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Stato di Confine, la mostra-installazione di Matteo Attruia rappresenta l’esito pubblico del progetto partecipativo In Ascolto. Tracce lungo il margine, promosso da QuiAltrove Associazione ETS con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
Più che una mostra tradizionale, il progetto si configura come un’opera collettiva costruita attraverso un percorso che ha coinvolto diverse città del Friuli Venezia Giulia — Gorizia, Monfalcone, Palmanova, San Vito al Tagliamento e Trieste — attivando laboratori e incontri con giovani, donne migranti, anziani, rifugiati e persone in condizioni di fragilità.
Parole, disegni, segni e narrazioni raccolte durante i workshop sono stati rielaborati dall’artista in un’installazione che restituisce alla comunità le sue stesse voci, trasformando l’esperienza condivisa in un dispositivo visivo e concettuale.
Il cuore del progetto è il passaggio da “confine di Stato” a “stato di confine”: il limite non più come linea geografica, ma come condizione emotiva, politica e umana. In un territorio simbolicamente segnato dalla storia delle frontiere, il lavoro invita a riflettere sul confine come spazio di relazione e trasformazione.
Come osserva il critico Daniele Capra, nella ricerca di Attruia il linguaggio diventa uno strumento critico capace di ribaltare le convenzioni e aprire nuove possibilità di senso. In questo progetto l’artista compie inoltre un passaggio significativo nel proprio percorso: il suo ruolo si sposta dall’affermazione autoriale a una pratica di ascolto e restituzione.
Stato di Confine diventa così un esempio di come l’arte contemporanea possa attivare processi partecipativi e sociali, mettendo in dialogo creatività, territorio e comunità.