Inoltre, E-zine e di conseguenza Menexa Srl non sono responsabili per eventuali danni morali o materiali che possano derivare ai visitatori durante la partecipazione a tali eventi.
Chiaroscuro Arte Contemporanea, presso Studio Celestino, ospita una collezione di dipinti che restituiscono voce e memoria ad artisti inesplorati.
Dal 16 al 24 ottobre 2026, Studio Celestino presenta Immagini ritrovate #1. Giorgio Pelloni, primo appuntamento del progetto a cura di Francesca Longo e Ottavio Celestino, testo in mostra di Lucilla Meloni. La collaborazione tra Chiaroscuro Arte Contemporanea e Studio Celestino nasce con l’intento di riportare all’attenzione del pubblico artisti, storie e luoghi rimasti ai margini delle narrazioni più conosciute dell’arte.
Il progetto prende avvio da Giorgio Pelloni, artista dalla ricerca singolare, sviluppata per oltre trent’anni attraverso pittura, fotografia, cinema, televisione e documentario. Linguaggi differenti che nel suo percorso diventano strumenti complementari per osservare, documentare e interpretare la realtà.
Al centro della mostra è il rapporto tra fotografia e pittura: la fotografia come documento, memoria e strumento di conoscenza, ma anche come materia da reinterpretare; la pittura come spazio capace di assorbire immagini, frammenti e suggestioni della realtà per trasformarli in una nuova forma. Il progetto affianca alle opere fotografie, documenti, materiali d’archivio e testimonianze, ricostruendo le storie personali e i contesti nei quali la ricerca dell’artista si è sviluppata.
La mostra presenta per la prima volta al pubblico una selezione della sua produzione pittorica, con opere realizzate prevalentemente dagli anni Ottanta a oggi. La sua pittura nasce da una dimensione intima, quasi diaristica, e sviluppa un universo nel quale la figura umana è il principale elemento narrativo. È una pittura che guarda alla condizione umana, alla solitudine, alla violenza e alla memoria del Novecento, ma anche alla possibilità di un diverso finale. È questa tensione tra disgregazione e possibilità, memoria e trasformazione a caratterizzare il percorso della mostra: il racconto di un’umanità dolente, ma ancora capace di riconoscere, anche dentro la crisi, ciò che può generare una forma di futuro.
Immagini ritrovate #1. Giorgio Pelloni inaugura così un percorso dedicato ad artisti e artiste da riscoprire, nella convinzione che ampliare lo sguardo sulla storia dell’arte significhi anche recuperare esperienze, luoghi e memorie capaci di interrogare il presente.