindi una possibile agevolazione di risposte sensoriali di natura ampliata. 

Il tutto ha  come scopo l'attivazione di risposte mnemoniche accanto a risposte e tracce per l'appunto sensoriali.

Ci troviamo in sostanza di fronte a una "sommatoria" di esperienze dove prevalgono continui confronti e conciliazioni tra gli opposti, ad esempio tra temporalità e atemporalità, tra realtà e irrealtà, tra levigatezza e asperità, sia dal punto di vista sonoro e principalmente pianistico (con particolare riferimento alla texture dei suoni),sia dal punto di vista artistico-visivo. 

Ed è proprio visivamente che la manipolazione delle superfici piane conduce verso pagine-territori costruite secondo una progettualità inedita e di ricerca. 

Anche pianisticamente tale manipolazione ha un suo specifico risalto e va a riguardare l'aspetto sonoro, in particolare l'utilizzo dello strumento musicale in senso lato ma,soprattutto,  il modo in cui possono essere progettate e restituite le azioni performative. 

A tale riguardo vengono spesso predisposte delle tastiere o cordiere definite "volumetriche", attraverso un provvisorio inserimento di oggetti e apporti materici, spesso frutto di un'auto-progettazione e grazie a cui creare suoni o impianti installativi veri e propri, con l'aggiunta di elaborazioni gestuali di tipo performativo e innovativo.

L'approccio tende dunque a oltrepassare i confini tradizionali. È stato crescente negli ultimi anni l'interesse per la sinestesia, il depistamento, il ribaltamento concettuale, la "digressione"  come forma di impostazione metodologica e ancora lo studio e l'applicazione dei confronti trasversali tra le estetiche e i linguaggi artistici, per innescare un vero e proprio discorso co-evolutivo. 

Si agevola nello specifico una co-evoluzione dei linguaggi per provvedere a un ampliamento delle esperienze. 

 

 

 

 

 

 

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