21Art: aperta la nuova sede a Roma e presentato il programma esp

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È stato presentato a Roma, in occasione dell’apertura della nuova sede in Largo della Fontanella di Borghese n. 89, il programma 2026 di 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin.
Tipologia
Presentazione progetto
Generi
Pittura
Periodo
28 Gen 2026
Location
21Art Roma
Indirizzo
Largo della Fontanella di Borghese 89 - 00186 Roma [] Italia
Ulteriori informazioni
Contatti
Autore
CSArt
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Codice KZIEMI - ID 3716 - UM 2026-01-28 14:53:54

È stato presentato a Roma, in occasione dell’apertura della nuova sede in Largo della Fontanella di Borghese n. 89, oggetto di un importante intervento di ristrutturazione firmato dal collettivo Fosbury Architecture, il programma 2026 di 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin.

Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a Roma, Padova e Treviso. È inoltre imminente l’apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi di Milano e Cortina d’Ampezzo.

«L’apertura della sede romana segna un nuovo passo nello sviluppo della rete di 21Art, un progetto che sta crescendo rapidamente grazie al prezioso sostegno di Alessandro Benetton, che per primo ha creduto nelle nostre potenzialità. Insieme, abbiamo coinvolto importanti collezionisti e imprenditori, istituzioni, fondazioni e operatori di settore», dichiara il Ceo Davide Vanin. «Il nostro piano di sviluppo prevede l’apertura di gallerie ex novo, come nel caso di Padova, ma anche l’integrazione di gallerie già esistenti, come nel caso di Roma. Oggi la sede storica di Galleria Mucciaccia in Largo della Fontanella di Borghese passa a 21Art, consentendoci di acquisire nuove professionalità e competenze, di cui potranno usufruire tutte le sedi del gruppo».

Il programma espositivo di 21Art per il 2026 prevede otto mostre già calendarizzate: dal 13 febbraio la personale di Pascale Marthine Tayou nella sede di Treviso, in collaborazione con Galleria Continua; dal 16 aprile la mostra di Ahmet Güneştekin presso 21Art Roma; il 22 e il 23 aprile le esposizioni di Pier Paolo Calzolari a Treviso e di Piero Pizzi Cannella a Padova; in primavera la personale di Jan Fabre che inaugurerà la sede di Montecarlo. Nel mese di settembre saranno inoltre organizzate le esposizioni di Pier Paolo Calzolari a Montecarlo, Gonzalo Borondo a Treviso e Ahmet Güneştekin a Padova.

«Un programma – dichiara il direttore artistico Cesare Biasini Selvaggi – che evidenzia le scelte e la politica culturale di 21Art, dagli artisti emergenti agli “established”, dagli italiani agli internazionali: alcuni degli autori sono direttamente rappresentati da 21Art, mentre con altri verrà condiviso un percorso in partnership con le loro gallerie di riferimento. Tutte le mostre prodotte da 21Art circuiteranno nelle varie sedi della galleria con progetti curatoriali dedicati. Realizzeremo inoltre una mostra collettiva annuale di scouting nei diversi continenti. Le prime due, rubricate nel biennio 2026-2027, riguarderanno un focus sull’Africa e uno sull’America Latina con il coinvolgimento di istituzioni e curatori-advisor locali».

Ogni mostra sarà accompagnata da una pubblicazione, inserita in una collana di un primario editore d’arte di settore, che rappresenti un contributo di studio e ricerca sugli artisti protagonisti oltre l’occasionalità del tradizionale catalogo di mostra.

Il progetto di 21Art include inoltre un programma di residenze d’artista sviluppato in sinergia con partner industriali di rilievo. Tra questi figurano il gruppo Zoppas Industries, riferimento mondiale nei sistemi di riscaldamento elettrico sostenibile, e Sipa, realtà del medesimo gruppo specializzata in tecnologie per il packaging in PET.

