Mauro Ceolin

MARAVEE MIND 2017

A cura di Sabrina Zannier
MARAVEE MIND 2017
Tipologia
Artisti
Curatori
Generi
Video Art
Periodo
25 Ago 2017
Vernissage
Venerdì 25 Ago 2017 21:00
Location
Indirizzo
- Villacaccia di Lestizza [UD]
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Codice LRVEMQ - ID 2068 - UM 2017-08-23 08:18:45
Qual è il confine tra Ragione e Passione, tra raziocinio progettuale e dedizione passionale? Quali sono i percorsi della mente quando ricerca, crea e mette in scena una poetica rivolta all’altro e all’ambiente? Intitolata MARAVEE MIND, la 16° edizione del Festival Maravee propone un intrigante viaggio nella mente creativa e lo annuncia con l’evento di Preview, che si terrà venerdì 25 agosto alle ore 21.00 all’Agriturismo Ai Colonos di Villacaccia di Lestizza (in caso di forte pioggia l’appuntamento slitta a sabato 26). “Il comportamento sociale degli animali videoludici – Colonos Studies” è il diorama performativo ideato e diretto dall’artista visivo Mauro Ceolin, con il supporto coreografico di Martina Tavano, l’intervento performativo delle danzatrici Francesca Masala, Erica Mattioni e la stessa Tavano, con la collaborazione dell’Associazione Danza e Balletto Udine, la lettura attoriale di Fabiano Fantini e l’accompagnamento musicale di U.T. Gandhi alle percussioni & live electronics. Grazie alla collaborazione dell’Associazione culturale Colonos e del Comune di Lestizza, il Festival ideato e diretto da Sabrina Zannier, gestito dall’Associazione culturale Maravee con il sostegno della Regione, del main sponsor Gervasoni e dei Comuni di Gemona del Friuli e Lignano Sabbiadoro approda nel cortile di Lestizza con un progetto che sposa il tema di Maravee Mind e di Avostanis 2017. Il progetto di Ceolin - primo artista italiano che ha studiato il linguaggio del videogioco in relazione con studi di zoologia e altri ambiti scientifici e comportamentali - è un dispositivo di ricerca che analizza e rielabora alcuni atteggiamenti interni al videogioco Spore, pubblicato nel 2008 e divenuto ormai di culto. E’ una mise-en-scène sul comportamento degli animali tra natura e videogame, che dopo il progetto realizzato per Maravee Ludo 2016 - confluito nella performance di quattro danzatrici che hanno incarnato le spoglie animalesche di personaggi sedimentati nel nostro immaginario collettivo (Snoopy, Pikaciu, Totoro e Mickey Mouse) - affronta il loro comportamento sociale: riproduzione, alimentazione, attacco del villaggio… Nato dal Laboratorio performativo aperto alla collettività territoriale per cinque giorni, attivando una dialettica permanente con i partecipanti, l’intero processo di quest’opera si pone come una “scultura culturale e sociale” che annuncia il tema di Maravee Mind - mettendo in scena le ragioni progettuali di passioni rivolte all’attenzione ambientale nella relazione costruttiva tra originarietà del mondo animale e linguaggio digitale - calandosi nella realtà dei Colonos con un puntuale riferimento al tema della rassegna Avostanis 2017, incentrata sul crescente fenomeno degli spazi abbandonati/vuoti in conseguenza di una grande frattura economico-sociale. Il diorama, infatti, riporta nel cortile gli animali che un tempo lo abitavano, ammiccando però ai nostri “cortili contemporanei”, videoludici e immateriali. Ne rimettono in scena la loro vita sociale, su corpi umani le cui gesta e posture derivano dalla confluenza tra memoria zoologica e animazione da videogame. Rispetto alla fase progettuale dello scorso anno, che puntava l’attenzione sulle modalità ludiche, Ceolin si avvale di nuovi segmenti investigativi: la voce narrante, per svelare il pensiero progettuale; la performance musicale, per suonare la temporalità dell’opera; la pluralità di stazioni visive, per segnare lo spazio delle azioni nella fase “tribù” del videogame in esame, a cominciare dal tableaux-vivant a ridosso del Tempio Vegetale di Giuliano Mauri, l’artista degli intrecci vegetali (scomparso nel 2009) che nel 2005 aveva inaugurato l’opera - realizzata da un gruppo di volontari – con l’intento di farne un luogo sacrale, d’incontro e riflessione. Anche lui aperto alla partecipazione collettiva, in direzione di un’estetica partecipata, perché, come scrive Ceolin, “...l'arte non può più essere un esercizio intracranico ma un processo mentale collettivo”.
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