Alessandra Rovelli

Alessandra Rovelli @ Wall

Alessandra Rovelli @ Wall
Opere recenti tra pittura e oggetto, realizzate con pigmenti, ossidi, carbone e cenere. Superfici stratificate evocano paesaggi interiori e tracce del tempo, invitando a una lettura lenta e contemplativa
Tipologia
Mostra personale
Artisti
Generi
Pittura
Periodo
27 Gen-02 Feb 2026
Vernissage
Martedì 27 Gen 2026 18:30-21:30
Location
Kou Gallery
Indirizzo
Via della Barchetta, 13 - 00186 Roma [RM] Italia
Accessibilità
Location accessibile ai disabili
Orari di apertura
Lun-Ven 10:00-19:00
Ulteriori informazioni
Contatti
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Codice evento KDIEMV - ID 3691

Le opere presentate appartengono a una ricerca recente e si collocano in un formato medio e medio-grande, sviluppandosi sia attraverso tele sia tramite Life-Box, elementi che ampliano la pittura verso una dimensione più oggettuale. In entrambi i casi, la superficie non è mai un semplice supporto, ma uno spazio di stratificazione e deposito, attraversato da segni, velature e abrasioni.

La tecnica si basa sull’uso di pigmenti e ossidi in polverecarbone e cenere, miscelati a basi acriliche. La materia pittorica risulta densa e irregolare, lasciando emergere una tensione costante tra controllo e casualità. Il colore non è mai puramente decorativo, ma profondamente legato alla sua componente fisica e tattile.

Le composizioni si articolano spesso in fasce orizzontali, che evocano orizzonti instabili, paesaggi interiori o superfici geologiche osservate in sezione. Le zone più chiare dialogano con campiture scure e compatte, creando passaggi graduali piuttosto che contrasti netti, come se ogni immagine fosse il risultato di un lento processo di trasformazione.

Nelle Life-Box, la profondità del supporto accentua la dimensione oggettuale dell’opera, che si presenta come un frammento estratto, quasi archeologico. La palette cromatica, volutamente contenuta, privilegia toni terrosi, grigi e blu profondi, favorendo una fruizione lenta e contemplativa.

Nel contesto di Wall, queste opere instaurano un dialogo silenzioso ma intenso con lo spazio, invitando l’osservatore a leggere le superfici come tracce, mappe incomplete o territori attraversati dal tempo, dove il significato rimane aperto e mai definitivamente fissato.

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