Ad ogni sede di 21Art è affiancato un members club – 21Art Club – ovvero un’innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. L’organizzazione di salotti culturali con cadenza mensile, pensati come momenti di dialogo, approfondimento e avvicinamento all’arte contemporanea, consente a collezionisti e neofiti di incontrare voci autorevoli del presente, accedendo inoltre a servizi professionali di advisory, catalogazione delle opere e gestione delle collezioni. La galleria rappresenta anche un luogo di relazione, aggregazione, scambio e confronto tra i members del Club, in cui coltivare il comune interesse per l’arte e la cultura.

Nel 2025 è stata inoltre lanciata l’App 21Art, disponibile per ios e android, con tutte le informazioni e gli aggiornamenti relativi al programma della galleria. Scaricabile da tutti, l’applicazione consente ai members del club di accedere a funzionalità e servizi riservati.

La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso.

Negli spazi di 21Art Roma viene presentata, fino al 24 aprile 2026, una panoramica delle opere degli artisti di 21Art: Valerio Adami, Gonzalo Borondo, Pier Paolo Calzolari, Mario Ceroli, Jan Fabre, Ahmet Gunestekin, Ania Hobson, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella, Emma Talbot. Dieci autori, diversi per esperienza e linguaggio, dall’Arte Povera alla pittura aniconica e all’arte pubblica.

Autori come Pier Paolo Calzolari e Mario Ceroli utilizzano la superficie come materia viva e tridimensionale, Jan Fabre, Piero Pizzi Cannella, Valerio Adami e Ahmet Gunestekin costruiscono narrazioni attraverso segni carichi di memoria e mitologia, come anche Emma Talbot, il cui lavoro è incentrato sull’universo femminile. Gonzalo Borondo (presto in mostra al Museo Villa Stuck di Monaco di Baviera) sperimenta materiali e supporti innovativi, mentre Cristiano Pintaldi con i pixel dipinti proietta l'immagine digitale e tecnologica nella tradizione del dipinto, infine Ania Hobson (che ha recentemente esposto da Hauser & Wirth) dipinge tele nelle quali guarda con occhio poetico alla vita di tutti i giorni.

21Art Roma è aperta al pubblico da lunedì a sabato con orario 10.00-19.30, chiuso 5 e 6 aprile 2026. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 06 69923801, roma@21art.it, https://twentyoneart.com/.

Dal 6 all’8 febbraio 2026 21Art parteciperà alle 49esima edizione di Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d’arte italiane, portando a Bologna, nella Main Section, un dialogo inedito tra Jan Fabre e Gonzalo Borondo.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a Roma, Padova e Treviso. È inoltre imminente l’apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi Milano e Cortina d’Ampezzo. La vision di 21Art è di sostenere e far emergere artisti che propongano nuovi approcci all’arte, ponendo particolare attenzione al periodo tra il XX e il XXI secolo, sia attraverso la stretta e costante collaborazione con istituzioni e fondazioni, al fine di organizzare mostre di qualità museale, sia coltivando i rapporti con i curatori, al fine di definire e sostenere la carriera degli artisti e rendere visibili le loro opere a livello internazionale. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Nel 2025 il gruppo ha rinnovato la propria corporate identity per esprimere in modo più efficace visione e valori. Il passaggio da 21Gallery a 21Art segna la volontà di abbracciare un ambito più ampio e articolato, che affianca all’attività di galleria le residenze d’artista, l’attività di scouting, i progetti editoriali, i salotti culturali e i servizi rivolti ai collezionisti. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023. Se ogni galleria nasce come uno spazio unico, con un carattere proprio e in dialogo con il contesto in cui si inserisce, il club è invece pensato come un luogo identitario, che accomuna tutte le sedi: dalla scelta cromatica all’organizzazione degli spazi, suddivisi in foyer d’ingresso dedicato all’accoglienza, area bar e salotto. Tra superfici riflettenti, tonalità immersive e morbidi velluti, questa coerenza progettuale garantisce uno standard di accoglienza elevato e costante, capace di trasmettere appartenenza e familiarità.

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