Duration
21 May 2022
Location
Palazzo
Address
Circonvallazione Casilina, 128, Roma, RM, Italia - Roma [RM]
Artists
Author
Palazzo
The events included in E-Zine are the sole responsibility of the organizers themselves. E-zine assumes no responsibility for the accuracy of the information relating to the events, for compliance with copyright or any other regulations, or for obtaining the necessary authorizations for the events to take place. Furthermore, E-zine and, consequently, Menexa Srl are not liable for any moral or material damage that may be caused to visitors during their participation in such events.
Codice evento NMCEMO - ID 1281
Translation not available, Italian version shown
CRINE J, nato a Roma nel 1985, ha frequentato il liceo artistico di Ripetta e si è laureato al Dams. Pittore, illustratore e tatuatore, il suo percorso lo ha portato ad una nuova ricerca estetica in chiave pop, che ha trovato una sua prima realizzazione nel progetto END OR PHINE. Undici ritratti, quasi tutti della stessa dimensione, realizzati con lo stesso intento: la celebrazione. Personaggi iconici del cinema underground americano e non solo, ormai facenti parte di un immaginario condiviso quasi universalmente, trovano in queste opere una sorta di consacrazione nell’accezione propria della ritrattistica cinquecentesca. La scelta di Crine cade su undici persone che hanno influito sul suo immaginario contribuendo anche alla definizione della sua estetica. Chiamarle persone però è fuorviante perché in queste effigi non si celebra la persona in sé ma il prodotto artistico che da loro deriva ed è per questo che Niki Brand è il titolo del ritratto di Debbie Harry, perchè qui ad essere celebrato è il personaggio di Videodrome. Ognuno di loro è un simbolo dello sfaccettato mondo che è stato il cinema underground e la controcultura tra gli anni Novanta e i Duemila e infatti ognuno di loro è rappresentato esattamente nel momento e nelle vesti che hanno catturato l’attenzione dell’artista. Le opere, realizzate tutte su legno, sono composte da vari strati di carte diverse, a seconda del soggetto rappresentato, mentre tutti i volti sono dipinti con marker a vernice, con gamme tonali che arrivano fino a dodici sfumature dello stesso colore. Crine supera il limite del pennarello e lo fa diventare la sua cifra stilistica con imperfezioni volute e calibrate. Gli sfondi animati da decorazioni zoomorfe che sembrano broccati esaltano in maniere sempre diverse i soggetti, i colori accesi, brillanti quasi ipnotici, l’utilizzo della carta oro, rendono sacralità al personaggio innalzandolo allo status di Icona che gli spetta.
CRINE J, nato a Roma nel 1985, ha frequentato il liceo artistico di Ripetta e si è laureato al Dams. Pittore, illustratore e tatuatore, il suo percorso lo ha portato ad una nuova ricerca estetica in chiave pop, che ha trovato una sua prima realizzazione nel progetto END OR PHINE. Undici ritratti, quasi tutti della stessa dimensione, realizzati con lo stesso intento: la celebrazione. Personaggi iconici del cinema underground americano e non solo, ormai facenti parte di un immaginario condiviso quasi universalmente, trovano in queste opere una sorta di consacrazione nell’accezione propria della ritrattistica cinquecentesca. La scelta di Crine cade su undici persone che hanno influito sul suo immaginario contribuendo anche alla definizione della sua estetica. Chiamarle persone però è fuorviante perché in queste effigi non si celebra la persona in sé ma il prodotto artistico che da loro deriva ed è per questo che Niki Brand è il titolo del ritratto di Debbie Harry, perchè qui ad essere celebrato è il personaggio di Videodrome. Ognuno di loro è un simbolo dello sfaccettato mondo che è stato il cinema underground e la controcultura tra gli anni Novanta e i Duemila e infatti ognuno di loro è rappresentato esattamente nel momento e nelle vesti che hanno catturato l’attenzione dell’artista. Le opere, realizzate tutte su legno, sono composte da vari strati di carte diverse, a seconda del soggetto rappresentato, mentre tutti i volti sono dipinti con marker a vernice, con gamme tonali che arrivano fino a dodici sfumature dello stesso colore. Crine supera il limite del pennarello e lo fa diventare la sua cifra stilistica con imperfezioni volute e calibrate. Gli sfondi animati da decorazioni zoomorfe che sembrano broccati esaltano in maniere sempre diverse i soggetti, i colori accesi, brillanti quasi ipnotici, l’utilizzo della carta oro, rendono sacralità al personaggio innalzandolo allo status di Icona che gli spetta.