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Le opere che Rasha Amin presenta al Wall nascono da una pratica pittorica intesa come ricerca di equilibrio e pienezza interiore. Artista egiziana nata e cresciuta al Cairo, Amin attinge a un patrimonio culturale profondo e stratificato, che emerge in queste opere attraverso un linguaggio simbolico essenziale e fortemente evocativo.
I lavori esposti sono caratterizzati da composizioni frontali e simmetriche, costruite attorno a forme centrali che ricordano emblemi o icone contemporanee. Motivi floreali, elementi vegetali e anatomie stilizzate si fondono in immagini sospese, dove la natura diventa metafora di trasformazione, rinascita e continuità. L’uso calibrato del colore e dei fondi opachi, insieme a inserti dorati, conferisce alle superfici una qualità preziosa e meditativa, rafforzando la dimensione contemplativa dell’opera.
Al centro di queste opere emerge una riflessione sull’esperienza femminile, intesa come forza silenziosa e resiliente. Le figure, quando presenti, non sono individualità definite ma presenze simboliche, archetipi che incarnano delicatezza, vulnerabilità e complessità emotiva. Anche nei lavori più astratti, la dimensione del corpo resta evocata, suggerita attraverso ritmi formali e corrispondenze organiche.
Nel contesto del Wall, le opere di Rasha Amin funzionano come soglie visive: immagini dense e concentrate che invitano a rallentare lo sguardo e a entrare in relazione con un tempo diverso. Più che raccontare, questi lavori propongono un’esperienza sensibile, aprendo un dialogo empatico che trascende i confini culturali e identitari.