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Giuseppe Carta

Dalla Terra all'Immaginazione Giuseppe Carta alla FAO

A cura di Giusy Emiliano
Dalla Terra all\'Immaginazione Giuseppe Carta alla FAO
La Land and Water Division della FAO accoglie nel proprio spazio tecnologico due opere di Giuseppe Carta, scultore italiano di fama internazionale: un peperoncino rosso e un’oliva verde appartenenti al ciclo delle Germinazioni.
Tipologia
Festival d’arte
Artisti
Curatori
Periodo
08-12 Ott 2026
Location
FAO CIRCO MASSIMO
Indirizzo
Viale delle Terme di Caracalla 1 - 00153 Roma [RM] Italia
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Codice CTVEMW - ID 4118 - UM 2026-10-10 18:01:02

Le Germinazioni entrano nel Main Pavilion della Land and Water Division, nell’ambito della seconda edizione della FAO Global Exhibition – From Seeds to Foods. Un progetto curatoriale di Giusy Emiliano che mette in dialogo arte, scienza e tecnologia, restituendo alla natura una dimensione visiva, sensoriale ed emotiva.

In occasione della seconda edizione della FAO Global Exhibition – From Seeds to Foods, dall’8 al 12 ottobre 2026, ospitata al Circo Massimo di Roma, la Land and Water Division della FAO accoglie nel proprio spazio tecnologico due opere di Giuseppe Carta, scultore italiano di fama internazionale: un peperoncino rosso e un’oliva verde appartenenti al ciclo delle Germinazioni.

La presenza delle opere nasce da un progetto curatoriale di Giusy Emiliano, che individua nell’arte uno strumento capace di affiancare la comunicazione scientifica e tecnologica, traducendone i contenuti in un’esperienza accessibile e coinvolgente. Il tema del viaggio dal seme al cibo diventa così l’occasione per affiancare alla conoscenza dei processi naturali una riflessione sulla loro rilevanza per la vita quotidiana.

Il Main Pavilion presenta conoscenze, dati e soluzioni innovative nei campi del suolo, dell’acqua, dell’agricoltura e della gestione sostenibile delle risorse naturali. In questo contesto, le sculture introducono una presenza fisica che si distingue dalle rappresentazioni digitali: forme tridimensionali che invitano il pubblico a osservare da vicino, soffermarsi sui dettagli e riscoprire elementi familiari attraverso una prospettiva inedita.

«Ho voluto fortemente la presenza di queste opere perché sentivo la necessità di affiancare alla comunicazione scientifica un linguaggio capace di coinvolgere anche attraverso la percezione e l’emozione. La tecnologia ci permette di rendere visibili fenomeni e processi complessi; l’arte può avvicinarli alla nostra esperienza, suscitare curiosità e creare nuove connessioni. Il mio intento è utilizzare la forza visiva dell’opera per aprire un dialogo tra conoscenza e sensibilità umana», spiega Giusy Emiliano.

Le Germinazioni rappresentano uno dei nuclei distintivi della ricerca di Giuseppe Carta, dedicata alla natura e alla forza generativa dei suoi frutti. Attraverso un linguaggio che intreccia iperrealismo, suggestioni della Pop Art e tradizione scultorea, l’artista trasforma elementi quotidiani in presenze monumentali. La precisione dei dettagli restituisce la riconoscibilità della materia naturale, mentre l'ingrandimento ne modifica radicalmente la percezione.

Un’oliva e un peperoncino, abitualmente associati alla dimensione alimentare, diventano così soggetti autonomi, capaci di catturare l’attenzione e interrompere l’abitudine dello sguardo. La forma acquista una nuova centralità e il frutto assume un valore simbolico che supera la sua funzione originaria.

Questa trasformazione richiama la riflessione di John Berger sul vedere come esperienza che precede le parole: l’incontro visivo può costituire il primo accesso alla conoscenza, stimolando domande e interpretazioni personali. L’arte non sostituisce i dati scientifici, ma offre una modalità complementare per avvicinare il pubblico a temi complessi attraverso l’esperienza diretta.

