Espressione, quella di Gabriele Marchesi, che rivela senza dubbio grande maestria e abilità tecnica, ma che si veste anche di un alto valore simbolico.
Tipologia
Periodo
23 Mag-11 Giu 2015
Location
Indirizzo
Via Campesio, 39 - Piacenza - Italia []
Autore
lucianocarini
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Codice KALEMT - ID 3228 - UM 2015-05-12 19:34:53
Alla galleria d'arte contemporanea “Studio C” di via Campesio 39 si inaugura oggi, alle ore 18, la mostra personale di Gabriele Marchesi dal suggestivo titolo “La poesia del segno”.
Nato a Vidigulfo (PV) e residente a Casteggio, sempre in provincia di Pavia, Gabriele Marchesi è un artista di lunga esperienza, con alle spalle mostre e rassegne di livello nazionale e internazionale. Tra queste è senza dubbio da segnalare la sua recente partecipazione alla Triennale di Roma 2014 dove ha riscosso un grande e meritato successo. Interessante, e degno perciò di essere sottolineato, anche il suo percorso formativo che, anziché passare attraverso studi accademici più o meno altisonanti, si è invece sviluppato in solitudine, attraverso lo studio e la ricerca costante, la frequentazione di pinacoteche e musei, la collaborazione con artisti di buon nome e ottime capacità tecniche. Non pago, il nostro artista ha poi frequentato anche un corso di pittura e disegno presso la Scuola del Castello di Milano per approfondire e sviluppare meglio le conoscenze di questa nobile arte. Affascinato dalla “grande pittura” e in modo particolare dal nostro Rinascimento, possiamo veramente affermare che Gabriele Marchesi disegna e dipinge da una vita, fin da quando era bambino ricercando sempre novità e perfezione all’interno di quel variegato e complesso mondo definito, in modo molto sommario, “Pittura figurativa”. Ah, la pittura figurativa! Un tipo di espressione oggi alquanto dimenticato, o per lo meno non più alla “moda” forse perché praticato solo da pochi eletti o perché incredibilmente sostituito dall’Informale e dalle ultime tendenze del novecento siano esse di derivazione europea o d’oltreoceano. Eppure il “figurativo” e la capacità grafica (disegno) sono e restano la base dell’arte, il cuore e la sostanza di ogni espressione. Allora ancora più autentica e preziosa ci appare l’opera e la produzione di Gabriele Marchesi. Autentica perché controcorrente e quindi coraggiosa, moderna e rivoluzionaria. Preziosa perché tutta concentrata sul “segno” e la “forma”, sulla rappresentazione, quasi iperrealistica, di cose, oggetti e persone senza però tralasciare la sua libera interpretazione, il suo intimo sentire, la sua straordinaria capacità di entrare dentro le sfumature del reale e dell’animo umano. Ecco perchè le sue opere, pur nella fedele riproduzione della verità, non cedono mai alla scontata e banale narrazione e neppure al freddo e impersonale messaggio fotografico, ma restano invece sempre e profondamente autentiche, sentite e personali. E ancora, in questi lavori percorsi dal segno grafico minuzioso e preciso, lavorati e cesellati, si coglie non solo l’amore e la passione dell’autore per il suo nobile e alto “mestiere” e i soggetti rappresentati, ma anche la novità esecutiva allorché, forse attingendo dalla “pubblicità”, linguaggio veloce e immediato dei nostri giorni, sintetizza le visioni, si sofferma su qualche particolare o introduce una suggestiva nota di colore allo scopo di attirare l’attenzione dell’osservatore per portarlo a pensare, a riflettere sull’argomento proposto. Espressione, quella di Gabriele Marchesi, che rivela senza dubbio grande maestria e abilità tecnica, ma che si veste anche di un alto valore simbolico. Così i suoi volti e i suoi corpi, siano essi di giovani e avvenenti ragazze o di vecchi corrosi dalla fatica e dal peso degli anni, altro non vogliono essere che una cruda ma veritiera metafora del tempo, del suo scorrere lento e inesorabile. Il tempo che cambia cose, corpi e realtà, che muta vite e destini, che tutto ingloba e divora.
Allora l’espressione di questo nostro artista ci appare davvero moderna e contemporanea, perché capace di entrare nelle problematiche umane ed esistenziali dei nostri travagliati giorni con garbo ed eleganza, con delicata e raffinata poesia.
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, chiuderà l’undici giugno.