Paolo Bielli

DAL FONDO

Curated by Andrea Iezzi
DAL FONDO
Duration
11-17 Apr 2024
Vernissage
Thursday 11 Apr 2024 18:00
Location
AOC F58 Galleria Bruno Lisi
Address
Via Flaminia 58 - Roma [RM]
Artists
Curators
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Codice evento EVEMT - ID 618
Translation not available, Italian version shown
I collages con i pugili di Bielli iniziano nel 2017, sempre nel rapporto creativo con Enzo Mazzarella. Le immagini scelte dall'artista fanno parte di un repertorio di "anciens boxeurs", fotografati tra la fine dell'800 e la metà del '900. Sono immagini in qualche misura "archeologiche": gli interventi con inserti di colori le trasformano in scene leziose, nelle quali il cerchio, tracciato sull'immagine, rimanda alle antiche lezioni di Strazza. Nella galleria AOC F58, Bielli espone cinquanta opere, collage che assemblano antiche fotografie, incisioni, disegni e stoffa, con estrema libertà espressiva. Il camouflage di cui parlava Pancotto nel 2005 è diventato ancora più raffinato e accorto (come per la profondità suggerita nel titolo). L'artista capovolge il significato delle immagini vintage, accostando con leggerezza sagome e materiali; rende così la lotta tra gli uomini e il sangue un teatro di gesti e colori, sovvertendo e demistificando qualunque messaggio di violenza. In uno dei collages l'artista cita se stesso, con l'inserto di quell'opera Ring, da cui è nata l'evoluzione tematica successiva. In occasione del vernissage, l'11 aprile, Bielli darà vita a una performance nel solco tracciato dal suo artista-personaggio con le opere. Egli collocherà sulla parete di fondo della galleria sette sagome (di cui era prima rivestito), che idealmente rappresentano i vari tipi etnici umani. Tali sagome appese verranno percosse sonoramente da tredici medaglie. Infine l'artista-puglie si sfilerà e getterà dalla testa la corona della vittoria. Bielli intende sovvertire l'affanno per il successo che caratterizza il nostro agire contemporaneo, invitando il visitatore alla pace e alla gentilezza, a essere pugili dai guanti di velluto. tratto dal testo critico di Andrea Iezzi