Anna Nutini, Elisa Cella, Loredana Galante, Vania Elettra Tam

Fare lunghe passeggiate solo perché siamo stanche di camminare

Fare lunghe passeggiate solo perché siamo stanche di camminare
Quattro artiste un solo invito: rallentare, osservare, perdersi. Un percorso sensoriale e riflessivo che celebra l’arte come esperienza e non come traguardo. Un viaggio senza meta dove l'atto creativo diventa atto di libertà, maturità e stupore.
Tipologia
Mostra collettiva
Artisti
Generi
Installazione
Mixed media
Pittura
Tessile
Periodo
27 Giu-19 Lug 2026
Vernissage
Sabato 27 Giu 2026 18:30-20:00
Location
Casa di Rigoletto
Indirizzo
Piazza Sordello 23 - 46100 Mantova [MN] Italia
Accessibilità
Location accessibile ai disabili
Orari di apertura
tutti i giorni dalle 09:00 alle 18:00
Ulteriori informazioni
Contatti
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Codice CRIEMI - ID 3941 - UM 2026-06-17 15:02:23

Progetto di: Loredana Galante e Anna Nutini
Data: dal 27 giugno al 19 luglio 2026
Sede: Casa di Rigoletto - Piazza Sordello 23 - Mantova

Artiste: Elisa Cella, Loredana Galante, Anna Nutini, Vania Elettra Tam
Testo critico in catalogo di: Anna Chiara Cimoli

Inaugurazione: sabato 27 giugno 2026, ore 18.30

In collaborazione con: Associazione Culturale UBIK
Con il Patrocinio: Comune di Mantova
Grafica: MetAlternativa

Orari: tutti i giorni dalle 09:00 alle 18:00
Info: info@infopointmantova.it – 0376 288208

 

In occasione dell’inaugurazione:

• Reading teatrale di Silvia Sala da “Il libro dell’Inquietudine” di Fernando Pessoa

• Nature sound effect realizzato appositamente nel Comune di Mantova dall’associazione Bosco Post Industriale.

 

Quattro artiste, quattro visioni, un solo invito: rallentare, osservare, perdersi. Questa mostra è un percorso sensoriale e riflessivo che celebra l’arte come esperienza e non come traguardo. Un viaggio senza meta dove il gesto creativo diventa atto di libertà, maturità e stupore. Non una corsa, ma una passeggiata nell’anima dell’arte.

 

"L’unico modo di andare d’accordo con la vita è essere in disaccordo con noi stessi", scrive Fernando Pessoa nel Libro dell’inquietudine. Da questo celebre passaggio nasce il titolo della mostra Fare lunghe passeggiate solo perché siamo stanche di camminare, collettiva che riunisce le ricerche di Elisa Cella, Loredana Galante, Anna Nutini e Vania Elettra Tam negli spazi della Casa di Rigoletto di Mantova.

Il progetto prende avvio proprio dall’idea di inquietudine, trasformandola però in una dimensione plurale, aperta e dinamica: non più uno stato totalizzante e immobile, ma una costellazione di possibilità, scarti, movimenti interiori capaci di generare relazione, ricerca e trasformazione.

Le opere in mostra attraversano linguaggi differenti ma profondamente comunicanti. Corpi, oggetti, geometrie, frammenti del quotidiano e riferimenti alla storia dell’arte si contaminano reciprocamente in un allestimento concepito come organismo condiviso piuttosto che come semplice giustapposizione di individualità artistiche.

Le geometrie di Elisa Cella aprono a possibili cosmogonie che dal dato scientifico si dirigono verso il reincanto; le opere di Loredana Galante custodiscono una tensione poetica che invita lo sguardo a sostare oltre la superficie; Anna Nutini mette in scena corpi contorti e insieme liberissimi, immersi in architetture quotidiane paradossali; Vania Elettra Tam interviene con ironia dissacrante sulla memoria delle immagini e sugli oggetti delle nostre vite, smontandoli e ricomponendoli in nuove narrazioni.

La mostra costruisce così una trama relazionale in cui il femminile emerge non come categoria definita, ma come gesto poetico e politico di apertura, ascolto e sconfinamento. Come in una partitura aperta, le opere dialogano tra loro generando armonie inattese e nuovi spazi di prossimità.

Ad accompagnare l’inaugurazione sarà un reading teatrale di Silvia Sala tratto dal Libro dell’Inquietudine di Pessoa, insieme a un intervento sonoro ambientale realizzato appositamente dall’associazione Bosco Post Industriale, realtà impegnata nella riqualificazione ambientale del territorio mantovano.

Le “lunghe passeggiate” della mostra non sono fuga o smarrimento: diventano piuttosto esercizio di attenzione, attraversamento dell’incertezza e possibilità di incontro con l’altra che bussa alla porta.

 

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