Inoltre, E-zine e di conseguenza Menexa Srl non sono responsabili per eventuali danni morali o materiali che possano derivare ai visitatori durante la partecipazione a tali eventi.
Primo Piano LivinGallery
presenta
GENERAZIONE DONNA: Cosmogonie Femminili Contemporanee
A cura di Dores Sacquegna
Si inaugura domenica 8 marzo 2026 alle ore 18:00 la mostra d’arte contemporanea GENERAZIONE DONNA: Cosmogonie Femminili Contemporanee a cura di Dores Sacquegna. In mostra le opere di venticinque artiste contemporanee capitanate dalla madrina salentina Rosamaria Francavilla per la XXXII edizione di Women’s Art Power. Durante l’opening, la sonorizzazione d’arte Silenzi, suoni e visioni del musicista e compositore di paesaggi sonori Giovanni Corvaglia, che restituisce centralità all’ascolto e trasforma la visita in un atto di presenza. L’evento organizzato da Primo Piano LivinGallery è visitabile sino al 20 marzo presso la Fondazione Palmieri a Lecce. Catalogo bilingue con testi della curatrice e di Toti Carpentieri.
LA MOSTRA E LE ARTISTE
Prendi un pezzo di cielo. Sappi che tutti insieme siamo parte l'uno dell'altro (Yoko Ono)
Il 2026 si apre sotto il simbolismo dell’Anno Universale, cifra dell’energia primigenia e dell’archetipo solare. È l’anno del seme che rompe la terra, del Guerriero di luce che inaugura un nuovo ciclo. Nel linguaggio astrologico, un trigono armonioso tra pianeti suggerisce fluidità, cooperazione tra forze celesti e un disegno simbolico che potremmo chiamare “Triangolo Magico” (materia, spirito e coscienza in dialogo). Da questo cielo simbolico nasce il progetto GENERAZIONE DONNA: Cosmogonie Femminili Contemporanee con un omaggio a tre figure iconiche che incarnano tre diverse modalità del femminile cosmico: Memoria con Louise Bourgeois (archetipo della Madre Cosmica - Terra); Ossessione con Yayoi Kusama (archetipo dell’infinito – Il Fuoco) e Partecipazione attiva con Yoko Ono (Archetipo del cielo – Aria). In mostra tre opere della collezione di Primo Piano.
L’eredità di queste figure viene oggi raccolta e rielaborata attraverso i linguaggi di ventidue artiste di differenti generazioni che rielaborano gli archetipi in una cosmogonia plurale del femminile articolata lungo cinque assi principali — mitologici, organici, vegetali, ibridi e identitari — e si intreccia e si contamina reciprocamente. E in questa costellazione di sguardi, il corpo diventa spazio simbolico, mito incarnato e territorio di trasformazione come accade nelle opere di Rosamaria Francavilla, la cui pratica artistica celebra la sostenibilità, il cibo, la biodiversità e la moda attraverso creazioni effimere in cui la materia viva – foglie, ortaggi, semi e fibre naturali – si trasforma in linguaggio estetico e concettuale. In mostra con tre opere di cui Il nido che richiama l’idea di protezione, origine, appartenenza e rinascita, l’Abito da sera, un abito scultoreo capace di mettere in discussione i concetti di consumo, bellezza e lusso e Madre Terra del Sud come omaggio alle radici contadine e al dolore. Intervista in catalogo.
Corpo-abito-paesaggio nella ricerca dell’artista americana Justine Giordano, che trasforma il suo abito da sposa in indumento rituale tra memoria e dissoluzione. L’abito abbandona la sua dimensione simbolica e diventa esoscheletro o protesi nelle opere dell’artista cinese Angel J. Qin. Il corpo è frammento, reliquia, scena con le opere dell’artista americana Georganne Aldrich Heller. Nel solco delle cosmogonie della Grande Madre, l’arte torna ad essere rito, esperienza trasformativa, atto di nascita simbolica nel grande libro Quando le sacerdotesse camminavano dell’artista americana Glen Rogers e ricco di simboli archetipici come il grembo, la spirale, il triangolo, il ragno tessitore di destini ma anche nell’installazione multimediale “Touch the Sky: La Grande Madre ci sogna nell’esistenza dell’artista americana Sandra Cohn, nel Dream Temple, progetto di teatro rituale, sciamanico e partecipativo dell’artista e regista tedesca Annette Assmy. La Madre Terra e la sessualità visti come archetipi universali nelle opere dell’artista ucraino-americana Yelena Kimelblat e l’utero primordiale nell’opera dell’artista cinese Victoria Yuanli Yuan.
Ogni opera è frammento e universo insieme, parte di un racconto che intreccia memoria, spiritualità e identità come nell’installazione Piccole Storie di Maria Luisa Imperiali o nella mappa Tracking di Virginia Ryan che attinge all’archetipo del serpente sacro in un gesto che diventa attraversamento tra continenti (Italia e Australia), tra tradizioni (occidentale e indiana), tra dimensione personale e collettiva. Terra fertile, ciclicità, confine, percorsi consci e inconsci nelle opere delle artiste americane Yelena Lev, Lark Pilinsky, Asya Fadeyeva, Tatiana Yartseva, Sara McKenzie, Nicole Martinelli e Dena Haden. Acqua, come dimora degli spiriti ancestrali nelle opere dell’artista italo-americana Felice Willat e nella video performance Ondina e gli spiriti delle acque dell’artista e regista francese Sandra Detourbet. Il sé mediato, bidimensionale, analogico emerge come dispositivo critico nell’opera Guardati mentre sei in cattività della giovane artista cinese Yuna Yudan Ding e nelle radiografie di Dark Insider I trasformate in materia poetica da Margherita Levo Rosenberg.
L’evento si configura come un atto corale di empowerment femminile: un universo cosmogonico composto da infiniti “puzzle di cielo” che, come affermava Yoko Ono, sono tutti parte l’uno dell’altro. La mostra è accompagnata tutti i giorni dalla sonorizzazione d’arte Silenzi, suoni e visioni di Giovanni Corvaglia. Un progetto immersivo de “Il Giardino di suoni” che nasce da un principio fondante: il silenzio come tela, il suono come colore.
Artiste e opere in mostra: Georganne Aldrich Heller; Annette Assmy; Louise Bourgeois; Sandra Cohn; Sandra Detourbet; Yuna Ding; Asya Fadeyeva; Rosamaria Francavilla; Justine Giordano; Dena Haden; Maria Luisa Imperiali; Yelena Kimelblat; Yayoi Kusama; Yelena Lev; Margherita Levo Rosenberg; Nicole Martinelli; Sara McKenzie; Yoko Ono; Lark Pilinksy; Angel Jiaqi Qin; Glen Rogers; Virginia Ryan; Tatiana Yartseva; Victoria Yuan; Felice Willat.
FONDAZIONE PALMIERI
Vico Dei Sotterranei, Lecce
Dall’8 al 20 marzo 2026
Apertura tutti i giorni con ingresso libero dalle 16:30 alle 20:30 (Mattina su appuntamento)
Tel: +39 349 37 20659