Anche il pensiero di Michel Foucault sugli altri spazi permette di leggere l’intervento in una prospettiva ulteriore. Inserita in un ambiente dedicato alla ricerca, la scultura monumentale ne modifica temporaneamente la percezione, introducendo una discontinuità tra il contesto scientifico e la familiarità del soggetto rappresentato. Lo spazio espositivo diventa così il luogo di un incontro tra ricerca, immaginazione e sensibilità.

Nella ricerca di Carta, il frutto diventa un emblema della vita e della sua capacità di trasformarsi. La germinazione evoca nascita, rinnovamento e speranza, ma richiama anche i cicli biologici che attraversano ogni organismo.

La scultura introduce inoltre un confronto tra la caducità del frutto naturale e la permanenza dell’opera. Una materia destinata a trasformarsi viene tradotta in una forma artistica durevole, capace di conservarne la memoria. La fragilità della natura non viene negata, ma resa oggetto di contemplazione.

Questa lettura si connette alla missione della FAO e al percorso tematico di From Seeds to Foods. Ogni alimento è il risultato di una rete di relazioni che comprende suolo, acqua, biodiversità, condizioni ambientali, conoscenze scientifiche e lavoro umano. Comprendere questi legami è fondamentale per promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili; riconoscerne il valore significa anche sviluppare una maggiore consapevolezza del rapporto tra società e risorse naturali.

L’oliva richiama il paesaggio mediterraneo, la cultura dell’olio e una tradizione che intreccia natura, saperi e identità. Il peperoncino, con la sua forma slanciata e il colore intenso, evoca energia e vitalità. Entrambi diventano interpreti di una relazione profonda con la terra, riletta attraverso la dimensione monumentale della scultura.

In oltre quarant’anni di attività, Giuseppe Carta ha sviluppato una ricerca artistica presentata in istituzioni, esposizioni e spazi pubblici in Italia e all’estero. Tra le esperienze del suo percorso figurano Gifts of Nature – I doni della Natura, presentata all’Heydar Aliyev Center di Baku, progettato da Zaha Hadid, e importanti contesti quali la Biennale di Venezia ed Expo Milano 2015. La sua pratica conserva inoltre un legame con la tradizione scultorea italiana, anche attraverso tecniche come la fusione a cera persa, realizzata nei laboratori di Pietrasanta.

Il dialogo tra la sua ricerca e il contesto della FAO mette in relazione linguaggi distinti e complementari. La scienza analizza i fenomeni, elabora dati e sviluppa strumenti per comprendere e gestire i sistemi naturali; l’arte sollecita l’osservazione, attiva associazioni e apre nuove prospettive interpretative.

Su questa complementarità si fonda la scelta curatoriale di Giusy Emiliano: riconoscere all’arte un ruolo attivo nella comunicazione della scienza, non come elemento decorativo, ma come esperienza culturale capace di avvicinare la conoscenza alla sensibilità umana.

Al Circo Massimo, le Germinazioni entrano così nel racconto di From Seeds to Foods, creando un collegamento tra ricerca scientifica, innovazione e percezione. Il frutto diventa scultura e l’opera offre al visitatore l’opportunità di riscoprire, attraverso lo sguardo, la complessità e il valore della natura.

Dalla terra alla tecnologia, dal seme al frutto, dal frutto all’opera d’arte: la scienza ci aiuta a comprendere il mondo, l’arte ci invita a guardarlo di nuovo.

Progetto curatoriale: Giusy Emiliano

Artista: Giuseppe Carta

Sede: Main Pavilion – FAO Land and Water Division

Evento: FAO Global Exhibition – From Seeds to Foods

Luogo e date: Circo Massimo, Roma, 8–12 ottobre 2026

 

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