Anthony Lombardi, Laura Grosso

Vedere la Pace

Vedere la Pace
Open studio per la giornata romana della pace di RAW con le pitture di Laura Grosso e Anthony Lombardi
Tipologia
Open studio
Artisti
Generi
Pittura
Periodo
24 Apr 2026
Vernissage
Venerdì 24 Apr 2026 18:00-21:00
Location
Studio Laura Grosso
Indirizzo
via Suvereto 30 - 00193 Roma [RM] Italia
Pal. F sc. A
Orari di apertura
18
Ulteriori informazioni
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Autore
Goyan
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Codice CNQEMI - ID 3815 - UM 2026-04-10 12:54:05

Vedere la Pace, doppia personale di pittura per la giornata della Pace proposta da RAW for Peace.

 

Il Tema della Pace nei quadri di Laura Grosso e Anthony Lombardo esposti nello studio del Collettivo “Della Pittura” che per l'occasione resterà aperto al pubblico. La mostra sarà caratterizzata in serata con una presentazione critica e poetica di Giovanni Lauricella.

Il Collettivo "Della Pittura", gruppo di artisti fondato su iniziativa di Laura Grosso e formato da personaggi di spicco nel panorama dell’arte contemporanea che si sono caratterizzati su un originale impostazione estetica, prende parte attivamente alla Giornata della Pace, un evento promosso da RAW, rinomata piattaforma dedicata alla valorizzazione dell’arte e della cultura a Roma. In questa cornice speciale, Il Collettivo "Della Pittura" presenta la mostra dal titolo “Vedere la Pace,” un progetto nato dall’incontro tra Laura Grosso e Anthony Lombardi, con la curatela di Giovanni Lauricella.

Il titolo “Vedere la Pace” colpisce immediatamente per la sua forza evocativa, suggerendo un’esperienza intensa che invita il pubblico a esplorare le molteplici sfumature di un tema tanto universale quanto complesso. L’evento si configura come un’occasione unica per scoprire, attraverso il linguaggio artistico, le infinite interpretazioni di un valore fondamentale come la pace, tradotto in opere pittoriche capaci di raggiungere le profondità dell’emozione umana e unire visioni individuali e collettive.

RAW, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi culturali nel cuore pulsante di Roma, si conferma ancora una volta un protagonista essenziale per artisti e appassionati d’arte. La mostra non si limita a celebrare la pace attraverso espressioni artistiche, ma stimola anche una riflessione profonda su ciò che essa rappresenta nel panorama odierno. “Vedere la Pace” diventa così uno spazio condiviso in cui pensieri, colori ed emozioni si intrecciano, creando un ponte virtuoso tra creatività artistica e impegno sociale.

­-La mostra in sintesi.-

La pratica pittorica di Laura Grosso non si basa su concetti predefiniti. Il tema della pace, più che emergere in modo diretto attraverso una narrazione descrittiva, si manifesta implicitamente e si intuisce nel processo creativo. Questo si traduce in una rappresentazione pittorica che, andando oltre l’apparenza superficiale, mira a mediare tra gli opposti, accogliendo i contrasti e mettendoli in relazione.

Nelle composizioni figurative, e in particolare nel ciclo “Umani” (2011–2026), una rielaborazione del tema storico dei “Bagnanti”, il linguaggio pittorico assume un ruolo centrale. L’intento non è quello di descrivere semplicemente l’immagine visibile, ma di focalizzarsi sull’osservazione della luce e sul suo rapporto con la rappresentazione. La luce, qui, diviene un elemento trasformativo che trascende le coordinate prospettiche tradizionali, configurando un nuovo spazio in cui i corpi nudi convivono in un equilibrio dinamico di relazioni.

L’uso del nudo nel lavoro di Laura Grosso non risponde a logiche d’esibizione né si pone come un’idealizzazione individuale. Al contrario, esso esprime la vulnerabilità condivisa degli esseri umani nella loro radice comune: l’acqua. Il nudo, evocando il suo significato originario nell’antica cultura greca, rappresenta una misura primordiale e universale, un limite intrinseco alla condizione umana.

Il tema della pace trova invece una declinazione più esplicita nei “Pugili” (2023), opera che porta come sottotitolo un versetto biblico: “Non impareranno più l’arte della guerra…” (Isaia 2,4), un chiaro riferimento al tempo messianico. In questa composizione, lo scontro tra due figure maschili è fissato in un istante di dinamismo quasi coreografico, simile a una danza. A fare da controparte a questa tensione vi è una figura femminile che, con gli occhi chiusi, si allontana dalla scena camminando verso l’uscita del quadro, suggerendo abbandono e distacco.

Cercare la pace con uno sguardo tradizionale e dualistico, che tende istintivamente a solidarizzare con una delle parti in contrasto, si rivela insufficiente. C’è bisogno di una “conversione dello sguardo”, un processo che permetta di osservare il conflitto non più come un problema irrisolvibile, ma come un’opportunità preziosa per raggiungere l’armonia. È necessario riorganizzare le prospettive attraverso una mediazione creativa capace di generare una nuova visione del mondo, simile al potenziale generativo che caratterizza la dimensione femminile della gestazione.

Il dipinto di Anthony Lombardi su tela intitolato “Baccanale” offre un’interpretazione sorprendente del concetto di pace, utilizzando immagini che, a una prima occhiata, sembrano evocare il caos. Le figure nude, immerse in un paesaggio di rovine urbane, si muovono liberamente, come se danzassero in un’atmosfera che richiama una recente distruzione. I loro gesti, sospesi tra giocosità e ambiguità, veicolano un senso di liberazione dalle costrizioni sociali e dalla violenza sistemica.

In questa rappresentazione, la pace non è espressa attraverso l’ordine o i canoni dell’armonia tradizionale, ma come uno stato primordiale e istintivo, in cui l’essere umano si riavvicina alla sua essenza più pura. Oggetti simbolici e armi, svuotati del loro significato distruttivo, diventano parte di un rito collettivo che celebra una rinnovata unità.

Il messaggio di fondo suggerisce che una pace autentica, sebbene fragile e imperfetta, può esistere solo rompendo i meccanismi che alimentano i conflitti. È una visione della pace che non aspira alla perfezione, ma trova la sua forza nella libertà individuale e nella riscoperta dell’umanità condivisa.

Studio del Collettivo “Della Pittura”

Via Suvereto 30 00139 Roma

Venerdì 24 aprile ore 18.

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