Duration
01-11 Feb 2022
Vernissage
Tuesday 01 Feb 2022 Time to be defined
Location
Galleria Gallerati
Address
via Apuania 55 - Roma [RM]
Artists
Curators
Author
Claudia Quintieri
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Codice evento NCFEMS - ID 1408
Translation not available, Italian version shown
Carlo Gallerati - Galleria Gallerati - è lieto di presentare La fortuna e la lirica, una videoinstallazione di Claudia Quintieri a cura di Michela Becchis. La personale inaugura l'1 febbraio, mentre il finissage è l'11 febbraio con performance di Lino strangis. La Galleria Gallerati si trova in via Apuania 55 a Roma. “Nulla è dentro, nulla è fuori, poiché è dentro ciò che è fuori” (J. W. von Goethe) Cos’è la fortuna provando a guardarla con una luce fredda se non una forma visibile dell’inquietudine? Claudia Quintieri pone l’attenzione sulla fortuna, non nell’accezione quotidiana, ma piuttosto - lei che lavora anche sulla ricerca del senso e della risonanza delle parole - su quella antica di una forza che guida e spinge i destini degli esseri umani, ai quali distribuisce ciecamente tanto felicità, benessere, quanto infelicità e sventura. Si muove la fortuna nel lavoro di Claudia Quintieri, lentamente, scomponendosi e ricomponendosi, apparendo e sdoppiandosi e muovendosi genera inquietudine. L’inquietudine che lenta attraversa i video è una condizione esistenziale e legata a un'intima esigenza di cambiamento, di rinnovamento, di superamento. Ma un’inquietudine senza una forma produrrebbe forse molto spavento e alienazione, ecco quindi prendere la forma di un animale, quel ragno che pur mettendoci sempre un po’ di paura si affida ad un vezzeggiativo – il “ragnetto” - e si addossa la responsabilità di entrare in un varco che forse neanche si sa di aver aperto e che pure agisce i nostri pensieri, assume così un ruolo benefico, che spegne il timore e diventa fiabesco. Ma a ben guardare non è chi attraversa il video, le linee, le sinuosità ad accendere un possibile timore: non è un luogo sicuro questo luogo dove si muove il ragno, è lì il pericolo che va accettato, è lì che serve la mitologica tracotanza di Aracne per poter uscire illesi da un rovesciamento tra oggetto e spazio con cui Quintieri gioca mentre gioca con noi. Ecco quindi il voluto sdoppiamento che da un lato accende la freddezza elettronica, in cui il passaggio lento e inquietante del ragno sembra voler creare un rapporto totalmente razionale tra il suo passaggio e la reazione al suo passaggio, quasi che l’allarme fosse generato da ciò che oggi ci piace definire “algoritmo”. A questa freddezza si oppone la lirica, la stampa di frame voluta come se di colpo fossimo di fronte a delicatezze affettive, illustrazioni di una fiaba. Ma, ponendo attenzione, non esiste uno slittamento né di senso, né di tempo tra il lento e freddo passaggio del ragno nei video e la texture fiabesca di quei fermo immagine. Pensiamoci, cos’è una fiaba esattamente, è una comfort zone, uno spazio senza rischio? No di certo. Dura fatica ad arrivare il lieto fine – e a volte non c’è – di un complicato intrico, vero e proprio rito di iniziazione, che passa per molti “E cammina, cammina…”, “E cerca, cerca…”. Allora non resta che arrendersi all’interezza della costruzione dell’artista che altro non è che il succedersi di descrizioni differenti di uno stesso percorso. Kant scriveva che l’immobilità è l’irruzione immediata dell’infinito nel finito e allora non resta che concludere che in questo movimento continuo e alternato in cui ci immerge Claudia Quintieri noi finiti proviamo a entrare nell’infinito. (Michela Becchis) Claudia Quintieri è nata a Roma nel 1975. Si è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo Storia dell’Arte Contemporanea. È artista, scrittrice e giornalista. Ha pubblicato i libri La voglia di urlare (2012), E così la bambina è caduta (2014), Palermo mon amour (2020), Raggiro del mondo in 80 giorni (firmato insieme a Giorgio Fabretti, 2020), Poesie di quarantena (2021). Lavora