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Un progetto site-specific in un lavatoio che in passato era destinato al risanamento e
alla bollitura della biancheria.
Al centro della sala una conchiglia raccoglie una sola goccia alla volta, mentre l'ombra
di una meridiana resta immobile, in una sospensione in cui, il tempo che fugge diventa il
tempo che resta.
ll titolo richiama il significato originario di "eccetera" per dare forma a ciò che va oltre
la capacità umana di misurare.
L'artista invita così a ritrovare il senso della durata e della permanenza. La materia
cessa di essere rappresentazione per farsi traccia viva, testimone di ciò che rimane.
Il Lavatoio Contumaciale è lo scenario ideale per questa ricerca. In passato vi si
trattavano indumenti e tessuti provenienti dalle abitazioni colpite da epidemie: un luogo
dove ciò che poteva portare contagio veniva disinfettato durante un periodo di
isolamento prima di tornare in circolo.
Oggi, aperto all'arte contemporanea, lo spazio ritrova l'acqua. Così l'antica funzione
dell'edificio riaffiora grazie alle opere dell’artista e si offre al visitatore come esperienza
ascoltando e osservando, ciò che nessuna misura riesce a trattenere.
Annalinda Maso (Roma, 1998) è un'artista visiva che vive e lavora a Castelnuovo di Porto.
La sua ricerca si sviluppa attorno all indagine antropologica sulle memorie del territorio
e sulla sacralità del quotidiano attraverso pittura, installazioni e performance. Con
progetti come Le Vie dell'Acqua, La Femminella e Pratiche di Memoria, valorizza
patrimoni comunitari e siti storici legati all’acqua attraverso interventi d'arte immersivi e
site-specific.