Duration
18 Sep-15 Oct 2025
Vernissage
Thursday 18 Sep 2025 17:30
Location
Spazio Thetis
Address
Castello 2737f -Arsenale Nuovissimo - Bacini - Venezia [VE]
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Codice evento AIEMR - ID 116
Translation not available, Italian version shown
La nuova mostra di Walter Davanzo a Spazio Thetis, Sulle tracce dell’infanzia (a cura di Saverio Simi De Burgis), porta al centro uno dei temi più profondi e costanti della sua ricerca: il legame tra memoria personale e dimensione universale. Autodidatta, ma segnato dall’incontro decisivo con Carmelo Zotti, Davanzo ha costruito negli anni un percorso pittorico che intreccia esperienze di vita, viaggi e suggestioni culturali. Dal Sud America al Marocco, dalla Francia alla lunga permanenza a Berlino negli anni ’90, la sua ricerca si è arricchita di influenze che hanno alimentato un linguaggio pittorico polimorfico, radicato nell’esperienza esistenziale. La mostra non si presenta come un’antologica, ma come un capitolo centrale del suo percorso: le opere, spesso nate da vecchie fotografie scolastiche, trasformano il ricordo in immagini condivise, capaci di toccare archetipi collettivi. Tra lirismo ed espressionismo, con richiami a Bacon, Richter e Dumas, Davanzo restituisce alla pittura un ruolo di contenuto, oltre che di forma. Il risultato è un “album collettivo” che invita ogni visitatore a riconoscere nei segni e nei colori dell’artista frammenti della propria infanzia, in un dialogo costante tra ironia, malinconia e vitalità.
La nuova mostra di Walter Davanzo a Spazio Thetis, Sulle tracce dell’infanzia (a cura di Saverio Simi De Burgis), porta al centro uno dei temi più profondi e costanti della sua ricerca: il legame tra memoria personale e dimensione universale. Autodidatta, ma segnato dall’incontro decisivo con Carmelo Zotti, Davanzo ha costruito negli anni un percorso pittorico che intreccia esperienze di vita, viaggi e suggestioni culturali. Dal Sud America al Marocco, dalla Francia alla lunga permanenza a Berlino negli anni ’90, la sua ricerca si è arricchita di influenze che hanno alimentato un linguaggio pittorico polimorfico, radicato nell’esperienza esistenziale. La mostra non si presenta come un’antologica, ma come un capitolo centrale del suo percorso: le opere, spesso nate da vecchie fotografie scolastiche, trasformano il ricordo in immagini condivise, capaci di toccare archetipi collettivi. Tra lirismo ed espressionismo, con richiami a Bacon, Richter e Dumas, Davanzo restituisce alla pittura un ruolo di contenuto, oltre che di forma. Il risultato è un “album collettivo” che invita ogni visitatore a riconoscere nei segni e nei colori dell’artista frammenti della propria infanzia, in un dialogo costante tra ironia, malinconia e vitalità.