presso le riviste Inside Art, Art a part of cult(ure), Lebiennali.com, E-zine. In qualità di artista ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Carlo Gallerati - Galleria Gallerati - è lieto di presentare La fortuna e la lirica, una videoinstallazione di Claudia Quintieri a cura di Michela Becchis. La personale inaugura l'1 febbraio, mentre il finissage è l'11 febbraio con performance di Lino strangis. La Galleria Gallerati si trova in via Apuania 55 a Roma. “Nulla è dentro, nulla è fuori, poiché è dentro ciò che è fuori” (J. W. von Goethe) Cos’è la fortuna provando a guardarla con una luce fredda se non una forma visibile dell’inquietudine? Claudia Quintieri pone l’attenzione sulla fortuna, non nell’accezione quotidiana, ma piuttosto - lei che lavora anche sulla ricerca del senso e della risonanza delle parole - su quella antica di una forza che guida e spinge i destini degli esseri umani, ai quali distribuisce ciecamente tanto felicità, benessere, quanto infelicità e sventura. Si muove la fortuna nel lavoro di Claudia Quintieri, lentamente, scomponendosi e ricomponendosi, apparendo e sdoppiandosi e muovendosi genera inquietudine. L’inquietudine che lenta attraversa i video è una condizione esistenziale e legata a un'intima esigenza di cambiamento, di rinnovamento, di superamento. Ma un’inquietudine senza una forma produrrebbe forse molto spavento e alienazione, ecco quindi prendere la forma di un animale, quel ragno che pur mettendoci sempre un po’ di paura si affida ad un vezzeggiativo – il “ragnetto” - e si addossa la responsabilità di entrare in un varco che forse neanche si sa di aver aperto e che pure agisce i nostri pensieri, assume così un ruolo benefico, che spegne il timore e diventa fiabesco. Ma a ben guardare non è chi attraversa il video, le linee, le sinuosità ad accendere un possibile timore: non è un luogo sicuro questo luogo dove si muove il ragno, è lì il pericolo che va accettato, è lì che serve la mitologica tracotanza di Aracne per poter uscire illesi da un rovesciamento tra oggetto e spazio con cui Quintieri gioca mentre gioca con noi. Ecco quindi il voluto sdoppiamento che da un lato accende la freddezza elettronica, in cui il passaggio lento e inquietante del ragno sembra voler creare un rapporto totalmente razionale tra il suo passaggio e la reazione al suo passaggio, quasi che l’allarme fosse generato da ciò che oggi ci piace definire “algoritmo”. A questa freddezza si oppone la lirica, la stampa di frame voluta come se di colpo fossimo di fronte a delicatezze affettive, illustrazioni di una fiaba. Ma, ponendo attenzione, non esiste uno slittamento né di senso, né di tempo tra il lento e freddo passaggio del ragno nei video e la texture fiabesca di quei fermo immagine. Pensiamoci, cos’è una fiaba esattamente, è una comfort zone, uno spazio senza rischio? No di certo. Dura fatica ad arrivare il lieto fine – e a volte non c’è – di un complicato intrico, vero e proprio rito di iniziazione, che passa per molti “E cammina, cammina…”, “E cerca, cerca…”. Allora non resta che arrendersi all’interezza della costruzione dell’artista che altro non è che il succedersi di descrizioni differenti di uno stesso percorso. Kant scriveva che l’immobilità è l’irruzione immediata dell’infinito nel finito e allora non resta che concludere che in questo movimento continuo e alternato in cui ci immerge Claudia Quintieri noi finiti proviamo a entrare nell’infinito. (Michela Becchis) Claudia Quintieri è nata a Roma nel 1975. Si è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo Storia dell’Arte Contemporanea. È artista, scrittrice e giornalista. Ha pubblicato i libri La voglia di urlare (2012), E così la bambina è caduta (2014), Palermo mon amour (2020), Raggiro del mondo in 80 giorni (firmato insieme a Giorgio Fabretti, 2020), Poesie di quarantena (2021). Lavora presso le riviste Inside Art, Art a part of cult(ure), Lebiennali.com, E-zine. In qualità di artista ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.