“LABILE E CANGIANTE, la soglia in attesa è un progetto che attraversa tre nuclei di lavoro recenti, sviluppati tra il 2024 e il 2025, e che restituisce con chiarezza i cardini della pratica di Gonnelli. Il confine, nelle sue opere, non è mai una linea stabile o definitiva, ma una soglia: un luogo di passaggio, di tensione e di trasformazione, in cui presenza e assenza, visibile e invisibile, pieno e vuoto entrano in relazione. L’acqua – lago, fiume, superficie riflettente – diventa metafora privilegiata di questa condizione ambigua. Apparente barriera, custodisce al suo interno la possibilità del viaggio, del superamento, dell’altrove. Le installazioni dedicate al territorio del Lago d’Orta traducono il paesaggio reale in apparizioni simboliche, suoni primordiali e strutture leggere che trattengono tracce, memorie e leggende, restituendo un’esperienza sospesa tra percezione fisica e immaginazione. Elemento ricorrente della ricerca di Gonnelli è il velo, in particolare il velo d’organza, che non si configura mai come semplice supporto o scelta formale, ma come dispositivo concettuale. Il velo filtra, nasconde, trattiene, costringe lo sguardo a un movimento attivo, a un attraversamento fisico e mentale. Ogni opera si pone come soglia da varcare con il corpo e con lo sguardo, invitando lo spettatore a una partecipazione consapevole. Accanto a questi lavori, il tema dell’assenza emerge come presenza attiva e mai risolta. Mani protese, superfici nere, tessuti sovrapposti e immagini velate interrogano il vuoto, il lutto e la memoria individuale e collettiva. L’assenza non è negazione, ma spazio denso di significato, in cui ciò che manca continua ad agire e a trasformare lo spazio dell’opera e quello dell’osservatore”. Afferma Ignazio Fresu, artista e curatore della mostra
La mostra trova una naturale risonanza in Nistri 33, spazio indipendente nato da una presa di posizione etica contro le logiche espositive mercantili. Ospitato all’interno di uno studio condiviso, Nistri 33 promuove una pratica fondata su gratuità, condivisione e rispetto del lavoro artistico, restituendo all’arte una dimensione di esperienza, relazione e responsabilità. In questo contesto, il lavoro di Federica Gonnelli si inserisce come invito a sostare sulla soglia e a lasciarsi attraversare dalle sue possibilità.
La mostra riunisce opere installative, lavori su carta e interventi ambientali che dialogano tra loro attraverso una grammatica comune fatta di trasparenze, stratificazioni e attraversamenti.
Il confine viene indagato come spazio di relazione: tra individuo e collettività, tra storia e memoria, tra paesaggio reale e dimensione simbolica. Il visitatore è chiamato non solo a osservare, ma a esperire fisicamente l’opera, muovendosi nello spazio, attraversando veli, sostando in prossimità di soglie visive e concettuali.
Nistri 33 è uno spazio espositivo indipendente nato a Prato come risposta critica alle dinamiche delle mostre a pagamento.
Ospitato all’interno di uno studio condiviso, promuove una pratica fondata su gratuità, condivisione e rispetto del lavoro artistico, favorendo un rapporto diretto tra artista, opera e pubblico. Nistri 33 si configura come luogo di sperimentazione, dialogo e responsabilità culturale, in cui l’arte torna a essere esperienza viva e non prodotto.
Federica Gonnelli (Firenze, 1981) vive e lavora tra Firenze e Prato. Dopo la formazione al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha sviluppato una ricerca incentrata sulle relazioni tra corpo, spazio e tempo, da cui derivano riflessioni su identità, confine e memoria.
Elemento ricorrente del suo lavoro è il velo d’organza, utilizzato come dispositivo concettuale capace di attivare processi di attraversamento fisico e percettivo. Espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia e all’estero e partecipa a residenze d’artista, pratica centrale nel suo percorso. Dal 2023 è Accademica d’Onore dell’Accademia delle Arti del Disegno. Nel 2025 ha presentato la mostra personale Il nome dell’assente presso Studio Elisi, Livorno.