Duration
03-22 May 2025
Vernissage
Saturday 03 May 2025 18:00
Location
Galleria d'arte contemporanea Studio C
Address
via Giovanni Campesio, 39 - Piacenza [PC]
Artists
Curators
Author
lucianocarini
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Codice evento FDEMK - ID 222
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Galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” Via Giovanni Campesio, 39 29121 Piacenza Tel: 348-8703060 E mail: studio.c.immagine@gmail.com MOSTRA PERSONALE DI KARIN MONSCHAUER TESSITURA DI FORME E COLORI 3 – 22 MAGGIO 2025 Alla Galleria d'Arte Contemporanea “Studio C” di Piacenza, in via Giovanni Campesio 39, si inaugura sabato 3 maggio, alle ore 18, la mostra personale di Karin Monschauer dal titolo “Tessitura di Forme e Colori”. Nata in Lussemburgo, ma attualmente residente a Muralto, in Svizzera, Karin Monschauer è ormai un nome importante del panorama artistico internazionale e vanta dunque un variegato e interessante curriculum critico-espositivo fatto di mostre, personali e collettive, tenute in tutta Italia, nelle principali capitali d'Europa e poi a New York, Stati Arabi Uniti, Corea del Sud ecc. Interessante e degna di attenzione anche la sua formazione perchè non accademica, non legata a nessun maestro più o meno noto, ma costruita giorno dopo giorno attraverso l'applicazione costante, la ricerca, la visita attenta e metodica a musei e pinacoteche: pittura, dunque, intesa non soltanto come momento di ispirazione e contemplazione, ma anche come conoscenza e mestiere, esperienza e lavoro. Attraverso la pittura Karin Monschauer esprime le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue ansie e i problemi dei nostri giorni, quelli umani, sociali ed esistenziali. La pittura, dunque, come elemento fondamentale di vita, strumento indispensabile per comunicare e trasmettere idee, pensieri e messaggi. Un impegno creativo, quello della nostra artista, non condizionato dalle mode del momento ma che, al contrario, segue solo ed esclusivamente il filo delle sue emozioni e delle sue sensazioni, del suo “fare artistico” e che si traduce quindi in un eclettismo stilistico ed in un sincretismo pittorico che le consentono di attingere liberamente da più parti e/o dai più svariati Movimenti artistici della nostra contemporaneità conservando sempre intatta la sua autonomia e libertà espressiva, la sua forza interiore e personalità. Così nella sua vasta produzione troviamo presenti tantissime e diversificate tecniche, dal disegno al pastello, dalla pittura ad olio al mosaico, dal ricamo all’arte digitale. Certamente Karin ha sentito il fascino dell'Astrattismo Geometrico dove si annulla ogni riferimento con il reale, dove tutto diventa forma e colore e la sua ricerca si è dunque rivolta pienamente alla costruzione geometrica delle forme, alla luce e al colore intesi come protagonisti quasi assoluti delle sue costruzioni. Un ricerca lunga e costante, quella di Karin, portata avanti con metodo e rigore quasi scientifici, seguendo sempre il filo diretto dei suoi pensieri, del suo linguaggio, del suo modo di intendere e concepire la comunicazione artistica. Le sue opere attuali si presentano allora come un armonico insieme di forme e colori al cui interno scorrono segni, percorsi e traiettorie dove si uniscono cuore e ragione, riflessione e sentimento. In esse c'è sempre grande attenzione alla geometria, alla costruzione e al movimento astratto delle forme che si rincorrono sui supporti in un gioco straordinario e piacevole fatto di incastri e sovrapposizioni, di improvvise interruzioni e ripartenze. Guardando questi lavori il pensiero, quasi istintivamente, corre a Piet Mondrian e a Paul Klee, al Costruttivismo e al Neoplasticismo, ma Karin si affranca da tutto questo per il suo scatto inventivo, per la sua lucida e fervida creatività capace di rompere i freddi schemi della geometria e rendersi completamente autonomo, libero e personale. Allora i percorsi visivi che si rincorrono all'interno dei dipinti, passando e oltrepassando le forme colorate facendo emergere anche memorie di realtà, diventano un gioco dell'occhio e della mente, un vero e proprio esercizio oculo-mentale e ogni osservatore ne può seguire le traccia fino alla loro meta finale. Interessanti e coinvolgenti, poi, alcune opere dell’artista quando, con un ulteriore scatto di fantasia e creatività, dilata le forme e i tracciati, amplia le visioni e gli spazi creando un Unicum visivo dove Astratto geometrico e Informale sembrano convivere in modo assolutamente naturale ed armonico. Ecco allora che in queste opere la linea e la costruzione geometrica sembrano di colpo interrompersi dando luogo ad una interessante ed imprevedibile metamorfosi segnica che si trasforma in pura riflessione cromatica dove tutto è luce e colore, vibrazione e profondità. In questi casi anche la materia utilizzata diventa morbida e pastosa e sugli sfondi si aprono improvvisi squarci di luce, fluttuanti e morbide pennellate, spontanee ed eleganti cascate cromatiche. Tutto, insomma, in questa bravissima artista, è luce e colore, e tutto si svolge e si risolve in una gradualità di toni e semitoni, di tinte calde e fredde, chiare e scure, che catturano l’osservatore per immergerlo in una dimensione che spesso diventa irreale, letteralmente sospesa tra visione e realtà. La rassegna, che sarà illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 22 maggio.
Galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” Via Giovanni Campesio, 39 29121 Piacenza Tel: 348-8703060 E mail: studio.c.immagine@gmail.com MOSTRA PERSONALE DI KARIN MONSCHAUER TESSITURA DI FORME E COLORI 3 – 22 MAGGIO 2025 Alla Galleria d'Arte Contemporanea “Studio C” di Piacenza, in via Giovanni Campesio 39, si inaugura sabato 3 maggio, alle ore 18, la mostra personale di Karin Monschauer dal titolo “Tessitura di Forme e Colori”. Nata in Lussemburgo, ma attualmente residente a Muralto, in Svizzera, Karin Monschauer è ormai un nome importante del panorama artistico internazionale e vanta dunque un variegato e interessante curriculum critico-espositivo fatto di mostre, personali e collettive, tenute in tutta Italia, nelle principali capitali d'Europa e poi a New York, Stati Arabi Uniti, Corea del Sud ecc. Interessante e degna di attenzione anche la sua formazione perchè non accademica, non legata a nessun maestro più o meno noto, ma costruita giorno dopo giorno attraverso l'applicazione costante, la ricerca, la visita attenta e metodica a musei e pinacoteche: pittura, dunque, intesa non soltanto come momento di ispirazione e contemplazione, ma anche come conoscenza e mestiere, esperienza e lavoro. Attraverso la pittura Karin Monschauer esprime le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue ansie e i problemi dei nostri giorni, quelli umani, sociali ed esistenziali. La pittura, dunque, come elemento fondamentale di vita, strumento indispensabile per comunicare e trasmettere idee, pensieri e messaggi. Un impegno creativo, quello della nostra artista, non condizionato dalle mode del momento ma che, al contrario, segue solo ed esclusivamente il filo delle sue emozioni e delle sue sensazioni, del suo “fare artistico” e che si traduce quindi in un eclettismo stilistico ed in un sincretismo pittorico che le consentono di attingere liberamente da più parti e/o dai più svariati Movimenti artistici della nostra contemporaneità conservando sempre intatta la sua autonomia e libertà espressiva, la sua forza interiore e personalità. Così nella sua vasta produzione troviamo presenti tantissime e diversificate tecniche, dal disegno al pastello, dalla pittura ad olio al mosaico, dal ricamo all’arte digitale. Certamente Karin ha sentito il fascino dell'Astrattismo Geometrico dove si annulla ogni riferimento con il reale, dove tutto diventa forma e colore e la sua ricerca si è dunque rivolta pienamente alla costruzione geometrica delle forme, alla luce e al colore intesi come protagonisti quasi assoluti delle sue costruzioni. Un ricerca lunga e costante, quella di Karin, portata avanti con metodo e rigore quasi scientifici, seguendo sempre il filo diretto dei suoi pensieri, del suo linguaggio, del suo modo di intendere e concepire la comunicazione artistica. Le sue opere attuali si presentano allora come un armonico insieme di forme e colori al cui interno scorrono segni, percorsi e traiettorie dove si uniscono cuore e ragione, riflessione e sentimento. In esse c'è sempre grande attenzione alla geometria, alla costruzione e al movimento astratto delle forme che si rincorrono sui supporti in un gioco straordinario e piacevole fatto di incastri e sovrapposizioni, di improvvise interruzioni e ripartenze. Guardando questi lavori il pensiero, quasi istintivamente, corre a Piet Mondrian e a Paul Klee, al Costruttivismo e al Neoplasticismo, ma Karin si affranca da tutto questo per il suo scatto inventivo, per la sua lucida e fervida creatività capace di rompere i freddi schemi della geometria e rendersi completamente autonomo, libero e personale. Allora i percorsi visivi che si rincorrono all'interno dei dipinti, passando e oltrepassando le forme colorate facendo emergere anche memorie di realtà, diventano un gioco dell'occhio e della mente, un vero e proprio esercizio oculo-mentale e ogni osservatore ne può seguire le traccia fino alla loro meta finale. Interessanti e coinvolgenti, poi, alcune opere dell’artista quando, con un ulteriore scatto di fantasia e creatività, dilata le forme e i tracciati, amplia le visioni e gli spazi creando un Unicum visivo dove Astratto geometrico e Informale sembrano convivere in modo assolutamente naturale ed armonico. Ecco allora che in queste opere la linea e la costruzione geometrica sembrano di colpo interrompersi dando luogo ad una interessante ed imprevedibile metamorfosi segnica che si trasforma in pura riflessione cromatica dove tutto è luce e colore, vibrazione e profondità. In questi casi anche la materia utilizzata diventa morbida e pastosa e sugli sfondi si aprono improvvisi squarci di luce, fluttuanti e morbide pennellate, spontanee ed eleganti cascate cromatiche. Tutto, insomma, in questa bravissima artista, è luce e colore, e tutto si svolge e si risolve in una gradualità di toni e semitoni, di tinte calde e fredde, chiare e scure, che catturano l’osservatore per immergerlo in una dimensione che spesso diventa irreale, letteralmente sospesa tra visione e realtà. La rassegna, che sarà illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 22 maggio.