Duration
11 Apr 2025
Vernissage
Friday 11 Apr 2025 18:30
Location
Palazzo Velli Expo
Address
Via Sant'Egidio 10 - RM (Roma) [RM]
Artists
Curators
Author
Venderequadri.it
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Codice evento GIEMC - ID 241
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L'arte visiva incontra la musica in un dialogo di colori, gesti e materia. La mostra “Evanescenza – Vibrazioni su juta” di Guendalina Dorata a cura di Marta Banci, è un viaggio sensoriale in cui il ritmo e l'armonia si trasformano in segni pittorici, pulsazioni di colore e superfici vibranti. Dorata, artista dall’approccio innovativo e sensibile, esplora il legame profondo tra suono e gesto pittorico, traducendo l’energia della musica in una danza visiva sulla tela. I suoi lavori, realizzati con acrilico steso a spatola su grandi tele di juta, si presentano come composizioni gestuali, in cui ogni tratto racconta un’emozione, ogni sfumatura evoca una vibrazione, e ogni segno imprime il ritmo del momento creativo. Come alcuni grandi maestri del Novecento – da Alberto Burri, che ne esaltava la matericità, a Antoni Tàpies, che ne sfruttava la trama per dare tridimensionalità all’opera – Guendalina Dorata sceglie la juta per la sua capacità di amplificare il gesto pittorico. Questa superficie grezza e imperfetta accoglie il colore in modo inaspettato, rendendo ogni opera unica e irripetibile. L’artista stessa afferma: “La juta ha una propria voce, una resistenza che dialoga con il mio gesto. Ogni pennellata diventa una lotta e una scoperta, una vibrazione che si imprime sulla tela come una nota su uno spartito.” Le opere si sviluppano con un’armonia cromatica essenziale: quasi sempre due colori per ogni quadro, scelti per evocare contrasti e assonanze emotive, come in una composizione musicale. Blu su nero, rosso su bianco, nero e grigio: ogni accostamento risuona con una propria frequenza, traducendo il suono in un impatto visivo immediato e profondo. L’azione pittorica dell’artista è istintiva e diretta: ampie spatolate si sovrappongono e si interrompono, creando dinamismi visivi che richiamano il movimento della danza. Le grandi dimensioni delle tele permettono all’artista di lavorare con il corpo intero, in una performance pittorica che coinvolge spazio e materia. "La musica è un’onda invisibile che ci attraversa, un ritmo che vibra nell’anima e si imprime sulla tela". Questo è il cuore pulsante del progetto secondo l’artista, tutto nasce dal desiderio di tradurre il suono in colore, il ritmo in movimento e l’armonia in forma. Emblematica l’opera “Chiave di violino”: una chiave di violino emerge dalla juta come un simbolo universale della musica, un segno che unisce suono e immagine in un’unica esperienza sensoriale. Con “Evanescenza – Vibrazioni su juta”, Dorata invita il pubblico a vedere la musica, a sentire la pittura, a lasciarsi trasportare dalle onde cromatiche che danzano sulla tela. Un’occasione unica per immergersi in un universo in cui il segno diventa ritmo, il colore diventa melodia e la juta risuona come uno strumento antico, pronto a raccontare nuove storie attraverso il tocco dell’artista.
L'arte visiva incontra la musica in un dialogo di colori, gesti e materia. La mostra “Evanescenza – Vibrazioni su juta” di Guendalina Dorata a cura di Marta Banci, è un viaggio sensoriale in cui il ritmo e l'armonia si trasformano in segni pittorici, pulsazioni di colore e superfici vibranti. Dorata, artista dall’approccio innovativo e sensibile, esplora il legame profondo tra suono e gesto pittorico, traducendo l’energia della musica in una danza visiva sulla tela. I suoi lavori, realizzati con acrilico steso a spatola su grandi tele di juta, si presentano come composizioni gestuali, in cui ogni tratto racconta un’emozione, ogni sfumatura evoca una vibrazione, e ogni segno imprime il ritmo del momento creativo. Come alcuni grandi maestri del Novecento – da Alberto Burri, che ne esaltava la matericità, a Antoni Tàpies, che ne sfruttava la trama per dare tridimensionalità all’opera – Guendalina Dorata sceglie la juta per la sua capacità di amplificare il gesto pittorico. Questa superficie grezza e imperfetta accoglie il colore in modo inaspettato, rendendo ogni opera unica e irripetibile. L’artista stessa afferma: “La juta ha una propria voce, una resistenza che dialoga con il mio gesto. Ogni pennellata diventa una lotta e una scoperta, una vibrazione che si imprime sulla tela come una nota su uno spartito.” Le opere si sviluppano con un’armonia cromatica essenziale: quasi sempre due colori per ogni quadro, scelti per evocare contrasti e assonanze emotive, come in una composizione musicale. Blu su nero, rosso su bianco, nero e grigio: ogni accostamento risuona con una propria frequenza, traducendo il suono in un impatto visivo immediato e profondo. L’azione pittorica dell’artista è istintiva e diretta: ampie spatolate si sovrappongono e si interrompono, creando dinamismi visivi che richiamano il movimento della danza. Le grandi dimensioni delle tele permettono all’artista di lavorare con il corpo intero, in una performance pittorica che coinvolge spazio e materia. "La musica è un’onda invisibile che ci attraversa, un ritmo che vibra nell’anima e si imprime sulla tela". Questo è il cuore pulsante del progetto secondo l’artista, tutto nasce dal desiderio di tradurre il suono in colore, il ritmo in movimento e l’armonia in forma. Emblematica l’opera “Chiave di violino”: una chiave di violino emerge dalla juta come un simbolo universale della musica, un segno che unisce suono e immagine in un’unica esperienza sensoriale. Con “Evanescenza – Vibrazioni su juta”, Dorata invita il pubblico a vedere la musica, a sentire la pittura, a lasciarsi trasportare dalle onde cromatiche che danzano sulla tela. Un’occasione unica per immergersi in un universo in cui il segno diventa ritmo, il colore diventa melodia e la juta risuona come uno strumento antico, pronto a raccontare nuove storie attraverso il tocco dell’artista.